La visita di Antony Blinken a un McDonald's di Kiev

Che dici, mangiamo qualcosa? D'accordo. Ma dove? Semplice: da McDonald's. No, nessuna pubblicità. Semplicemente, stiamo immaginando un possibile dialogo fra Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri ucraino, e il segretario di Stato americano Antony Blinken, in visita a Kiev. I due, infatti, sono stati immortalati nel celebre fast food. Di più, Kuleba ha pubblicamente ringraziato il suo omologo. Affermando che gli Stati Uniti, fra i tanti, hanno avuto anche il merito di aiutare l'Ucraina a riattivare la catena dal doppio arco dorato nonostante la guerra in corso.
Kuleba e Blinken hanno consumato un boccone al volo in uno dei tanti McDonald's di Kiev. Quindi, hanno tenuto una conferenza stampa congiunta a margine dell'incontro fra Blinken e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Durante il pasto, al quale hanno assistito non pochi giornalisti, Kuleba ha ricordato una vecchia conversazione con Blinken, poco dopo l'invasione russa. Conversazione nella quale il ministro degli Esteri ucraino – fosse anche solo per risollevare il morale della popolazione – aveva spinto per una rapida riapertura di McDonald's nel Paese. Una mossa che, a suo dire, sarebbe stata interpretata come un piccolo, grande segnale di normalità in un contesto drammatico e tormentato. Blinken, al riguardo, aveva detto a Kuleba che avrebbe esaminato attentamente le possibilità di riapertura. Pochi giorni dopo, il Ministero degli Esteri aveva ricevuto una telefonata dall'ambasciata statunitense. Il tema? Sì, la riapertura della catena. Nonostante la guerra.
L'amore degli ucraini per McDonald's, d'altronde, è cosa nota. La leggenda vuole che gli ucraini, desiderosi di lasciarsi alle spalle il grigiore dell’epoca sovietica, a suo tempo avessero letteralmente invaso il primissimo McDonald’s aperto nel Paese, a Kiev. Era il 1997, ne avevamo parlato qui, e il ristorante venne aperto dopo 99 giorni di lavori. Chiamatelo sogno americano. A basso costo e con un contorno di patatine fritte. Le prime riaperture, fra agosto e settembre del 2022, erano state annunciate in pompa magna, e con una certa commozione, dallo stesso Kuleba.
«Penso che poter mangiare da McDonald's, in questo Paese, sia un messaggio» ha spiegato mercoledì il ministro degli Esteri ucraino. «Un messaggio di fiducia». La chiusura, secondo logica, era stata annunciata nel marzo del 2022. Complice, appunto, l'invasione su larga scala da parte dell'esercito di Mosca e i conseguenti bombardamenti delle città ucraine. Blinken, dal canto suo, ha ribadito che l'azienda era ansiosa di poter tornare in Ucraina. Un ritorno che i due diplomatici hanno voluto sottolineare, una volta di più, presentandosi in carne e ossa a ordinare del cibo. «Ci eravamo ripromessi che, al mio ritorno a Kiev, avremmo fatto un salto qui» le parole del segretario di Stato. Detto, fatto.
E chissà come verrà digerita, in tutti i sensi, la visita chez McDonald's di Blinken in Russia. Un Paese che, da tempo oramai, deve arrabattarsi con una versione fac-simile del marchio americano denominata Vkusno & Tochka. Una versione che, tuttavia, ha permesso ad Alexander Govor, uomo d'affari che già gestiva in franchising 25 punti vendita di McDonald's in Siberia, di rilevare qualcosa come 800 ristoranti e 62 mila dipendenti. A un prezzo, ipse dixit, inferiore rispetto a quello di mercato. L'importo finale, addirittura, sarebbe stato «simbolico».
