Quelle chiare, fresche e... remunerative acque

«Si tratta di un tema complesso e di carattere sovraregionale. Quasi tutte le valli del Ticino saranno coinvolte in questo processo di riversione degli impianti, di conseguenza è bene muoversi compatti e con obiettivi comuni». Quando si parla di acque, nel nostro cantone, è pressoché scontato associarle alla scadenza delle concessioni del loro utilizzo. Come ha sottolineato negli scorsi giorni il Municipio di Blenio rispondendo all’interpellanza di Christian Broggi (PLR), è una questione che riguarda praticamente tutte le regioni periferiche. Nella fattispecie si sta parlando della riversione degli impianti dalle Officine idroelettriche di Blenio (Ofible) all’Azienda elettrica ticinese (AET). La scadenza è fissata al 30 settembre 2042. Ma l’esperienza insegna che non si può perdere tempo. Occorre già muoversi ora, possibilmente con una strategia condivisa fra i vari enti locali.
Posti di lavoro qualificati
Christian Broggi, nel suo atto parlamentare, ha evidenziato alcuni punti che secondo lui (e non solo) meritano particolare attenzione. Quello principale, e che desta «maggiore preoccupazione», concerne le possibili conseguenze a livello di gettito fiscale. «Ofible oggi è una società anonima soggetta a imposizione tributaria e genera importanti introiti fiscali per il nostro Comune. AET, quale ente parastatale a capitale interamente cantonale, è invece esonerata dall’assoggettamento alla tassazione cantonale, e di riflesso comunale», sottolinea l’esponente PLR. L’Esecutivo sottoscrive i timori di quest’ultimo e ribadisce quanto sia rilevante - per l’intera Valle del sole - la presenza dell’azienda, che dispone di infrastrutture in buona parte del distretto. Grazie ai canoni d’acqua - attraverso la perequazione finanziaria - Blenio, ad esempio, riceve dal Cantone circa 1,3 milioni all’anno. «Direttamente vengono riversate nelle casse comunali importanti risorse fiscali, indirettamente vanno tenuti in considerazione i numerosi posti di lavoro qualificati e gli investimenti in infrastrutture messe a disposizione della comunità e del turismo. Gli impianti idroelettrici hanno inoltre sempre più una valenza turistica», puntualizzano la sindaca Claudia Boschetti Straub e i colleghi di consesso.
Si spera nella politica
In ordine cronologico la prima scadenza riguarda l’impianto Maggia 1 di Ofima/Ofible (31 dicembre 2035). Poi, come detto, la concessione dello sfruttamento del bacino imbrifero del fiume Brenno che terminerà nel settembre 2042; a seguire, sei anni dopo, per la precisione il 31 dicembre 2048, toccherà a Maggia 2. «Sarà importante capire quali accordi verranno presi per Maggia 1 e ci si potrà aspettare che, per parità di trattamento, gli stessi accordi verranno applicati anche per Ofible (...). Le conseguenze finanziarie definitive dipenderanno in larga misura dalle decisioni che il Gran Consiglio prenderà da qui al 2042», rileva il Municipio, ricordando il dibattito politico in corso a tutela delle valli fra prese di posizione, iniziative parlamentari (PLR e Il Centro) e costante dialogo fra gli enti locali. Senza dimenticare, inoltre, lo studio sulla strategia energetica della Valle di Blenio fino al 2050, sostenuto dai Comuni e dalla società anonima Biomassa Blenio: «Una delle misure identificate è proprio l’analisi della situazione e la strategia da adottare in tema di riversione degli impianti idroelettrici al Cantone». I primi risultati sono attesi l’anno prossimo ma, verosimilmente, lo studio non si fermerà.
Fra ruolo e consapevolezza
L’impatto delle future decisioni, insomma, sarà significativo per Blenio e l’intero distretto. Stando al Municipio, in ogni modo, da una parte può essere un’opportunità per «rivendicare e riconoscere adeguatamente il ruolo delle valli ticinesi nel contesto energetico cantonale». Ma, dall’altra, vi è il rischio di «una diminuzione di gettito e di importanti risorse fiscali a sostegno della nostra regione». Ecco, appunto, la consapevolezza di cui dicevamo all’inizio di elaborare un piano condiviso fra i Comuni per avere, in sostanza, più «forza» e più «peso» al tavolo delle trattative. «In questo senso il Municipio approfondirà il tema, si attiverà per instaurare una rete di contatti con tutti gli attori istituzionali coinvolti e cercherà di raccogliere tutte le informazioni possibili dalle regioni» interessate. La «voce» della periferia, pertanto, si sta alzando da Blenio per arrivare ovunque.
L'esempio del Lucendro
La scadenza delle concessioni per lo sfruttamento delle acque era già stata tematizzata dal Consiglio comunale di Blenio lo scorso giugno. Già allora era emersa la richiesta di alcuni consiglieri comunali di coordinarsi con la Vallemaggia - alla luce degli impianti dell’Ofima, le cui scadenze arriveranno prima di quelli della Valle del sole - per concordare una posizione comune. E si portava quale esempio il caso degli impianti della Lucendro SA. C’è stato il coinvolgimento dei due cantoni (Ticino ed Uri) e di Airolo (dove ha sede la società partecipata). L’intesa è stata raggiunta due anni fa. Tutti soddisfatti.




