Il progetto

Se la lotta alle isole di calore passa (anche) per la mappa interattiva

Da qualche settimana, la Città di Locarno pubblica aggiornamenti continui sulle temperature al suolo – Bruno Buzzini (Opere pubbliche): «Così facendo, chiunque può valutare l’efficacia delle misure che mettiamo in campo»
Venti «termometri» sul territorio sono affiancati a mappe aeree per effettuare anche confronti in tempo reale. © www.locarno.ch
Jona Mantovan
21.09.2026 06:00

Una nuova pagina ha fatto capolino ormai da qualche settimana nel sito della Città di Locarno. Si tratta di una mappa interattiva che mostra aggiornamenti continui su quanto «scottano» vari punti del suolo in centro, intitolata appunto «Monitoraggio delle temperature nelle aree pubbliche». Grazie a una rete di venti sensori, è possibile scoprire l’evoluzione (in gradi), apprezzabile anche sotto forma di cartina termica, con le aree più «pericolose» colorate in giallo chiaro (come Largo Zorzi, per esempio), al contrario di quelle più fresche, in viola (ovunque vi siano alberi, come ai Giardini Rusca e Pioda).

«L’abbiamo fatto per una questione di trasparenza nei confronti della popolazione», spiega al Corriere del Ticino il municipale Bruno Buzzini, titolare del Dicastero opere pubbliche, che aggiunge come la volontà di rendere aperte queste informazioni sia dovuta anche al fatto che chiunque possa avere la possibilità di «valutare l’impatto dei vari interventi messi in campo per lottare contro il fenomeno delle isole di calore».

Lo strumento è ottimo per capire quali sono gli interventi migliori per contrastare gli effetti sgradevoli dei periodi di canicola
Bruno Buzzini, municipale di Locarno, dicastero Opere pubbliche

Due tecnologie complementari

Questo sistema, precisa ancora il nostro interlocutore, è un «ottimo strumento» nelle mani dell’Esecutivo: «Ci permette di osservare le differenze climatiche tra le varie zone, di conoscere l’andamento delle temperature negli spazi urbani e quindi di valutare in futuro riqualificazioni mirate in grado di ridurre gli effetti sgradevoli causati dai periodi di canicola, sempre più lunghi e sempre più intensi come abbiamo potuto constatare proprio quest’estate, amplificati dal cemento e dall’asfalto».

Scendendo nei dettagli, lo strumento si fonda su due tecnologie complementari: da una parte, la mappatura termica aerea ad alta risoluzione (una sorta di fotografia dal satellite, fra l’altro svolta in più momenti) e, dall’altra, una rete di rilevatori in tempo reale a livello del terreno.

Operativa da giugno

Tutto questo alfine di ottenere «un quadro completo, generando uno storico di registrazione dati, che permetterà di dare una visione concreta delle misure implementate».

I dati confluiscono in maniera automatica sulla citata piattaforma, consultabile dunque in qualsiasi momento, riuscendo a comporre un’analisi completa e continua delle condizioni. Per non lasciare nulla al caso, Palazzo Marcacci ha disposto delle ulteriori misurazioni «puntuali» sul campo, due volte alla settimana, nei pressi delle sonde già posizionate.

La nuova infrastruttura è stata progettata e installata ad aprile e, come detto, è operativa dallo scorso giugno allo scopo di registrare, oltre a quanto il «termometro» si sta spingendo in alto, anche umidità, tasso di CO2 e pressione atmosferica. La «rivelazione» arriva da una risposta all’interrogazione indirizzata al Municipio dalla consigliera comunale Yvonne Ballestra Cotti (prima firmataria) e fatta propria anche da colleghi di altri partiti.

L’iniziativa in questione è da collocare, si legge quindi nel testo, «nell’ambito delle indicazioni emerse dalla Commissione della gestione nel rapporto d’approvazione del credito richiesto di 460.000 franchi» di un passato messaggio (il numero 62, del 2023) incentrato proprio su una serie di misure finalizzate alla mitigazione degli effetti delle isole di calore.

Gli arredi di Fontana Pedrazzini

A sua volta, questa era derivata da uno studio sul tema promosso nel 2021 dalla Regione Energia Verbano, comprendente i Comuni di Ascona, Minusio e Muralto e per la quale la Città di Locarno funge da coordinatore. E se l’atto della rappresentante centrista era più che altro rivolto ai costi e ai mandati relativi agli interventi attorno a piazza Fontana Pedrazzini (con la posa di alberi all’interno di appositi elementi di contenimento e arredi come sedute e tavolini), costati 100 mila franchi, ecco che la squadra che vede il sindaco Nicola Pini al timone guarda già oltre.

Tra Belle Époque e Rotonda

Vale a dire, al progetto «La Nouvelle Belle Époque» (oltre 20 milioni per ridare «respiro» e tanto verde nell’area che va da Largo Zorzi a piazzetta Remo Rossi) e a quello della nuova Rotonda ai piedi del Castello, che sarà trasformata in un «Giardino per la Città», come recita il titolo del progetto vincitore (il nome è un programma). Operazioni i cui benefici saranno certamente rilevati dall’applicativo appena introdotto.

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