Il progetto

Quattro valli uniscono le forze per opporsi allo spopolamento

Verzasca, Vallemaggia, Onsernone e Centovalli avviano una strategia coordinata destinata al loro rilancio – Rocco Vitale: «Iniziamo con una radiografia delle opportunità residenziali, poi daremo il via a una campagna di comunicazione»
Un problema che necessita di una risposta sempre più impellente. © CdT/Chiara Zocchetti
Jona Mantovan
02.10.2026 06:00

Verzasca, Vallemaggia, Centovalli e Onsernone uniscono le forze nel tentativo di contrastare il calo demografico che da anni interessa le regioni periferiche del Locarnese. E lo fanno dando il via al progetto «Vivere in Valle», il cui primo passo è rappresentato da una «radiografia» delle opportunità residenziali e professionali in loco. Un volantino con una serie di indicazioni e il collegamento al modulo (pubblicato in rete cliccando l’indirizzo www.vivereinvalle.ch) è stato appena recapitato in tutte le cassette della posta dei due distretti. «Sulla base dei dati raccolti, vorremmo creare una piattaforma di promozione della residenzialità condivisa e, unitamente, lanciare una campagna di promozione territoriale», spiega Rocco Vitale al Corriere del Ticino.

8.410: è il numero di abitanti degli undici Comuni oggetto dell’iniziativa, la maggior parte residenti ad Avegno-Gordevio e a Maggia (capoluogo)

I fronti geografici

L’idea, dunque, è di attrarre nuovi residenti, favorire l’insediamento di famiglie e professionisti e valorizzare immobili e spazi tuttora inutilizzati. L’iniziativa è divisa su vari fronti geografici: Vitale segue l’area Centovalli e Onsernone, mentre Alessandro Speziali quella della Verzasca e Laetitia Grossini quella della Vallemaggia.

L’obiettivo è di far crescere il numero di abitanti negli undici Comuni oggetto dell’analisi. Per il momento, infatti, se ne contano 8.410, la maggior parte a Maggia (2.686, il capoluogo) e ad Avegno-Gordevio (1.525). Per quanto riguarda il pubblico al quale sarà destinato il portale da sviluppare, il nostro interlocutore afferma come sia ancora presto per definirlo con precisione: «La priorità rimane comunque di promuovere la residenza primaria».

Un pubblico in via di definizione

E, ancora: «In generale, ci rivolgeremo a chi potrebbe essere interessato a vivere in una valle, con una maggiore vicinanza alla natura, una qualità di vita particolare e un contesto ambientale molto attrattivo, oltre a uno spirito di appartenenza proprio delle zone di montagna. Sulla base di quel che rileveremo, definiremo sia il pubblico sia con quali strumenti raggiungerlo, che sia in Ticino oppure oltre i confini cantonali».

La genesi del discorso, che in questa fase entra in un nuovo capitolo, risale al 2022 con lo studio «Quattro Valli». Già allora era stata evidenziata la necessità di disporre di un censimento immobiliare condiviso per conoscere meglio il patrimonio edilizio disponibile e individuare nuove opportunità di insediamento.

L’iniziativa appena avviata rappresenta quindi la messa in pratica di una delle misure indicate nel documento.

Un’unica grande realtà

«Per la prima volta, queste quattro realtà scelgono di presentarsi verso l’esterno come un’unica grande entità. Gli sforzi locali esistono già da tempo: pensiamo soltanto agli incentivi comunali per promuovere l’insediamento di famiglie, così come ai vari progetti portati avanti nell’ambito della politica economica regionale. Tuttavia, le sfide legate allo spopolamento sono troppo grandi per essere affrontate in maniera differente da come vorremmo fare da qui in avanti», rileva ancora il 29.enne. In alcuni ambiti è proprio necessario «mettere in rete risorse, competenze e strategie, costruendo una visione condivisa del futuro di queste valli».

Aspettative importanti

E se oggi siamo ancora in una fase preliminare, un domani si darà continuità a un percorso già avviato da tempo: «Grazie al censimento, sarà possibile creare occasioni di confronto regolari tra gli enti locali e i coordinatori delle strategie di sviluppo territoriale, ma prima di tutto occorre raccogliere e analizzare le informazioni per comprendere l’effettiva entità del patrimonio disponibile e le opportunità reali».

Le aspettative sono importanti, anche se per Vitale occorre mantenere i piedi per terra: «Il primo risultato sarà la creazione di questa banca dati. Tuttavia, lo scopo finale è, come detto, molto più ampio: promuovere le valli del Locarnese non solo come destinazione turistica, ma come luogo in cui vivere».

Per quanto riguarda le tempistiche, entro metà novembre dovrebbero essere disponibili i primi risultati raccolti attraverso il censimento. «Dopo l’analisi, sarà possibile valutare il passaggio alla seconda fase del progetto, che potrebbe prendere forma nel corso del prossimo anno con, appunto, la creazione della piattaforma regionale e lo sviluppo di una campagna coordinata di promozione territoriale».

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