Il caso

Polizia, il sereno dopo la bufera: «Al via un dialogo costruttivo»

I sindacati e la direzione si sono incontrati e hanno discusso del benessere del personale dopo le polemiche scatenate dal sondaggio condotto tra gli agenti - Matteo Cocchi: «Alcuni temi erano noti, e non siamo rimasti con le mani in mano» - Giorgio Fonio: «Smentite le parole di Zali»
© CdT/Gabriele Putzu
Martina Salvini
10.11.2025 19:07

Un faccia a faccia chiarificatore, che sembra aver rasserenato i rapporti tra i sindacati e i vertici della Polizia cantonale. Oggi, le parti si sono sedute al tavolo nel primo incontro, inserito nella consueta agenda annuale, dopo la pubblicazione del sondaggio dei sindacati che metteva in luce un clima di lavoro poco positivo all’interno del Corpo. E la discussione ha preso una piega per certi versi inaspettata, specialmente dopo le polemiche delle ultime settimane.

Del resto, che la discussione sia stata positiva, è testimoniato anche dal fatto che - dopo l’incontro – è stato redatto un comunicato congiunto. «Senza dubbio è stata l’occasione per mettere un punto e ripartire. Senza sbattere la porta. Anzi, cercando di collaborare in maniera positiva», commenta il comandante della Polizia Matteo Cocchi. «Le settimane passate - prosegue - sono servite per permettere a tutti di farsi un’idea su quanto emerso dal questionario e potersi ritrovare con più calma». Non a caso, lo stesso Cocchi definisce la discussione di ieri come «franca, ma serena».

«L’obiettivo è condiviso»

«Un’occasione per fare il punto sulla situazione e per rendersi conto che l’obiettivo - condiviso - è di portare avanti le prerogative del personale, il cui benessere - ci tengo a sottolinealo - sta a cuore a tutti. Personalmente, quindi, sono ottimista sul prosieguo del dialogo tra le parti». E non è poco, specialmente dopo le parole usate in Parlamento dal responsabile politico della Polizia, il consigliere di Stato Claudio Zali, che aveva sostanzialmente messo in dubbio la bontà del sondaggio dei sindacati. Dichiarazioni alle quali aveva poi fatto seguito una interpellanza interpartitica che chiedeva di fare luce sui problemi emersi all’interno della Polizia, puntando il dito sull’atteggiamento dello stesso Zali.

«Un’apertura inattesa»

Oggi, invece, il clima appare più disteso, come confermato anche i sindacati. «Non ci saremmo mai aspettati di arrivare così lontano», commenta Ivan Cimbri, presidente della Federazione Svizzera Funzionari di Polizia sezione Ticino. «Anzi, prima dell’incontro pensavamo che il comando avrebbe ripreso la retorica di Zali, ribadendo le critiche al nostro sondaggio. Di fronte all’apertura mostrata, invece, siamo rimasti piacevolmente stupiti». In fin dei conti, rileva Cimbri, «il comando ha smentito il suo consigliere di Stato, il quale - lo ribadisco - non fa nulla di utile con il suo atteggiamento di chiusura. Anzi, incrementa il clima di sfiducia e non risolve i problemi».

Un punto condiviso anche da Giorgio Fonio (OCST), secondo il quale ieri «non solo sono state contraddette le parole di Zali, che aveva attaccato il sondaggio, ma è stato ammesso che ci sono punti da correggere. Il comando ha mostrato una propensione al dialogo che salutiamo con favore». Anche la decisione di istituire un tavolo paritetico, come richiesto durante l’assemblea sindacale, rappresenta secondo Fonio un «segnale d’apertura che fa ben sperare»: «Archiviate le polemiche, è importante lavorare per trovare una soluzione ai problemi. Gli agenti se lo meritano, anche in considerazione del servizio eccellente che continuano a svolgere in favore dei cittadini».

«I problemi erano noti da tempo», gli fa eco Cimbri. «Ma finora era difficile parlarsi e le nostre posizioni apparivano distanti. Ora, per prima volta, sembra di percepire la concreta possibilità di instaurare un rapporto solido, focalizzato sulla volontà concreta di correggere le situazioni che non funzionano».

Vita privata e gerarchia

Nel corso della riunione, sono stati anche paragonati i risultati del sondaggio interno “FisicaMente” - condotto negli ultimi anni all’interno del Corpo – e quelli dell’indagine delle associazioni del personale. Dal confronto, è emerso come alcuni problemi fossero ricorrenti. «Ad esempio - spiega il comandante Cocchi - i due macro-argomenti considerati più problematici dai dipendenti riguardavano il bilanciamento tra tempo di lavoro e vita privata, ma anche il riconoscimento dei ruoli e la conduzione della gerarchia». Elementi che - dice - sono poi emersi anche nel sondaggio condotto dai sindacati. «Non si tratta, quindi, di problematiche nuove. Ma, soprattutto, noi ci siamo impegnati da tempo per cercare di migliorare le cose su questi due piani». Al comando, insomma, non sono rimasti con le mani in mano. «E durante l’incontro penso che siamo riusciti a far capire ai sindacati che ci siamo mossi per cambiare ciò che non andava».

In particolare, viene spiegato nella nota congiunta, negli ultimi anni sono state introdotte misure per «migliorare le condizioni di lavoro e la gestione interna. Ad esempio, con interventi sulla turnistica e sul supporto ai quadri, e con la razionalizzazione di determinate procedure negli ambiti operativi».

Ora, alla luce del faccia a faccia con i sindacati, la direzione della Polizia ribadisce la propria volontà di proseguire in questa direzione, con l’obiettivo di «individuare misure concrete per favorire la conciliabilità tra lavoro e vita privata, e consolidare i progetti volti a rafforzare il riconoscimento dei ruoli e la qualità della conduzione dei quadri». Tutto ciò, sottolinea Cocchi, tenendo però conto dei vincoli finanziari. «Ci troviamo in un momento delicato, specialmente dal profilo finanziario. A mio avviso, però, è valsa la pena sedersi al tavolo e parlarsi. Bisogna essere coscienti che i cambiamenti desiderati non potranno essere raggiunti dall’oggi al domani, ma se uniamo le forze, riusciremo senz’altro a introdurre misure positive nei prossimi anni».