Stati Uniti

Donald Trump attacca di nuovo Giorgia Meloni: «Serve un ordine restrittivo»

Il presidente USA ha pubblicato sul suo social una foto che lo ritrae con la premier italiana alla vigilia del vertice della NATO in programma il 7 e l'8 luglio ad Ankara
© KEYSTONE (AP Photo/Evan Vucci, Pool)
Red. Online
06.07.2026 09:03

Ecco l'ultimo attacco di Donald Trump contro la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. La polemica non si è esaurita, anzi. Nella notte tra domenica e lunedì, il presidente USA ha pubblicato su Truth una foto nella quale è stato immortalato insieme alla premier italiana. Uno scatto in cui lei viene raffigurata con un'espressione apparentemente adorante. In alto campeggia la scritta: «Serve un ordine restrittivo».

Sempre nelle stesse ore e sempre sul suo social, Trump ha pubblicato anche commenti sprezzanti sull'imponente funerale di Ali Khamenei a Teheran. Interventi che seguono di qualche ora il suo discorso per i 250 anni dalla Dichiarazione di Indipendenza, in cui ha evocato il «pericolo comunista», e precedono il vertice della NATO in programma il 7 e l'8 luglio ad Ankara (e dove il presidente americano si troverà allo stesso tavolo con Giorgia Meloni).

Un nuovo attacco diretto contro la premier italiana, dopo giorni di forti tensioni tra Roma e Washington. Proprio in seguito al vertice di Evian, infatti, Trump era arrivato a dire che in Francia Meloni l’aveva implorato per una foto insieme. Accusa a cui la presidente del Consiglio italiano aveva risposto con un video sui social: «Io e l’Italia non imploriamo mai».

L'incognita The Donald

La mossa del presidente americano scalda ancora di più il vertice NATO che partirà domani pomeriggio ad Ankara. Un summit attesissimo, perché saranno presenti tutti i capi di Stato e di governo dei Paesi aderenti e perché si dovrà in pratica decidere come far proseguire un’alleanza storica che negli ultimi mesi sta pericolosamente scricchiolando.

«Un'Europa più forte in una NATO più forte» è il motto contenuto nella dichiarazione finale approvata dai 32 ambasciatori alleati e, a ben vedere, il senso del vertice di Ankara sta tutto qui. Tener fede alle promesse dell'anno scorso, far vedere agli USA e a Donald Trump che il vecchio mondo sta davvero aprendo i cordoni della borsa, tracciando percorsi «credibili» verso il famoso 5% di PIL in difesa. Il segretario generale Mark Rutte (e gli sherpa) hanno fatto il possibile per costruire un summit (l'ennesimo) a prova di Trump. Ma l'apprensione è palpabile perché se il tycoon deraglierà si potrebbe entrare in una fase che alcuni, alla NATO, non esitano a definire «pericolosa».

Ma cosa significa, nei fatti, lo slogan un'Europa più forte in una Nato più forte? «C'è ormai una consapevolezza radicata che, se mai la Russia dovesse davvero attaccare, dovremo cavarcela da soli», spiega un'alta fonte diplomatica alleata all'ANSA. «È difficile ma è possibile, serve impegno e tempo, perché ora non siamo pronti: purtroppo la transizione sarà caotica, perché l'amministrazione Trump non è in grado di procedere altrimenti», aggiunge la fonte. Insomma, ad Ankara nascerà – deve nascere – una nuova NATO. Il Paese candidato a egemone del nuovo corso è senz'altro la Germania, che intende arrivare al 3,5% della difesa core già nel 2029, con uno sforzo di bilancio mostruoso: nessuno, in Europa, ha una potenza di fuoco economica simile.

Varsavia, pur con le debite proporzione, è l'altro astro nascente della sicurezza continentale, che affianca i leader tradizionali, Francia e Gran Bretagna. Con l'Italia, è il formato E5, che potrebbe essere nel direttorio di questa nuova NATO. Berlino, a quanto apprende l'ANSA, vorrebbe la sponda dell'Italia per controbilanciare Parigi. Un ruolo sempre maggiore lo avrà poi l'Ucraina e ad Ankara verrà non a caso riconosciuto il suo ruolo di «fornitore di sicurezza» all'Europa.

In questo quadro, l'incognita resta The Donald.

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