«Maggiori accessi al lago di Lugano? Servirebbero più soldi»

Che cosa c’è di meglio di un bel bagno nel Ceresio per rinfrescarsi durante l’estate? Soprattutto in queste settimane di grande caldo. A Lugano, tuttavia, con l’arrivo della bella stagione torna puntuale anche il discorso legato agli accessi al lago, non così numerosi a causa dell’elevato numero di rive privatizzate. Qualche giorno fa, non a caso, il Blick ha riproposto uno studio che mostra come il Ceresio sia il lago in Svizzera che presenta la maggior percentuale di rive private o comunque non accessibili (48,5%) e, di riflesso, la minor percentuale di rive ad accesso libero (31,9%).
Un problema storico
«Quello degli accessi al lago è un problema storico», osserva il capodicastero Sviluppo territoriale Filippo Lombardi. «In passato c’era una sensibilità diversa nei confronti della questione e Cantoni e Comuni agivano in maniera differente. È solo negli ultimi decenni che si è riscoperta l’importanza di garantire accessi diretti al lago per tutte le persone».
Va tutelata la proprietà privata
Con il mutare dei tempi, insomma, cambiano le esigenze dei cittadini e, di conseguenza, quelle della Città. Non è però possibile cancellare con un colpo di spugna quanto fatto in passato. «Non bisogna infatti dimenticare che va tutelato il diritto alla proprietà privata», sottolinea il municipale. «Non possiamo cacciare chi un tempo, quando il tema degli accessi al lago non era prioritario, ha legittimamente acquistato un’abitazione in riva al Ceresio. O, meglio, per farlo dovremmo procedere con onerose espropriazioni, che però non intendiamo realizzare».
Cosa bolle in pentola
Ciò non significa comunque che la Città rimanga indifferente alla questione. «Da quando sono entrato in Municipio, ho visto maturare la coscienza che sia necessario fare qualcosa per gli accessi al lago», spiega Lombardi. In effetti, Lugano si è dotata di un Masterplan per la riqualificazione del lungolago e del centro. Il documento prevede per esempio di mantenere i tre porti cittadini, suggerendo di caratterizzarne la destinazione: in quello della Foce dovrebbero concentrarsi i servizi portuali classici (rampa di alaggio, gru, stazione carburante, ecc.) e le barche a vela; nei porti Belvedere e Lanchetta si dovrebbero invece concentrare le stazioni di barche a motore e a remi. Il loro riordino e ampliamento permetterebbe così di eliminare parte dei posti barca lungo le rive, aumentandone la fruibilità. Rientra sempre nell’ottica di una maggiore accessibilità al Ceresio anche l’idea di creare tre gradonate: una di fronte al LAC, una davanti a Palazzo Civico e una alla Rivetta Tell. «Le aree dove verrebbero posizionate le strutture diventerebbero zone d’incontro nelle quali i veicoli possono circolare a 20 km/h», chiarisce il capodicastero Sviluppo territoriale. «Per rendere ciò possibile dobbiamo però prima portare a termine alcuni cantieri tra cui quello in stazione in modo tale da ridurre il traffico veicolare sul lungolago». Per il comparto di Campo Marzio Sud, il Masterplan prevede invece un aumento dell’accessibilità a lago e la creazione di una passeggiata continua dietro al lido. Anche in questo caso, va però prima trovata una soluzione ad alcuni problemi. «In particolare, dobbiamo capire dove spostare i campi da tennis», chiarisce il Municipale. Ricordiamo invece che la Città aveva espresso parere contrario alla proposta del PLR di costruire una passerella pedonale davanti a Villa Favorita. Questo perché l’interesse preponderante tra la tutela dei beni culturali e la fruibilità pubblica «risulta in ogni caso a favore dei beni culturali».
Manca una data di realizzazione
Idee e progetti, insomma, non mancano, ma quali sono i tempi di realizzazione? «Purtroppo non è ancora stata stabilita una data poiché l’attuale situazione finanziaria della Città impone un tetto massimo di 50 milioni all’anno per gli investimenti», conclude Lombardi.





