«Il turismo a Locarno è in ottima salute e con il Grand Hotel si faranno faville»

Quanto è importante l’afflusso dei visitatori che hanno eletto Locarno e dintorni a destinazione per le vacanze? Molto, rispondono Fabio Bonetti, direttore del locale Ente turistico, e Ketrin Kanalga, albergatrice alla testa di Gastro&Commercio. Ma ne parleranno anche alla serata CdT Forum del 9 giugno al Belvedere (gratuita, iscrizioni sul sito eventi.cdt.ch).
Qual è lo stato di salute del turismo a Locarno? Porta ricadute solo in termini di pernottamenti o, in generale, a tutta l’economia della regione?
Bonetti: «In questo momento il turismo nella regione gode di ottima salute. Tutti i comparti stanno andando bene. Dall’albergheria ai campeggi, fino all’offerta turistica nel suo complesso. Da circa cinque anni registriamo una tendenza positiva, segno che il lavoro fatto sta dando risultati concreti. Dopo la fusione degli enti turistici è stato investito molto in pubblicità, comunicazione, valorizzazione del territorio e grandi eventi, e oggi la regione è sempre più apprezzata. E non parliamo solo di pernottamenti, perché il settore genera benefici per l’intera economia locale. L’indotto ricade su moltissimi settori, dai commerci ai servizi, e rappresenta un valore economico importante e diffuso. Guardando al futuro, non ci sono segnali che facciano pensare a un rallentamento nei prossimi anni».
Kanalga: «Il turismo a Locarno sta bene. E molto. Naturalmente c’è sempre margine per migliorare e crescere, anche perché oggi bisogna essere competitivi, soprattutto se ci confrontiamo con realtà vicine come l’Italia. Detto questo, possiamo contare su un turismo molto fedele, in particolare quello svizzero-tedesco e in generale il turismo nazionale. A proposito delle ricadute, questo settore è un vero e proprio sistema a catena. Quando arrivano i turisti, lavorano meglio i negozi, il commercio, i ristoranti, ma anche l’agricoltura e tutti i fornitori locali».
Se non ci fossero i grandi eventi a fare da traino cosa cambierebbe per il turismo nel Locarnese?
Bonetti: «I grandi eventi sono parte integrante della nostra strategia turistica e hanno un ruolo determinante, anche se non sono l’unico motore del sistema. La vera forza del Locarnese resta il territorio nel suo insieme, con un’offerta ampia e diversificata che dà valore all’esperienza turistica. Tuttavia, gli eventi sono fondamentali. Se non ci fossero, continueremmo comunque a puntare molto sull’offerta all’aria aperta, che oggi funziona benissimo. Escursionismo, mountain bike, arrampicata, bouldering, ma anche quella dimensione di “dolce vita” e di mediterraneità che spinge molti ospiti a tornare più volte l’anno».
Kanalga: «I grandi eventi sono una fortuna, ma se un domani non dovessero esserci, non sarebbe la fine del turismo nel Locarnese. Bisognerebbe comunque avere il coraggio di innovare, reinventarsi e creare nuove proposte capaci di attirare persone diverse. Va anche detto che i grandi eventi portano un certo tipo di pubblico, mentre il turismo più “classico” è spesso legato alle vacanze e ha motivazioni diverse».
La mancanza di un collegamento autostradale è davvero così penalizzante?
Bonetti: «Sì, la mancanza di un collegamento diretto all’autostrada è un problema concreto. La maggior parte dei nostri ospiti arriva ancora in automobile, parliamo di circa il 70–80%, anche perché una volta qui si spostano sul territorio. I trasporti pubblici sono in crescita, ma non c’è stata una vera inversione di tendenza».
Kanalga: «Sì. Dopo il San Gottardo, affrontare ulteriori colonne, soprattutto nella zona del Piano, rende il viaggio pesante e poco attrattivo. È una lamentela che sento spesso direttamente dai visitatori, che faticano a capire perché, dopo un tragitto già lungo, debbano affrontare ancora disagi importanti».
L’arrivo di un ulteriore cinque stelle con il restauro del Grand Hotel che impatto avrà?
Bonetti: «Il ritorno del Grand Hotel Locarno, ora in fase di restauro, rappresenta un’opportunità enorme, soprattutto sul fronte internazionale. Il fatto che sia legato al marchio Marriott apre una finestra sul mondo. Parliamo di una catena con milioni di clienti fidelizzati, che saranno informati dell’apertura di un nuovo hotel di lusso a Locarno. Questo significa visibilità globale, non solo per la struttura, ma anche per l’intera regione. Porterà prestigio e glamour, diventando uno stimolo per tutta la regione. Quando una grande catena del lusso sceglie una destinazione è anche un segnale di fiducia nel suo potenziale, e questo è un elemento fondamentale per un’area turistica».
Kanalga: «Io vedo la concorrenza in modo positivo. Non è mai un male, anzi. Un nuovo albergo a cinque stelle significa attirare un’altra tipologia di clientela, una categoria diversa di ospiti che oggi magari non considerano Locarno. L’arrivo che si prospetta avrà, secondo me, un impatto positivo per tutta la Città. Amplia l’offerta, rafforza l’immagine di Locarno e contribuisce ad attirare nuovi flussi turistici, senza necessariamente togliere spazio agli altri».



