Vallese

Crans-Montana, respinta la richiesta di ricusazione delle procuratrici

La domanda era stata inoltrata a inizio febbraio dal legale del padre di una ragazza deceduta nel tragico rogo – La Camera penale «non ha riscontrato errori particolarmente gravi o ripetuti» – Sarà ricorso
© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
Red. Online
09.04.2026 11:28

La Camera penale del Tribunale cantonale vallesano ha respinto «per quanto riguarda la sua ammissibilità» le richieste di ricusazione nei confronti delle procuratrici che indagano sull'incendio di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana. Nel comunicato stampa, viene precisato che «la Camera penale non ha riscontrato, secondo i criteri stabiliti dalla giurisprudenza, errori particolarmente gravi o ripetuti da parte del Ministero pubblico, costituenti gravi violazioni dei doveri dei magistrati, che denoterebbero un’apparenza oggettiva di parzialità delle procuratrici interessate».

La richiesta di ricusazione era stata presentata il 6 febbraio da Garen Ucari, avvocato che rappresenta una parte civile, ovvero il padre di una ragazza deceduta. Una richiesta di ricusazione contro la procuratrice generale (Beatrice Pilloud), contro la procuratrice generale aggiunta (Catherine Seppey), contro le due procuratrici dell'Ufficio centrale del Ministero pubblico del Canton Vallese attualmente incaricate dell'istruttoria, e contro la procuratrice dell'Ufficio regionale del Ministero pubblico vallesano centrale, inizialmente incaricata del procedimento in qualità di magistrato di turno.

Le accuse

La parte che ha presentato la ricusazione rimproverava ai procuratori gravi violazioni e gravi errori nella conduzione della procedura. Agli occhi del ricorrente, queste violazioni farebbero dubitare della volontà dei magistrati di condurre nel modo appropriato l’istruttoria penale. Tra le mancanze citate figuravano l'assenza di misure volte a scongiurare il rischio di collusione (in particolare la privazione della libertà per Jacques e Jessica Moretti), l'assenza di un esame medico-legale, la gestione caotica delle autopsie e la violazione dei diritti degli accusatori privati (esclusi dalle prime audizioni).

La richiesta di ricusazione – scriveva il 18 febbraio Beatrice Pilloud, informando di averla trasmessa al Tribunale cantonale, corredata della persa di posizione del Ministero pubblico – «riprende sostanzialmente le critiche formulate pubblicamente da alcune parti querelanti».

Nessun procuratore straordinario

L’avvocato Garen Ucari ha anche inoltrato una formale richiesta per la nomina di uno o più procuratori straordinari. E questo nonostante lo scorso 23 gennaio, il Ministero pubblico vallesano aveva già risposto negativamente a una prima richiesta di nominare un procuratore straordinario, specificando che non sussisteva «alcuna ragione né obiettiva, né giuridica» per accogliere la domanda. I fatti, aveva spiegato al CdT l'avvocato, sono «le lacune e gli errori che sono stati constatati»: «L’idea è che, a prescindere dal fatto che le circostanze esposte nella domanda di ricusazione costituiscano o meno motivi validi, esse rappresentino di per sé ragioni atte a giustificare la nomina di tali procuratori straordinari».

La decisione della Camera penale del Tribunale cantonale vallesano – datata 8 aprile 2026 – può ancora essere impugnata davanti al Tribunale federale. Ed è quello che intende fare l'avvocato Ucari: «Non si può non rimanere colpiti dalla totale mancanza di autocritica da parte della giustizia vallesana, che si conferisce un attestato di autocompiacimento – ha dichiarato all'agenzia francese AFP –. Il mio assistito ha appreso la decisione con profonda delusione».

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