L'appello

Sabato contro il Parkinson e l’autoaiuto «sfila» a Locarno

Il pomeriggio dell’11 maggio in piazza Grande si svolgerà una grande festa tra musica e attività benefiche – Il promotore, Michele Bottani: «È l’unica regione in Ticino che non ha un gruppo di supporto alle vittime di questa malattia neurodegenerativa»
Le esperienze positive permettono di contrastare il rischio di isolamento.
Jona Mantovan
07.05.2024 06:00

Un sabato all’insegna dell’autoaiuto. L’11 maggio, infatti, piazza Grande sarà teatro di una grande festa organizzata dai gruppi di supporto ai malati di Parkinson: ginnastica, passeggiate rilassanti, musica, una merenda e tante altre attività per tutto il pomeriggio, dalle 14 alle 17. Il promotore dell’iniziativa, Michele Bottani, sta coordinando gli ultimi ritocchi. Ormai è tutto pronto. «Ci aspettiamo almeno duecento persone», racconta al Corriere del Ticino, parlando a nome dei sei gruppi che operano nella Svizzera italiana. Già, ma perché proprio Locarno? Presto detto: «È l’unica regione, in tutto il cantone, dove al momento non è presente nessun tipo di realtà come quelle che cerchiamo di promuovere. Il nostro vuole essere una sorta di appello a mettere in piedi qualcosa di simile anche nel Locarnese e lo facciamo con questa ‘sfilata’ di proposte», evidenzia il 72.enne, che da circa nove anni segue le varie realtà presenti nel territorio.

Pensiamo subito all’anziano che trema, ma è un mito sbagliato che vogliamo sfatare. I problemi sono altri
Michele Bottani, 72 anni, promotore gruppi di autoaiuto per i malati di Parkinson in Ticino

Evento «straordinario»

Una giornata come quella che si svolgerà in piazza Grande, con tutti i gruppi di autoaiuto ai malati di Parkinson in Ticino riuniti in un unico posto, è una primizia. «Non è mai stata organizzata una cosa simile. Tempo fa ci eravamo detti quanto sarebbe bello fare qualcosa tutti insieme e così eccoci qua». Dalla tendina presidiata dalla responsabile Parkinson Svizzera in Ticino con tutti i responsabili dei gruppi di autoaiuto ticinesi per fornire informazioni al gruppo Hillibilly Court, che porterà sul palco l’atmosfera della musica country.

Passeggiata benefica

L’associazione Nordic Walking Ticino, che già collabora da tempo con i vari gruppi di autoaiuto ai malati di Parkinson proporrà, quello stesso pomeriggio, una passeggiata rilassante: «È una delle attività che portano molti benefici ai 900 parkinsoniani che ci sono in Ticino», racconta ancora Bottani. Un itinerario tranquillo: «Partiremo da piazza Grande per il lungolago e da lì andremo verso il Parco delle Camelie ritornando poi in piazza, sempre passando dal Bosco Isolino». Secondo il nostro interlocutore, i «parkinsoniani» (così si chiamano i membri di questi gruppi) nella regione di Locarno sono molti e dovrebbero riuscire a organizzarsi in un gruppo.

«Proponiamo incontri conviviali con le attività più svariate. Non necessariamente, anzi quasi mai parliamo della malattia in sé», rileva Bottani.

Stereotipi da battere

«Ricordo poi che oltre un terzo dei malati non si presenta nemmeno in quella maniera forse un po’ stereotipata dell’anziano che trema. Ma può soffrire di altri sintomi, come la graduale perdita della mimica facciale, che gli interlocutori spesso scambiano per disinteresse e che può essere l’anticamera dell’emarginazione sociale». Gli incontri sono un pilastro del sostegno a favore di questa particolare comunità. «Un rapporto più consapevole con la malattia si costruisce anche, se non soprattutto, grazie al fatto che si può parlare con gli altri. Le varie attività e i vari incontri coinvolgono anche i familiari di questa categoria di persone».

In definitiva, la sensazione di comunità è un’esperienza positiva che aiuta a contrastare il rischio di isolamento. «Soprattutto se c’è l’opportunità di scambiare le proprie esperienze in un’atmosfera informale. Anche se non ci concentriamo esclusivamente su questo, anzi».

Si gioca a bocce

Negli incontri regolari si spazia dal gioco «al parlare del più e del meno delle proprie esperienze. Oppure si organizzano delle visite ai musei. Ma penso anche a una bella iniziativa del gruppo di Bellinzona, che organizza ogni anno un torneo di bocce, invitando a ogni edizione il gruppo di un’altra regione». E chissà che, un giorno, a questo incontro ci sarà anche un gruppo di Locarno.

«È proprio quel che ci auspichiamo. Ma ripeto, ogni gruppo fa come meglio può. In generale, però, dobbiamo anche promuoverci perché vediamo che, man mano che passano gli anni, abbiamo sempre più difficoltà a trovare volontari disponibili a partecipare, a dare una mano e a sostenere queste importanti iniziative. In prevalenza, abbiamo congiunti o amici stretti, ma non sarebbe male riuscire a coinvolgere più persone», conclude Bottani.

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