L'idea

«Le imposte non bastano più»: Onsernone ora cerca donazioni

Il Comune di montagna lancia una campagna di raccolta fondi destinata a tre progetti scelti a beneficio della comunità – Una prima serata pubblica è in programma l’11 aprile – Il municipale Nadir Cortesi: «Vogliamo aprire il dialogo con la popolazione»
La frazione di Russo è capoluogo del Comune di Onsernone © CdT/Chiara Zocchetti
Jona Mantovan
02.04.2026 06:00

Le entrate delle imposte non bastano e così ora si punta sulle donazioni volontarie. Lo ha appena fatto il Comune di Onsernone, nel quale l’80% delle abitazioni è occupato da persone non domiciliate. Ciò significa che solo un quinto della popolazione sostiene la quasi totalità dei servizi comunali, servizi di cui però beneficiano anche i proprietari delle case di vacanza. Una posizione poco sostenibile, soprattutto a lungo termine. Il Municipio, per far fronte alla situazione, ha dunque deciso di avviare una raccolta fondi.

«È da un paio d’anni che ci stavamo pensando e ora abbiamo finalmente lanciato l’idea», racconta al Corriere del Ticino Nadir Cortesi, municipale titolare dei dicasteri Educazione, Salute pubblica, Gestione e pianificazione territorio.

Molti villeggianti non cambiano domicilio per il timore, errato, di non poter rivendere il proprio immobile come casa secondaria. Ma in realtà la legge si applica solo per le poche costruzioni realizzate dopo il 2012

Proposta mai vista

Una proposta che, perlomeno nel Locarnese, non si era mai sentita né vista. E che va ben oltre le sole elargizioni su base volontaria, andando a disegnare una strategia di ampio respiro che sarà rivelata man mano: «Ci siamo detti che era necessario aprire un dialogo con chi frequenta la valle senza viverci stabilmente. Molti di loro hanno un legame profondo con questa fetta particolare del territorio, spesso da generazioni, e possiedono competenze e sensibilità che potrebbero essere preziose per la comunità. L’obiettivo è creare un ponte tra due mondi». Una serata pubblica è stata organizzata per presentare il nuovo concetto. L’appuntamento è fissato per sabato 11 aprile alle 20 alla sala multiuso di Russo.

«È difficile prevedere quante persone parteciperanno: potenzialmente potrebbero essere molte, visto che le residenze secondarie sono quasi mille», osserva ancora il nostro interlocutore, che precisa anche gli ambiti di questa prima fase. La somma che si riuscirà a mettere in cassa, infatti, sarà impiegata per sviluppare tre progetti scelti dall’Esecutivo a beneficio della comunità: l’installazione di defibrillatori, il sostegno al Corpo pompieri e, infine, il completamento del «Sentierone».

Progetti e costi

A proposito del primo, che richiederà alcune migliaia di franchi per i corsi di formazione rivolti agli interessati che si annunceranno - dal momento che le spese di acquisto e messa a punto sono coperte tramite altri finanziamenti -, porterebbe a sette il numero di dispositivi in tutto il comprensorio ancora nel corso di quest’anno. «In una regione discosta come la nostra, i tempi di intervento dei soccorsi possono essere più lunghi e la presenza capillare di questi apparecchi rappresenta un elemento essenziale per aumentare le possibilità di salvare vite». Più «costoso», invece, il secondo capitolo, che «pesa» tra i 50 e i 60 mila franchi annui, esclusi gli investimenti strutturali sullo stabile della caserma e alla sua manutenzione.

«Dal 2026, dobbiamo contribuire al Corpo pompieri di montagna Melezza. Un impegno finanziario importante e un sostegno esterno sarebbe prezioso», sottolinea Cortesi.

Il «Sentierone»

L’ultimo capitolo riguarda la realizzazione del percorso escursionistico che collegherebbe tutte le frazioni, sfruttando una serie di tratti già esistenti, così da evitare la strada cantonale. «Gran parte del tracciato c’è già, tuttavia mancano alcuni segmenti, come tra Mosogno e Berzona, da costruire ex novo. Non abbiamo ancora una stima definitiva, ma ogni contributo può sostenere progettazione, manutenzione o realizzazione delle porzioni non ancora esistenti». Il municipale afferma che l’Esecutivo guidato da Andri Kunz non ha ancora definito se e come ringraziare pubblicamente chi contribuirà. «È presto per stabilirlo: prima vogliamo capire quale sarà la risposta. Personalmente, troverei bello che chi preferisce non donare al Comune possa comunque sostenere un’associazione attiva sul territorio. Perché l’importante è compiere un gesto a beneficio della valle».

Attrarre nuovi residenti

Infine, un altro degli scopi dell’operazione: aumentare il numero dei residenti. Una «missione» che sarà compiuta nel corso dei vari incontri. «Molti proprietari non portano il domicilio qui, per il timore di non poter più rivendere la casa come residenza secondaria, ma questo vale solo per gli edifici costruiti dopo il 2012 che in Onsernone si contano sulle dita di una mano. C’è quindi molto margine per chiarire dubbi e, magari, convincere qualcuno a compiere il passo».