«Per evitare tragedie come quella di Crans-Montana bisogna regolamentare le dimensioni dei locali»

Se per legge i locali della movida fossero obbligati a rispettare una certa proporzione tra la larghezza e la profondità delle proprie sale, l'impatto in termini di vittime di eventi come quello del Constellation di Crans-Montana, il cui bilancio è di 40 morti e 199 feriti, sarebbe mitigato. Ad esserne convinto è il dottor Jean-Luc Fortin, 63.enne francese che nel corso della propria carriera è stato medico d'urgenza, tossicologo, specialista in terapia intensiva per ustionati, patologo forense, direttore sanitario del 3. Gruppo dei Vigili del Fuoco di Parigi e medico responsabile del comitato scientifico dell'Associazione Francese Vittime di Ustioni (ABF).
La proposta di Fortin, che conosce bene la Svizzera per averci svolto diverse formazioni riguardanti la presa a carico degli ustionati, si basa su una semplice constatazione. «Intervenendo, durante la mia carriera, in numerosi bar e discoteche ho notato che le sale non erano sempre tanto larghe quanto profonde. Se i locali hanno questa configurazione "a corridoio", coloro che si trovano sul fondo, in caso di incendio, potrebbero non disporre del tempo necessario per risalire la sale e scappare dalla porta», racconta il medico al portale Watson. Da qui, dunque, l'idea: «perché non proporre una legge che imponga una proporzione tra larghezza e profondità di un luogo così da evitare strutture troppo lunghe?».
Per determinare tale proporzione, ovviamente, dovrebbero venire eseguiti dei calcoli. «Con una larghezza di 6-8 metri, una profondità di 20 dovrebbe essere sufficiente. Ora, nella mia carriera mi è già capitato di vedere discoteche con una sola porta d'entrata e le sale posizionate una in fila all'altra, a volte persino su più piani».
Fortin sa che è necessaria una presa di coscienza collettiva affinché il nuovo paradigma sulle proporzioni dei locali destinati alla movida sia adottato. Numerosi sono infatti gli attori coinvolti: si va dai politici agli esperti immobiliari passando per quelli di urbanistica. «È una battaglia che va combattuta: dei genitori hanno perso i propri figli a Crans-Montana e i sopravvissuti dovranno convivere con il trauma per il resto della vita». Quindi la domanda provocatoria: «I nostri Governi sarebbero pronti a intraprendere questa riforma affinché tragedie di tale ampiezza non si verifichino più?». Solo il tempo darà una risposta all'interrogativo.




