«A Crans-Montana mandiamo una squadra investigativa italiana»

Dopo gli attacchi frontali della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, il governo italiano ora intende mettere ulteriore pressione alle autorità elvetiche, offrendo collaborazione nelle indagini sulla tragedia di Crans Montana.
In una conversazione con il Corriere della Sera, la premier Meloni ha parlato di «una squadra investigativa comune che utilizzi la competenza e la professionalità delle forze di polizia italiane». Il Governo italiano starebbe lavorando affinché «nessuno dei responsabili della tragedia di Crans-Montana, che sia già sotto indagine o ancora da individuare, come i funzionari che non avrebbero eseguito puntuali controlli, deve poter sfuggire a un processo veloce ed equo», riporta ancora il Corsera.
La procura di Roma sarebbe dunque pronta a inviare un gruppo di investigatori che dovrebbero affiancare gli omologhi svizzeri. La richiesta figura nella rogatoria trasmessa alcuni giorni fa ai magistrati di Sion che stanno indagando sul rogo al bar Constellation che a Capodanno ha provocato 40 morti – di cui 6 italiani – e 116 feriti.
L'incontro alla Farnesina
Il responsabile della diplomazia italiana Antonio Tajani riceverà oggi a Roma alla Farnesina, sede del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma dopo la liberazione su cauzione di Jacques Moretti, come procedere. L’intenzione di Tajani è di assicurarsi che le famiglie delle vittime ottengano giustizia. «Il ministro riceverà l'ambasciatore nel pomeriggio per concordare le azioni da intraprendere a seguito della decisione della magistratura cantonale (vallesana) di disporre la scarcerazione del proprietario del locale di Crans-Montana in cui si è sviluppato l'incendio del primo gennaio», si legge in una nota della Farnesina.
Stando all’ANSA, i pubblici ministeri della Capitale italiana entro il mese di febbraio dovrebbero in ogni caso recarsi in Svizzera per avere un incontro con gli inquirenti locali.
La SIC
Sotto il profilo tecnico giuridico l’Italia metterà sul tavolo la costituzione di una SIC: le squadre investigative comuni sono uno strumento previsto dall’Unione europea per indagare in modo più efficace uno specifico reato per un periodo limitato di tempo, che si possono costituire anche con Stati extra UE, e che si attengono alle leggi del Paese in cui operano. L’avvocata Rosa Maria Cappa, già procuratrice federale dal 2003 al 2015, ha spiegato al CdT: «Esiste un accordo italo-svizzero che completa la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale che prevede l'eventualità delle squadre investigative, ma normalmente si applica alle indagini per crimine organizzato transfrontaliero o comunque ai casi in cui vi è un’utilità concreta del gruppo comune d’indagine. Se l’indagine sui fatti di Crans-Montana fosse stata aperta per un reato associativo, sarebbe stato diverso. Non è il nostro caso». Secondo la premier italiana, costruire una SIC consentirebbe di adoperare nella ricerca di tutti i responsabili «la consolidata esperienza della polizia giudiziaria (italiana, ndr.) per svolgere tutte le investigazioni necessarie».
Nella rogatoria inoltrata alla Procura vallesana, gli inquirenti chiedono la trasmissione di tutta la documentazione relativa all'attività istruttoria svolta fino ad oggi, compresa quella riguardante autorizzazioni ottenute in passato dal Constellation, i controlli delle autorità locali e lo stato di attuazione delle normative antinfortunistica e sulla sicurezza.
Al momento il fascicolo aperto in Italia, in cui si ipotizzano i reati di omicidio colposo e disastro colposo, è contro ignoti. Nel momento in cui arriveranno gli incartamenti dalla Svizzera si procederà con l'iscrizione dei primi indagati, tra cui i proprietari e gestori del locale Jacques Moretti e la moglie Jessica, scrive ancora l'ANSA.
