Il punto

Rotonda, Belle époque, Castello: i progetti di Locarno avanzano a pieno ritmo

Bruno Buzzini (Opere pubbliche) spiega lo stato dei futuri cantieri in Città, uno dei quali ormai prossimo all’apertura – «Tra pochi mesi l’interno vuoto della grande rotatoria in centro inizierà a trasformarsi in un giardino, da completare nel 2028»
La messa a dimora delle piante avverrà alla conclusione dell’80. edizione del Festival © www.locarno.ch
Jona Mantovan
21.08.2026 06:00

I progetti di Locarno avanzano: dalla Rotonda (destinata a diventare un nuovo giardino per la Città) alla Nouvelle belle époque (che riqualificherà tutto il centro urbano da Largo Zorzi a piazzetta Remo Rossi con tanto verde, giochi d’acqua e una pavimentazione di qualità), fino al Castello visconteo, per il quale l’incarto della domanda di costruzione è pronto da tempo. Il municipale Bruno Buzzini, titolare del dicastero opere pubbliche, fa il punto della situazione mettendo ordine alle tante ambizioni di Palazzo Marcacci che iniziano a concretizzarsi dopo anni di studi, discussioni e dibattiti. Primo in ordine di tempo, è il cantiere all’interno della grande rotatoria: «Entro quest’anno intendiamo completare l’abbassamento della rampa di accesso, un intervento necessario per permettere il passaggio dei macchinari che, dal 2027, saranno impiegati per mettere mano alle sottostrutture», afferma il nostro interlocutore.

Stiamo dando forma a una serie di rilanci frutto di anni e anni di dibattiti, discussioni e studi di fattibilità
Bruno Buzzini, municipale di Locarno, titolare del Dicastero opere pubbliche

Poi tocca alla vegetazione

In un secondo tempo, sarà la volta della superficie, vale a dire la vegetazione e i vari elementi che comporranno l’area. L’obiettivo, conferma Buzzini al Corriere del Ticino, è terminare entro la fine del 2028.

«La messa a dimora delle piante avverrà dopo il prossimo Locarno Film Festival, poiché il villaggio della manifestazione e della Mobiliare non dovrà subire interferenze». L’unico elemento che potrebbe slittare è il chiosco, che in caso di maltempo o imprevisti potrebbe essere posato nella primavera del 2029. Per il resto, lo spazio di mille metri quadrati destinati agli eventi è stato definito in accordo con la direzione del Festival e con l’Ufficio manifestazioni: «È chiaro che, con la presenza di zone dedicate al relax, al gioco e allo specchio d’acqua, alcune strutture non potranno più essere collocate ovunque, ma questo fa parte del concetto ed è stato concordato con tutti gli attori coinvolti».

Cinquanta mila metri quadrati

Un altro capitolo destinato a cambiare il volto del «salotto buono» cittadino (e dei suoi dintorni) è, come detto, «La Nouvelle Belle Époque». In tutto, 50 mila metri quadrati di zona pedonale da rifare secondo criteri simili a quelli visti in precedenza, con centinaia di alberi da piantumare. Si inizierà da Largo Zorzi e piazzetta Remo Rossi (quella di fronte al PalaCinema), che richiederanno un investimento di quasi 16 milioni.

A questo proposito, Buzzini evidenzia come la Commissione della gestione abbia già posto diverse domande al Municipio, che ha risposto in due tornate, l’ultima delle quali di recente. «Il rapporto è in fase di elaborazione». Ma non solo: a giorni, i membri di tutto il Legislativo saranno invitati al sopralluogo in via della Posta, dove sono state posate le mattonelle campione, così che i progettisti possano spiegare le scelte e raccogliere osservazioni e critiche.

«Spero che in ottobre, o al massimo in novembre, il Consiglio comunale possa votare il credito di realizzazione, che è il primo e più importante. Sarà il risultato di dieci anni di lavoro, tra studi preliminari, concorsi, progetti e messaggi municipali».

Piazza e piazzetta insieme

Anche qui, se tutto andrà bene, l’avvio dei lavori potrebbe avvenire già nell’autunno 2027. In mezzo, anche la questione di piazzetta Dogana Vecchia, di fronte all’albergo Rondinella: «Non rientra nel perimetro del concorso, ma è stata comunque inserita come settore cinque, con un progetto di massima già elaborato. Non fa parte della realizzazione attuale, ma ritengo che debba mantenere un legame con gli interventi principali». In futuro , sarà da vedere se procedere con il settore quattro, quello comprendente le vie Trevani e Ciseri nonché piazza Muraccio, oppure con il settore cinque. «È possibile anche che piazza Grande, nel settore due del progetto e la piazzetta Dogana Vecchia siano affrontate insieme, ma sarà il Municipio a stabilire le priorità». Il prossimo appuntamento, in ogni caso, sarà quello di un’ulteriore serata pubblica, la cui data è ancora da definire, ma comunque prevista in settembre, per aggiornare la cittadinanza e illustrare nel dettaglio le motivazioni che hanno portato alla scelta della pavimentazione.

Il maniero dovrà attendere

Più distante nel tempo, invece, il progetto del Castello Visconteo, per il quale l’incarto della domanda di costruzione è pronto. «Il suo avanzamento dipenderà dall’aggiornamento del Piano delle opere, che dovrà stabilire la priorità del maniero rispetto agli altri progetti in corso, come la Rotonda o anche le scuole del quartiere di Solduno, che richiedono investimenti molto elevati. Prima bisogna capire come distribuire le risorse e in quale ordine procedere».

Il Municipio dovrà prendere una decisione strategica, che poi sarà sottoposta al Consiglio comunale nell’ambito del preventivo 2027. «Solo dopo si potrà arrivare a un messaggio con la richiesta del credito di realizzazione, che comprenderà anche il contributo del Cantone. In questi anni abbiamo lavorato molto bene con l’Ufficio dei beni culturali e tutto è pronto per essere presentato pubblicamente», conclude Buzzini, riferendosi all’esito del concorso che, nel 2024, ha premiato la proposta di rilancio denominata «Pivot». La realizzazione in questione non potrà avvenire prima del 2030.

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