Per Umberto Bossi l'addio nella «sua» Pontida dove tutto cominciò

Si terranno a Pontida, stando all'agenzia di stampa italiana ANSA, i funerali di Umberto Bossi, il fondatore della Lega morto a 84 anni ieri all'ospedale di Varese. Il rito sarà domenica alle 14 all'abbazia di San Giacomo Maggiore.
L'appuntamento più importante
Da alcuni anni Bossi non partecipava più al raduno sul pratone di Pontida, che è comunque rimasto l'appuntamento più importante dell'anno per la Lega. E non è un caso che proprio nell'abbazia del comune bergamasco la famiglia del senatur abbia deciso di far celebrare il suo funerale. Un addio simbolico là dove tutto ebbe inizio o quasi, e dove il popolo della Lega non ha mai mancato di fargli sentire tutto il suo affetto.
«Sapevo di non essere solo»
Pontida «la mia festa» l'aveva definita nel 2004 quando, ancora alle prese con i postumi dell'ictus, aveva deciso di rimandare la manifestazione. Una attesa che era valsa la pena a giudicare dall'abbraccio dei partecipanti al suo arrivo sul palco l'anno seguente, nel giugno 2005. «Sapevo di non essere solo» aveva detto salendo sul palco al termine di «un anno difficile».
Rievocazione storica
Tutto iniziò il 25 marzo 1990, quando Bossi con uno stuolo di leghisti marciò verso Pontida in occasione della rievocazione storica del giuramento del 1167 che fecero i Comuni del Nord che si opponevano a Federico Barbarossa creando la Lega Lombarda. E il 20 maggio ottocento eletti nei Comuni pronunciarono nella piazza davanti all'abbazia il loro giuramento. Da 36 anni, il raduno si è trasformato in uno degli appuntamenti identitari del Carroccio, svolto nel pratone con accanto la scritta «Padania libera». Un appuntamento come quello del rito dell'ampolla alla sorgente del Po, sul Monviso, e la conclusione della festa del Po a Venezia.
In preghiera nell'abbazia
Quando Bossi ebbe l'ictus l'11 marzo 2004, fu a Pontida, nell'abbazia dove saranno celebrate le sue esequie, che si ritrovarono i militanti in preghiera, con loro anche Silvio Berlusconi. Un legame così forte che l'anno dopo al leader del Carroccio venne anche data la cittadinanza onoraria del Paese che conta meno di 3.500 abitanti, e che proprio grazie a Bossi e al raduno nel pratone è conosciuto in tutta Italia.


