Muralto stoppa gli airbnb: «Dobbiamo studiarne il fenomeno e l'impatto»

Il Comune di Muralto stoppa il fenomeno degli airbnb, gli alloggi offerti per soggiorni turistici di breve durata, così da studiarne l'impatto. E lo fa con l’introduzione di una zona di pianificazione, già entrata in vigore, per un periodo massimo di cinque anni (con facoltà del Consiglio di Stato di concedere una proroga di ulteriori due). Il sindaco Stefano Gilardi, al Corriere del Ticino, ribadisce che se non si tiene d’occhio la situazione «si rischia un’eccessiva pressione non solo sul fronte delle abitazioni primarie, ma anche su quello dell’albergheria tradizionale, che ne uscirebbe competitivamente svantaggiata». L’indicazione al sostegno del settore in realtà è estesa, dal Cantone, a tutti i comuni attorno al Verbano. Come si legge nel documento, contro l’entrata in vigore del quale è possibile ricorrere entro settembre ma senza effetto sospensivo, già lo studio di base del Piano direttore cantonale concludeva che per la località rivierasca fosse «opportuno e urgente intervenire a livello politico e pianificatorio per arginare il problema».
Aumento della richiesta
Problema che nasce dall’elevato numero di residenze secondarie (il 45%, mentre la legge federale dice che, quando si supera il 20%, non possono più esserne autorizzate di nuove, salvo poche eccezioni): «Abbiamo registrato un netto aumento, rispetto agli anni precedenti, del numero di domande di costruzione relativo a cambiamenti di destinazione d’uso», prosegue il nostro interlocutore, che precisa come nel 2025 siano state rilasciate 40 licenze edilizie (il dato è segnalato dall’Ufficio tecnico e confermato da una prima raccolta di dati). In concreto, per il prossimo lustro e in tutto il Comune, non è più dunque possibile creare nuove seconde case o «abitazioni turistiche», non si può cambiare l’uso da primaria a secondaria, non sono ammesse trasformazioni in appartamenti per non residenti. Inoltre, quanto edificato prima del 2012 può essere rinnovato, ma ampliamenti o ricostruzioni sono permessi solo se restano abitazioni primarie. Le richieste che andranno contro questi principi «saranno rifiutate». La mossa di Muralto potrebbe (anzi, dovrebbe) essere imitata anche da altri. «Abbiamo reagito subito alle indicazioni di Bellinzona e immagino che centri che si trovano in condizioni simili alle nostre seguiranno. Come dal medico, è meglio effettuare al più presto una diagnosi per capire come intervenire».
Gli altri enti locali
Il pensiero corre, ad esempio, ad altri luoghi nella collina: Orselina, Brione sopra Minusio, ma anche a tutta la regione del Gambarogno. «Sanno bene che le imposte sono pagate esclusivamente dai residenti, non dai villeggianti che vivono il territorio magari qualche settimana all’anno. Eppure, le strade e tutte le infrastrutture devono essere comunque realizzate. Le amministrazioni che si trovano in questa situazione rischiano gravi dissesti finanziari a causa di un potenziale mancato introito». L’idea dell’Esecutivo guidato da Gilardi è di lasciare spazio al pianificatore (Planidea di Rivera) per trovare una serie di soluzioni.
Una situazione da risolvere
«Contiamo di avere un risultato entro uno o due anni al massimo. Per risultato, intendiamo una proposta di pianificazione. Vogliamo lasciare la situazione immobiliare in sospeso il meno possibile, perché è giusto che i proprietari sappiano come orientarsi. Se ammodernare la proprietà, se venderla, sotto quale forma mantenerla». Inoltre, chi ha un appartamento deve sapere se può affittarlo o abitarlo: «Se lo abita diventa primario, ma da primario non potrà più tornare secondario. Sono decisioni che richiedono calcoli precisi sugli investimenti e sulla manutenzione», conclude Gilardi, affermando come non ci sia un obiettivo numerico, quanto piuttosto «una totale libertà concessa al pianificatore nell’elaborare la sua proposta».







