La polemica

«Locarno on Ice ci esclude, vogliamo essere coinvolti»

Gli esercenti e i commercianti di piazza Grande in una lettera al Municipio manifestano il disagio causato dalla manifestazione invernale, ma i promotori assicurano: «Ogni anno si cambia formula, ascolteremo le esigenze di tutti»
Ketrin Kamalga, proprietaria dell'albergo America e, sullo sfondo, una parte delle 'barricate' contestate a Locarno on Ice
Jona Mantovan
18.01.2023 16:45

Spente le luci di Locarno on Ice e messi da parte i pattini, in piazza Grande si riaccende la polemica. Questa volta, ad alzare la voce sono esercenti e commercianti che hanno spedito una lettera al Municipio per manifestare il loro disagio. «Siamo delusi, non accettiamo più di trascorrere un altro Natale messi in secondo piano», si legge nel testo. Il centro della questione sono le facciate divisorie della manifestazione invernale con tanto di pista di ghiaccio all’aperto. Pareti provvisorie alte anche oltre due metri, costruite per delimitare il villaggio dalla ‘cintura’ di terrazze e negozi. «Invece di integrare, questa rassegna ci ha escluso. Considerando il periodo di smontaggio e montaggio, dobbiamo subire oltre due mesi in queste condizioni». Il secondo foglio della missiva riporta le firme e i timbri dei vari esercizi, in tutto una ventina. Libreria o edicola, bar, multimedia o abbigliamento, praticamente tutti quelli si affacciano sul salotto cittadino.

Guarda il video — La protesta si leva da esercenti e commercianti di piazza Grande. I promotori di Locarno on Ice: «Lavoriamo insieme a tutti»

«Non siamo contrari a questo importante evento, anzi», dice Ketrin Kanalga, esercente e proprietaria dell’Albergo America da 18 anni. «Ma proprio qui davanti hanno piazzato queste mura di acciaio, guardi», esclama l’imprenditrice, scorrendo le foto sul cellulare. Nelle immagini, si vede un grande cassone simile a quelli delle spedizioni navali messo a pochi metri dalle sedie della terrazza esterna. In un’altra foto, ecco il corridoio di passaggio per l’accesso a vetrine e ristoranti. «Ecco, questo è il ‘panorama’ offerto ai clienti che si fermavano qui. Ma la situazione era uguale per altri negozi e ristoranti».

La 55.enne è diventata la portavoce di questo problema e, al Corriere del Ticino spiega che «è come se i nostri clienti, invece di entrare dall’ingresso principale, fossero costretti a usare una piccola porticina sul retro. Invece di essere la cornice naturale della piazza, ci hanno relegato dietro le quinte. Ma ricordo che all’inizio, nelle prime edizioni, non era così. C’erano dei passaggi, il pubblico poteva andare e venire dalla piazza alla pista, dal villaggio ai vari esercizi che circondano l’area. Così, però, siamo del tutto nascosti alla vista dei visitatori che si sono fatti catturare dalla magia del Natale e della pista di pattinaggio».

Formula in evoluzione

Samantha Bourgoin, ‘anima’ e portavoce della kermesse, è sorpresa nel sentire come da parte del mondo degli esercenti e dei commercianti ci possa essere un disagio legato a un’iniziativa che attrae svariate migliaia di persone, ma ammette come gli ultimi tre anni siano stati complicati. «Sono stati frutto delle crisi mondiali, dalla pandemia alla crisi energetica. Abbiamo cercato di rispondere alle difficoltà del momento e siamo stati costretti a modificare la struttura, affinché fosse possibile fruire delle varie offerte che proponiamo, tenendo conto ad esempio anche della questione relativa al controllo degli accessi durante la pandemia». Risultato? L’apprezzamento del pubblico, su una parte di accorgimenti, non ha tardato ad arrivare.

Si contesta l’invadenza della pista, seppur ridotta, e gli scarsi passaggi per il pubblico

La ricetta alla base di Locarno on Ice è sempre la stessa e la dimostrazione sta nel fatto di come ci sia «bisogno, da parte del pubblico, di un momento e di un luogo di incontro adatto a tutte le età». Gli ‘ingredienti’, però, possono sempre cambiare. «La formula si è evoluta, il concetto non è definitivo, non è scolpito nella pietra – spiega ancora Bourgoin –. L’anno prossimo cercheremo di capire quali saranno le nuove sfide e ci adegueremo. Che si tratti di sfide mondiali, climatiche, energetiche o sanitarie... e, naturalmente, ci adegueremo anche a quelle messe in evidenza dagli abitanti, dai negozianti e dagli esercenti».

Gli organizzatori ammettono che gli ultimi tre anni sono stati complicati, ma si migliorerà

La manifestazione negli ultimi 17 anni è cresciuta al punto da riuscire a mettere in primo piano quel prezioso spazio in centro città che in precedenza, nella ‘bassa stagione’, non proponeva nulla ed era poco valorizzato, come una sorta di ‘buco nero’ deserto. Ma non solo. La promotrice, infatti, ci tiene a sottolineare che, malgrado la manifestazione sia pensata principalmente per i residenti, ci sono turisti che arrivano dalla Svizzera tedesca apposta per vivere l’atmosfera del Natale in piazza. Un indotto ‘nato dal nulla’ e che prima non c’era.

«Lavoriamo insieme»

«Non facciamo niente, da soli. Lavoriamo sempre in collaborazione con il Comune e con i vari partner. L’idea nasce per la popolazione e deve essere portata avanti con chi si occupa di Piazza Grande, della Città e dei sostenitori che partecipano all’evento», conclude.

La lettera recapitata al Municipio è stata accompagnata da firme e timbri di una ventina di attività nella 'cintura' della piazza
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