Sorridi, Donald Trump: l'Air Force One «regalato» è quasi pronto

Donald Trump non ha mai nascosto un certo fastidio, al riguardo. Comprensibile: quando annunciò di aver negoziato un ottimo prezzo per l'acquisto di due Boeing 747-8, durante il suo primo mandato, mai si sarebbe immaginato, nel 2026, di usare ancora – come Air Force One – i 747-200 entrati in servizio nel 1990 invece dei sostituti designati. Mentre il costo della riconversione dei velivoli ha superato i 5 miliardi di dollari, i problemi che attanagliano Boeing hanno generato ritardi su ritardi. Al punto che, oggi, si parla di una primissima consegna «non prima del 2028». Ahia.
Quella volta del Forum di Davos
La questione, evidentemente, è tornata di stretta, strettissima attualità alcuni mesi fa, quando un problema elettrico aveva costretto Trump a recarsi a Davos, per il World Economic Forum, a bordo di un Boeing 757 invece del «solito» Air Force One. Allora, eravamo a gennaio, la domanda aveva fatto nuovamente capolino sui media: quando arriveranno i nuovi Boeing 747-8? Riavvolgiamo il nastro. La prossima generazione di aerei presidenziali, che inizialmente avrebbe dovuto essere consegnata nel 2022, come detto entrerà in servizio al più presto nel 2028. A dicembre 2025, l'aviazione militare statunitense ha approvato una modifica del valore di 15,5 milioni di dollari al contratto esistente con Boeing per la riqualificazione di due 747-8. Parallelamente, l'Aeronautica militare americana ha annunciato l'acquisto di altri due Boeing 747-8 dalla compagnia aerea tedesca Lufthansa per supportare il programma di trasporto aereo presidenziale, con consegne previste nel 2026. All'equazione, però, bisogna aggiungere un altro Boeing 747-8, regalato a Trump lo scorso anno dal Qatar, attualmente in fase di modifica per essere utilizzato come Air Force One «temporaneo». Un regalo, questo, che ha suscitato preoccupazioni di natura legale, etica e di sicurezza. Il presidente ha affermato che il jet potrebbe essere pronto per l'uso addirittura in tempi brevissimi, nonostante il profondo scetticismo di esperti ed ex funzionari dell'aviazione.
Una livrea particolare
Qualcosa, a proposito del 747-8 qatariota, si sta in effetti muovendo. Nei giorni scorsi, come riporta il portale Air Live, l'aereo è decollato dall'aeroporto di Greenville Majors e ha svolto test di volo di alto profilo. Non solo, l'US Air Force ora si riferisce al Boeing con la sigla VC-25 Bridge Aircraft (VADER01). L'aereo, dati delle piattaforme di tracking alla mano, ha svolto manovre sul nord del Texas e in Oklahoma, con passaggi su Tulsa, Amarillo e Abilene, salvo poi fare ritorno all'hangar L3Harris di Greenville.
L'aereo, ricordiamo, è arrivato nel 2025 negli Stati Uniti con livrea marrone e bianca. Durante i test, è apparso in total white mentre una volta in servizio, secondo il volere di Trump, apparirà con colori differenti rispetto agli Air Force One attuali: rosso, bianco e un blu decisamente più scuro se paragonato all'azzurro utilizzato oggi, risalente all'epoca Kennedy.
Stando ad Air Live, i lavori per risistemare gli interni e per completare le componenti tecniche sarebbero a buon punto. Gli esperti, dalle foto circolate online, hanno parlato di tre pilastri fondamentali. In primo luogo, è stata notata la presenza di nuove antenne per comunicazioni satellitari UHF (SATCOM) e apparati specializzati, fondamentali per garantire scambi di dati criptati in ogni momento. Sul fronte della difesa attiva, sarebbe invece stata implementata l'integrazione di sistemi di contromisure a infrarossi dirette (DIRCM) per elevare la protezione contro la minaccia dei missili a spalla (MANPADS). Infine, l'iter per la certificazione presidenziale sarebbe stato completato con rigorosi controlli di integrità strutturale e bonifiche elettroniche volte a escludere la presenza di dispositivi di sorveglianza, garantendo così la piena prontezza operativa dell’aereo.
Ma c'è chi fa polemica
Il fatto che l'amministrazione Trump punti, con forza, su questo aereo «ponte» dipende, appunto, dai ritardi e dalle conseguenti frustrazioni del programma VC-25B, quello designato a suo tempo per sostituire gli attuali 747-200 usati come Air Force One. I due 747-8, al momento, sono impantanati e, dicevamo, non si prevede che entrino in servizio prima del 2028. L'aereo qatariota, di fatto, al momento sembrerebbe l'opzione più credibile e probabile per dare a Trump un aereo moderno prima che si esaurisca il suo secondo mandato.
Detto ciò, il percorso del velivolo da dono reale a risorsa militare-presidenziale non è stato privo di turbolenze. Anzi. La sua conversione, il cui costo per i contribuenti è stato stimato in circa 400 milioni di dollari, è finita sotto la lente dei critici al Congresso. Banalmente, c'è chi ha messo e mette in dubbio l’etica di un jet ricevuto in dono da uno Stato straniero e la sua destinazione finale. Il presidente Trump, infatti, ha dichiarato di voler dismettere l'aereo al termine del suo mandato per donarlo alla sua biblioteca presidenziale.
Inoltre, gli esperti di sicurezza sin dal principio hanno avvertito che, sebbene l’aereo «ponte» disponga dei requisiti di base per le missioni presidenziali, potrebbe mancare della suite completa di difese rafforzate. Pensiamo alla schermatura avanzata contro gli impulsi elettromagnetici (EMP), presente sugli attuali modelli VC-25A e sui futuri VC-25B. Un limite che potrebbe restringere l'impiego del velivolo ai voli nazionali o a contesti internazionali a basso rischio. Salvo imprevisti tecnici durante l'attuale fase di test, il debutto ufficiale del VC-25 Bridge Aircraft è previsto entro il 4 luglio 2026, giusto in tempo per le celebrazioni del 250.mo anniversario degli Stati Uniti.
