Rinnovo dei ponti di Minusio: il cantiere è ormai alle porte

L’apertura del cantiere per il rinnovo dei tre ponti di Minusio, lungo via Simen, è ormai alle porte. Questione di settimane, insomma. Anche perché tutti gli inghippi legali (un distinto computo dei punti a causa di un ricorso con la conferma della vincita allo stesso consorzio «x3P» che si era aggiudicato il bando alla prima tornata, con Matteo Muttoni Costruzioni e Mancini & Marti) oggi sono cresciuti in giudicato e dunque risolti. Per la prima volta in Ticino, poi, i materiali che li compongono saranno reimpiegati per altre costruzioni. I manufatti Remorino, Fontile e Navegna, costruiti nel 1936 e raddoppiati tra il 1957 e il 1958, rinforzati nel 1976 e risanati nel 1993, saranno rimpiazzati da viadotti nuovi di zecca. Per l’ultimo citato, i lavori termineranno nella primavera 2028. A quel punto, sarà la volta dei due rimanenti, fino all’inverno 2029-2030.
Investimento di 12 milioni
L’investimento complessivo, indicato in aprile, si aggira attorno ai 12 milioni. Più nel dettaglio, prima di mettere mano all’opera (con il suo smantellamento, a inizio 2027), sarà realizzata una passerella che garantirà il passaggio ciclopedonale. Il discorso, come conferma al Corriere del Ticino Alan Decarli - ingegnere responsabile del settore Genio civile e mobilità dell’Ufficio tecnico comunale -, vale in tutti i tre casi: «Per il Navegna, sarà sul lato verso il lago; per il Fontile, a monte, verso il bosco; infine, per il Remorino, sarà di nuovo a valle. Queste, inoltre, fungeranno da appoggio per le infrastrutture provvisorie, come linee elettriche, acquedotto e canalizzazioni».

Trentasei mesi in totale
«La tipologia dei ponti è la stessa come pure le dimensioni di poco divergenti. I lavori dureranno 18 mesi per il primo manufatto e altrettanti per i due ponti successivi, che saranno eseguiti in parallelo per ridurre i tempi e i disagi». A proposito di disagi, il nostro interlocutore precisa meglio i contorni del capitolo «viabilità». Precisando come la scelta dell’oggetto da cui partire sia stata compiuta in quanto quello più «semplice» sotto il profilo urbanistico e viario.
Il nodo della viabilità
«Oggi il ponte è utilizzato da pedoni, ciclisti, automobili e dal trasporto pubblico (linea autobus 311). Da dicembre, questa percorrerà via Simen fino all’intersezione con via Cà di Ferro, dove proseguirà fino ad immettersi su via San Gottardo. In quel tratto, il percorso sarà lo stesso della linea 1. La fermata “Scuole Medie” sarà spostata prima dell’intersezione con via Cà di Ferro mentre la fermata “Paradiso di Vacanza” a causa della chiusura stradale, sarà soppressa». Tra il 2028 e il 2030, il principio sarà lo stesso e anche il traffico automobilistico dovrà essere deviato: «In questa fase il trasporto pubblico sarà deviato su via Verbano: la linea percorrerà via Simen fino all’incrocio con via Verbano, salirà verso via San Gottardo per poi proseguire da lì».
Mappo-Morettina chiusa
All’orizzonte si profila però la chiusura della galleria Mappo-Morettina per il rifacimento delle vie di fuga, adattandole alle specifiche imposte dalle norme più recenti. Il periodo in questione è previsto dal prossimo gennaio all’aprile-maggio 2028. «In origine non era previsto che ci fossero sovrapposizioni. A causa del ricorso, abbiamo accumulato un ritardo», afferma l’intervistato. In ogni caso, l’USTRA (responsabile del traforo dal 2020) ha programmato gli interventi nelle sole ore notturne, tra le 20 e le 22 e fino alle 5, una volta gestito il traffico di punta della Città. «Questo dovrebbe mitigare un possibile afflusso, un traffico che ad oggi è quantificato in una forchetta che va dai 6.500 agli 8 mila passaggi quotidiani lungo via Simen».
Il prossimo passo, comunque, sarà un incontro fissato ai primi di settembre con il Consorzio, i progettisti e il Municipio per definire il programma dei lavori e tutte le fasi successive. «Indicativamente, la fase preparatoria durerà fino alla fine del 2026. L’intervento vero e proprio inizierà nel 2027 con la demolizione delle opere esistenti, la realizzazione delle sottostrutture (fondazioni, spalle, pile e muri di sostegno), realizzazione dell’impalcato e realizzazione delle pavimentazioni e delle sistemazioni finali».



