Tragedia ferroviaria in Spagna, il bilancio sale ad almeno 68 morti

Il bilancio dello scontro tra due treni ad alta velocità avvenuto questa mattina a Urda, nella provincia spagnola di Toledo, è di almeno 68 morti. Il presidente della comunità autonoma di Castilla-La Mancia, Emiliano Garcia-Page, si è presentato davanti ai media insieme al premier spagnolo, Pedro Sanchez. Garcia Page ha segnalato che sono 53 i feriti ricoverati negli ospedali, 15 dei quali in gravi condizioni. «Saranno mobilitate unità cinofile per poter identificare se ci sono persone in vita fra i rottami», ha aggiunto.
Nell’incidente sono rimasti coinvolti un AVE di Renfe e un treno Iryo, entrambi diretti verso l’Andalusia. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità, il convoglio Renfe trasportava 397 passeggeri; a bordo dell’Iryo viaggiavano 146 persone e un bambino. L’impatto ha fatto deragliare diversi vagoni, alcuni dei quali sono finiti lungo un terrapieno. «L'intera Spagna è a lutto» ha detto Sanchez. La priorità del governo «sono le vittime e le loro famiglie, trovare il maggior numero di persone vive e assistere dal punto di vista materiale e psicologico i feriti». Il premier ha annunciato tre giorni di lutto ufficiale nel Paese.
Non risultano vittime svizzere
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non ha informazioni su eventuali vittime svizzere. La rappresentanza diplomatica della Confederazione a Madrid è in contatto con le autorità locali, ha fatto sapere il DFAE a Keystone-ATS. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin si è da parte sua detto «profondamente addolorato», in un post su X. «I miei pensieri vanno alle vittime, alle loro famiglie e ai feriti». In questi momenti difficili, la Svizzera è al fianco del popolo spagnolo ed esprime la sua incondizionata solidarietà, ha scritto Parmelin.
La dinamica resta da chiarire
Secondo la ricostruzione presentata dal ministro dei Trasporti Óscar Puente, la sequenza sarebbe iniziata attorno alle 8.30 con il guasto di tre computer della rete, che avrebbe fatto cadere il sistema di controllo e sicurezza LZB per circa 63 chilometri della linea. I treni presenti sul tratto, sei in tutto, si sarebbero fermati automaticamente. Alle 8.36 il centro di controllo di Adif ad Atocha avrebbe però autorizzato l’AVE di Renfe a riprendere la marcia regolare. Più avanti, all’ingresso della stazione di Urda, l’Iryo era ancora fermo e il segnale era rosso. Secondo Puente, l’AVE avrebbe percorso circa 25 chilometri, raggiungendo i 200 km/h, prima di urtare il convoglio alle 8.54. Il ministro ha definito «un errore inspiegabile» la decisione di autorizzare la ripartenza e ha affermato che ci sarebbe stato il tempo per correggerla.
Linea interrotta
Adif ha sospeso la circolazione dei treni ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia. La sospensione ha provocato cancellazioni e modifiche ai collegamenti: Renfe e Iryo hanno attivato misure di assistenza per i passeggeri e i familiari delle persone coinvolte.
La tragedia di Urda si aggiunge a una lunga serie di gravi incidenti ferroviari in Spagna. Nel 2003, a Chinchilla, lo scontro frontale tra un treno passeggeri e uno merci causò 19 morti; nel 2006 il deragliamento della metropolitana di Valencia provocò 43 vittime. Nel 2010, alla stazione di Castelldefels, un treno investì un gruppo di persone: morirono in 12. Il bilancio più pesante resta quello di Santiago di Compostela, dove nel 2013 un treno deragliò in curva causando 80 morti e 140 feriti. Più di recente, il 18 gennaio 2026, la collisione tra un Iryo e un Alvia ad Adamuz ha provocato 46 morti e 120 feriti; due giorni dopo, a Gelida, un treno pendolari si scontrò con una frana, con un morto e 37 feriti.


