Iran

«We got him!», ecco come è stato salvato il pilota americano

Dal nascondiglio in un crepaccio al coinvolgimento di centinaia di militari, passando per il depistaggio della CIA – Una sfida tra le forze speciali americane e quelle iraniane
© KEYSTONE (Sepahnews via AP)
Red. Online
05.04.2026 19:15

«We got him!», «L'abbiamo recuperato!». Così Donald Trump ha annunciato su Truth il salvataggio del pilota del jet da combattimento F-15 americano abbattuto venerdì in Iran. L’ufficiale addetto alle armi dell’F-15E Strike Eagle è in salvo grazie a «una delle più audaci operazioni di ricerca e salvataggio nella storia degli USA». Per oltre 36 ore il colonnello è rimasto a terra, ferito, nascosto in territorio nemico. L'operazione di salvataggio ha coinvolto centinaia di uomini delle forze speciali USA e ha visto Washington e Teheran gareggiare sul terreno in una caccia all’uomo. Una corsa contro il tempo. Una «life-or-death race», una gara per la vita o la morte.

Centinaia di uomini

Alla missione, secondo il New York Times, hanno come detto partecipato a vario titolo centinaia di militari. Salvare il pilota ha significato per i commando penetrare per almeno 400 chilometri in territorio iraniano. Situata sull'altopiano centrale, la provincia in questione dista mediamente tra i 400 e i 600 chilometri dai confini marittimi e terrestri più vicini. Uno dei funzionari USA ha detto che l'operazione è stata condotta da un'unità di commando specializzata, supportata da un massiccio dispositivo di copertura aerea.

Scenario da film

Secondo due fonti citate da Axios, dopo l’abbattimento dell'F-15 sia il pilota sia l'ufficiale addetto ai sistemi d'arma erano riusciti a stabilire subito un contatto tramite i propri sistemi di comunicazione, e si erano catapultati fuori dal velivolo tramite il pulsante per eiettarsi. Le forze speciali USA sono state dispiegate sul terreno in Iran sia venerdì, sia sabato. Axios ha riferito ancora che il militare disperso è stato localizzato ieri, e l'operazione è scattata: contestualmente, i Pasdaran hanno inviato proprie forze nella regione nel tentativo di ostacolare l'intervento. Secondo le fonti, i caccia dell'Aeronautica statunitense hanno poi condotto attacchi contro le forze locali per impedire loro di raggiungere l'area interessata.

Nel frattempo, l’aviatore a terra – riferisce il New York Times –, nonostante le ferite, si è continuamente mosso, cambiando posizione, evitando il contatto. In un’area a Sud del Paese che fonti americane descrivono come montuosa e difficile. Pare si sia nascosto in un crepaccio in montagna. Fino alla «mossa audace» per andare incontro alla squadra di recupero. In cielo gli USA lo hanno protetto con droni MQ-9 Reaper e caccia in volo. Ed è intervenuta anche la CIA con un’operazione di depistaggio per confondere, portare Teheran a spostare uomini e attenzione altrove. È stata la stessa intelligence a individuare con precisione la posizione del disperso e a trasmetterla al Pentagono e alla Casa Bianca. Quindi il contatto, l'estrazione e il ritorno. L'americano è salvato, «gravemente ferito», ricoverato in una struttura del Golfo.

Non è stato un recupero «pulito»

Le autorità di Teheran hanno ricostruito il racconto americano sottolineando che l'operazione non sarebbe stata un successo. Hanno parlato di un «fallito blitz» in territorio iraniano. E rivendicano come un grande successo la distruzione di due C-130 e due elicotteri Black Hawk che partecipavano alla missione. Il portavoce del comando centrale militare iraniano, Ebrahim Zolfaghari, ha precisato che il blitz è stato attuato attraverso un «aeroporto abbandonato» nella provincia di Isfahan.

Secondo fonti di stampa, da venerdì le forze USA hanno perso l'F15-E, due C-130 e due elicotteri Hh-60 Black Hawk finiti in fiamme, un piccolo Mh-6 Little Bird – i cui resti sono stati trovati oggi –, due droni MQ-9 Reaper che facevano d'appoggio ai commando, e un A-10 Thunderbolt, che l'Iran sostiene di avere abbattuto il primo giorno. Per l'Iran avere inflitto perdite ai potenti mezzi nemici è «un'umiliazione» per Washington.

Secondo quanto riportato dal New York Times, gli aerei da trasporto che avrebbero dovuto condurre le truppe in salvo sono rimasti bloccati in una remota area dell'Iran. Tre velivoli sono stati inviati per recuperare il personale militare, mentre due velivoli sono stati fatti esplodere per evitare che cadessero in mani nemiche. Una versione confermata dal Wall Street Journal.

Notizie contrastanti anche sul bilancio

Non si sono registrate vittime tra le truppe statunitensi all'interno della squadra di soccorso: tutti i commando, secondo quanto dichiarato da un alto ufficiale, hanno fatto ritorno sani e salvi. Ma secondo l'agenzia di stampa iraniana Fars, ripresa da Al Jazeera, almeno nove persone sarebbero rimaste uccise e otto ferite negli attacchi avvenuti nelle province iraniane di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, teatro dell'operazione.

In questo articolo:
Correlati
E se l'Iran catturasse il pilota americano?
Per gli USA il suo salvataggio è «una missione cruciale», per Teheran rappresenterebbe un «enorme bottino», una «potentissima carta da giocare nelle trattative» – Riaffiorano i ricordi della crisi degli ostaggi del 1979