Il caso

Spari contro i turisti, la sicurezza in Messico preoccupa (di nuovo)

Il violento attacco è avvenuto sulla celebre Piramide della Luna, vicino alla capitale – Solo due mesi fa il caos nello stato di Jalisco a seguito dell’uccisione del signore della droga El Mencho – E intanto i Mondiali si avvicinano
© AP/Eduardo Verdugo
Red. Online
23.04.2026 16:00

Un uomo con un’arma da fuoco che spara diversi colpi contro i turisti in visita alla Piramide della Luna in Messico. Sono i contorni del tragico attacco, avvenuto due giorni fa nella rinomata zona archeologica pre-azteca di Teotihuacán (poco distante dalla capitale Città del Messico), che è costato la vita a una donna, una turista canadese. Altri sette turisti sono stati colpiti dagli spari, mentre sei persone hanno riportato ferite durante la concitazione lo scontro. Le immagini diffuse nelle scorse ore hanno profondamente sconvolto il Paese e infiammato – di nuovo – il dibattito sulla sicurezza anche in vista dei prossimi Mondiali di calcio, come riporta la CNN.

Un mese e mezzo ai Mondiali

Delle preoccupazioni, come detto, non da poco se si considera che tra appena un mese e mezzo inizieranno le partite della Coppa del Mondo, in programma tra Stati Uniti, Canada e – appunto – Messico dall'11 giugno al 19 luglio. Con diverse città, tra cui la capitale, che saranno invase da centinaia di migliaia di tifosi. Sull’attacco a Teotihuacán e sulla questione sicurezza è intervenuta subito la presidente messicana Claudia Sheinbaum esprimendo «profondo dolore» per l’accaduto e massima solidarietà nei confronti delle persone colpite dalla tragedia. Sheinbaum ha però voluto precisare che il suo Paese è «sicuro per i turisti» e che le autorità locali rafforzeranno le misure di protezione «per prevenire episodi di questo tipo».

«Non era mai successo prima»

L’attacco alla piramide di Teotihuacán, secondo quanto riferito dalle autorità locali, sarebbe stato un atto premeditato e ben pianificato. L'uomo, un 27.enne messicano con problemi psichici, ha agito da solo senza avere alcun legame con gruppi criminali o legati al narcotraffico. Avrebbe anche visitato più volte la zona che intendeva colpire, soggiornando negli alberghi nelle vicinanze. Un tipo di attacco che «è raro in Messico», ha specificato nella giornata di ieri Sheinbaum: «Non abbiamo mai assistito a nulla di simile in Messico prima d'ora, è la prima volta che si verifica un evento del genere». La presidente ha anche riconosciuto che il 27.enne è riuscito a entrare a Teotihuacán con una pistola perché all’ingresso dei siti archeologici non sono disposti degli specifici blocchi di controllo e di sicurezza. «La ragione è proprio perché questa situazione non si era mai verificata prima in un’area archeologica. Ma ora intensificheremo i controlli per garantire che nessuno possa entrare armato».

I cadaveri vicino allo stadio

L’episodio di Teotihuacán, però, secondo l’emittente americana potrebbe aver «inferto un duro colpo» all’immagine del Messico come meta turistica sicura. Solo qualche mese fa lo stato messicano di Jalisco era piombato nel caos a seguito dell’uccisione da parte dell'esercito del signore della droga «El Mencho» Oseguera, fondatore del cartello Jalisco Nueva Generación. Scontri armati nelle strade, numerosi morti, veicoli dati alle fiamme, mobilitazione della Guardia nazionale, voli interrotti e scuole chiuse. Non solo. Qualche giorno dopo, vicino allo stadio Akron di Guadalajara (dove si disputeranno le partite della fase a gironi dei Mondiali), erano stati rinvenuti centinaia di sacchi mortuari (almeno 500) con all’interno resti umani. 

«La sicurezza è garantita»

Sollecitate nuovamente sulla questione sicurezza, alla luce dell'attacco alla Piramide della Luna, le autorità messicane hanno voluto tranquillizzare. «Siamo convinti che la sicurezza ai Mondiali sia garantita», ha ribadito il segretario alla Sicurezza Omar García Harfuch. «Seguendo le istruzioni della presidente la sicurezza sarà rafforzata anche per quanto riguarda le questioni relativi alla Coppa del Mondo». Sulla stessa lunghezza d'onda era stata anche la FIFA, esprimendosi già in occasione dei disordini di Jalisco: «Stiamo seguendo da vicino la situazione in Messico», aveva spiegato il presidente Gianni Infantino. «In ogni caso abbiamo piena fiducia nel Paese, nella presidente Claudia Sheinbaum e nelle autorità. Siamo convinti che tutto si svolgerà nel modo più tranquillo possibile».

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