Si costruirà sul Monte Brè, ma con edificabilità «light»

Confermata l’edificabilità della collina dei locarnesi, ma con nuovi limiti costruttivi «al ribasso». Il Consiglio comunale, dopo il colpo di scena dello scorso 11 marzo, con un controprogetto presentato all’ultimo secondo da Bruno Bäriswyl (Lega/UDC/Indipendenti) e successivamente bocciato in Commissione pianificazione e dallo stesso Municipio, ha approvato la variante di PR che traccia il futuro assetto pianificatorio di Monte Brè, Cardada e Colmanicchio. In buona sostanza, l’indice di sfruttamento (IS) per i comparti Monte Brè e Cardada viene portato allo 0.30 mq contro lo 0.40 concesso dall’attuale Piano Regolatore. Per le attività alberghiere è ammesso un bonus del 25%, quindi un IS massimo dello 0.375 mq. «Non vogliamo creare un Ballenberg, cioè un museo all’aperto, ma programmare per i prossimi vent’anni un quartiere vivo, che favorisca linsediamento delle residenze primarie, seppure entro certi limiti poiché si tratta di un quartiere di montagna», ha sottolineato Giovanni Monotti (PLR), relatore della Commissione pianificazione che negli ultimi tre anni ha lavorato all’elaborazione della variante di PR dopo che erano state raccolte 1.800 firme che «bloccavano» la realizzazione di un mega-resort. A titolo personale Mauro Belgeri, pur sostenendo la legittimità del controprogetto, ha dato atto alla Commissione pianificazione «di aver mediato in modo appropriato tra le varie esigenze in campo, salvaguardando da un lato le peculiarità del quartiere, e concedendo dall’altro interventi edilizi equilibrati». Francesco Albi, per la Sinistra Unita, sciogliendo la firma con riserva al rapporto favorevole alla variante «Monte Brè», ha sollecitato una pianificazione partecipativa, piuttosto che discussioni e soluzioni trovante in seno alla commissione. Anche Gianfranco Cavalli (Sinistra Unita), pur sollecitando una pianificazione del territorio non superficiale, ha sciolto le riserve al rapporto commissionale. Morena Cirulli Longhi, pur portando l’adesione dei Verdi e Indipendenti, ha messo l’accento sulla viabilità e i parcheggi che non sono stati praticamente presi in considerazione. «La variante è comunque un passo avanti, ma è fondamentale mantenere alta l’attenzione su viabilità e limiti per le residenze secondarie». Nicola Pini, a nome del Municipio, ha ribadito il plauso alla Commissione della pianificazione, sottolineando come con il futuro Piano di azione comunale (PAC) si getterà uno sguardo complessivo sul territorio. Risultato: variante conforme all’iniziativa «Salva Monte Brè» approvata con 34 voti favorevoli e 2 astensioni; «controprogetto Bäriswyl» respinto con soli 2 voti favorevoli.
Sì unanime alla scuola accorpata

All’unanimità dei 36 presenti è stato approvato l’istituto scolastico unificato tra Locarno e Muralto. Un primo passo di accorpamento che vede nel prossimo orizzonte anche una collaborazione con Brione sopra Minusio e Orselina, convenzione già avviata dai due Comuni collinari ma arrivata fuori tempo massimo e che sarà oggetto dopo le elezioni di una discussione nelle Commissioni gestione e Legislazione. La convenzione con Muralto, una volta approvata anche dal Comune confinante, entrerà in vigore nell’anno scolastico 2025/2026. «Considerando la riforma Ticino 2020 (l’iniziativa promossa dai Municipi di Locarno e Muralto si inserisce infatti nel contesto più ampio della riforma Ticino 2020, ndr), con ciò che comporta a livello di ottimizzazione dell’offerta formativa, ben hanno fatto il nostro Municipio e quello di Muralto ad accorpare i due istituti scolastici», ha detto Pier Mellini (Sinistra Unita), corelatore della Gestione.
«Una necessità»
Barbara Angelini Piva (Centro), sempre per la Gestione, ha evidenziato come «disporre di risorse per la scuola non è un privilegio ma una necessità», sollecitando per il futuro istituto accorpato l’assunzione di un o una vicedirettrice. Anche Giuseppe Abbatiello (Centro) per la Legislazione, ha sollecitato l’assunzione di un vicedirettore, invitando al contempo il Municipio a valutare la sostenibilità dell’accorpamento.
Il vicesindaco uscente Giuseppe Cotti (Centro), emozionato per il suo ultimo intervento (come noto non si ricandida), ha evidenziato come Muralto sarà il primo passo verso un istituto scolastico allargato, che comprenderà anche la Collina, e costituirà un importante ponte verso l’aggregazione. «La scuola è un’istituzione, non un servizio, una priorità assoluta, non è un’entità negoziabile. Dobbiamo continuare a difendere la centralità della scuola come istituzione».
Un impianto fotovoltaico al centro di pronto intervento: un'altra unanimità

All'unanimità dei 36 presenti è accettato anche il messaggio 76, con un credito di 260.000 franchi per la realizzazione di un impianto fotovoltaico al centro di pronto intervento destinato alla produzione di elettricità. I sussidi saranno iscritti ai contributi per investimenti di Cantone e Confederazione. Il credito decade, se non utilizzato, entro i due anni dalla crescita in giudicato.
Prima della votazione, Pierluigi Zanchi (Verdi e Indipendenti) si è espresso per il Municipio: «Ringrazio i due corelatori Luca Renzetti e Marko Antunovic. Non ci sarebbe molto da dire, i rapporti sul credito d'investimento sono chiari. Sottolineo come si tratti di un investimento nel campo del settore energetico rinnovabile. Le scelte che possiamo fare nell'ambito di politica energetica possono essere viste non più in modo rassegnato ma come grandi opportunità. Potremmo estendere il raggruppamento del consumo anche ad altre strutture, dipenderà da come si muoverà anche il mondo politico».
«Non solo una questione ambientale ma anche economica»
Prima di Zanchi, avevano preso la parola i due corelatori, Marko Antunovic (I Verdi/Indipendenti) e Luca Renzetti (PLR): «Auspichiamo che il messaggio sia approvato all'unanimità, un progetto che rappresenta l'impegno del comune verso la transizione energetica a beneficio delle generazioni future», mentre il secondo aveva sottolineato come, a fronte di un costo dell'energia in aumento, sia fondamentale «che l'energia prodotta sui tetti degli stabili sia sfruttata il più possibile. Grazie per il sostegno a questo messaggio, non solo una questione ambientale ma anche economica».
Dal canto suo, Simone Beltrame (il Centro), aveva portato l'adesione del suo gruppo. «Ringrazio gli autori, il caposervizio, Luigi Conforto, e il capodicastero, Pierluigi Zanchi, per aver redatto il documento e per aver presentato l’atto alla Commissione in modo esauriente e accurato. Salutiamo favorevolmente questa tipologia di investimenti. Invitiamo l'Esecutivo a creare di una comunità energetica per il consumo proprio della nostra città, la quale, con sempre maggiori stabili comunali produttori di energia fotovoltaica e verosimilmente connessi fra di loro, assicurerebbe un autoconsumo dell’energia generata vieppiù elevato». Anche Pier Mellini (Sinistra Unita) aveva portato l'adesione del suo gruppo, come pure Bruno Bäriswyl: «Ci sono state presentate delle tabelle che hanno rassicurato sui precedenti investimenti. Peccato per le oscillazioni dei costi della corrente. A mio modo di vedere, con la SES-dal momento che siamo buoni azionisti-forse sarà possibile trattare per una maggiore stabilità».




