L'iniziativa

Le sfide per ciclisti intenditori passano dal «Monti Motti Bike»

Inaugurato un percorso circolare dedicato alle biciclette da Gordola ad Agarone, fino alla cima della montagna – Benjamin Frizzi, direttore operativo dell’Ente turistico: «Così arricchiamo l’offerta di esperienze all’aperto nella nostra regione»
Un tracciato caratterizzato da «panorami mozzafiato» © Ente turistico di Ascona e Locarno
Jona Mantovan
05.06.2026 06:00

Certo, non è un percorso per chiunque: ottocento metri di dislivello lungo una strada asfaltata attraverso il bosco portano ad altri quattro chilometri abbondanti meno «urbani» fino al punto più alto. Dopodiché, la discesa. Passaggi impegnativi, che richiedono precisione e controllo tra gradini in pietra, giardini rocciosi e curve modellate. È questo lo spirito del «Monti Motti Bike», il tracciato circolare appena inaugurato - che da Gordola va ad Agarone e ancora oltre, fino alla cima della montagna che gli dà il nome - pensato appositamente per le biciclette modello «rampichino», adatte per i terreni irregolari e le forti pendenze, soprattutto se affrontate dal lato più impegnativo.

Tecnica, adrenalina e paesaggi

Un giro entrato a far parte della rete nazionale SvizzeraMobile, che nel suo sito lo descrive come «un connubio perfetto tra tecnica, adrenalina e paesaggi mozzafiato. Un elettrizzante sentiero che mette alla prova l’equilibrio».

«Compiamo un ulteriore passo nella strategia di sviluppo della nostra offerta in esterna», ha sottolineato Benjamin Frizzi, direttore operativo dell’Ente turistico di Ascona e Locarno. «Investire in infrastrutture di qualità per lo sport all’aria aperta significa rafforzare l’attrattività durante tutto l’arco dell’anno e contribuisce all’estensione della stagione». Gli ha fatto eco Damiano Vignuta, sindaco del Comune da dove la speciale via per le due ruote nasce e si sviluppa. «Questa novità è di grande valore per il nostro territorio, capace di coniugare panorami, proposta sportiva e attrattività».

Filosofia «a chilometro zero»

E, ancora: «È un’infrastruttura che rafforza il posizionamento della regione e genera benefici anche per l’economia locale».

La realizzazione è stata affidata alla ditta specializzata Allegra, che ha lavorato utilizzando materiali trovati sul posto secondo i principi della filosofia «a impatto zero». I tratti sono stati riposizionati e riqualificati, i gradoni rimodellati e le linee ottimizzate per garantire una guida fluida e stimolante, senza però intaccare o stravolgere l’anima e il carattere naturale circostante.

«La sostenibilità non è solo un obiettivo, ma un principio guida», ha aggiunto Fabio Bonetti, direttore generale (sempre dell’Organizzazione turistica regionale Lago Maggiore e valli). Un problema affrontato dai progettisti riguarda la condivisione degli spazi con chi preferisce camminare. Per poterlo risolvere, sono state adottate soluzioni all’avanguardia.

Abbiamo prestato la massima attenzione alla convivenza con gli escursionisti a piedi: alcuni tratti sono stati divisi
Fabio Bonetti, direttore dell’Ente turistico di Ascona e Locarno

Condivisione degli spazi

Vari punti chiave, ad esempio alcune storiche scalinate, sono stati preservati e sistemati per gli alpinisti, creando delle vie parallele ad uso esclusivo dei ciclisti. In questo modo, entrambi i gruppi possono godere della bellezza della natura in totale sicurezza e comfort. «La convivenza tra differenti utenti è centrale nell’espansione del “carnet” di possibilità. L’opera appena inaugurata è un esempio di rispetto reciproco e coesistenza delle diverse necessità» ha sottolineato ancora Frizzi.

L’aiuto del Cantone

Per quanto riguarda i dettagli finanziari e la gestione, la sistemazione è stata promossa per la metà dalla stessa OTR, mentre il restante 50% dal Cantone, attraverso l’Ufficio per lo sviluppo economico della Divisione dell’economia. «La gestione operativa e la manutenzione saranno interamente a carico nostro, garantendo così un livello di sicurezza e qualità elevati nel tempo», riporta una nota.

Come detto, si tratta di un tragitto estremamente tecnico e dedicato agli esperti appassionati di «enduro», questo il nome della disciplina caratterizzata da una notevole resistenza fisica da parte degli atleti - muniti rigorosamente di protezioni come caschi e ginocchiere - e da sospensioni ad alte prestazioni nei loro «cavalli d’acciaio».

Classificato come «difficile», il Monti Motti Bike è rivolto a chi cerca una sfida autentica nel cuore della regione che, per estensione, occupa quasi la metà della superficie del Ticino: la scheda ufficiale in rete insiste nell’evidenziare gli esatti luoghi da cui godere di «imperdibili viste e scorci sul Verbano e dintorni».

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