Guy Parmelin incontra Giorgia Meloni e Sergio Mattarella

È possibile riportare la calma nelle relazioni tra Svizzera e Italia, in riferimento alla tragedia di Crans-Montana? Il presidente della Confederazione Guy Parmelin, la prossima settimana, incontrerà la premier italiana Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
In una nota, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca fa sapere che Parmelin lunedì sarà a Erevan, in Armenia, per il vertice della Comunità politica europea (CPE). «Sfrutterà inoltre il vertice per condurre una serie di colloqui bilaterali», viene precisato. Il DEFR ha confermato al CdT – come inizialmente riferito da altri media della Svizzera tedesca – che il presidente della Confederazione vedrà anche Meloni. «Al momento non siamo in grado di fornire informazioni sul contenuto di tale colloquio».
Martedì e mercoledì, poi, Parmelin sarà a Roma: il primo giorno in agenda c'è un incontro con Mattarella, il secondo con papa Leone XIV e il cardinale segretario di Stato del Vaticano Pietro Parolin a margine della cerimonia di giuramento delle nuove reclute della Guardia svizzera pontificia. Al centro dei colloqui con il presidente della Repubblica – precisa il DEFR – figureranno le relazioni bilaterali tra la Svizzera e l’Italia, la tragedia di Crans-Montana e le relazioni Svizzera-UE (oltre a questioni legate alla sicurezza e allo sviluppo economico in Europa, nonché l’attualità internazionale).
Il ruolo della tavola rotonda
Il 22 aprile, il Consiglio federale ha nominato l’ex consigliere di Stato neocastellano Laurent Kurth presidente della tavola rotonda istituita per affrontare le conseguenze del rogo di Crans-Montana, come previsto dalla nuova legge federale sul sostegno alle vittime dell’incendio del 1. gennaio 2026. In qualità di ex capo del Dipartimento neocastellano delle finanze e della sanità, Laurent Kurth vanta un’esperienza consolidata nella gestione di procedure molto complesse che coinvolgono diversi stakeholder, ed è abituato a mediare tra interessi divergenti elaborando soluzioni pragmatiche, è stata la motivazione fornita dal Governo.
Proprio oggi ha avuto luogo a Berna il secondo colloquio esplorativo (il prossimo sarà in giugno). Durante l’incontro, Kurth ha sottolineato «la propria indipendenza e imparzialità», oltre alla volontà di fare da mediatore in questo dialogo. Al contempo ha affermato di voler porre l’accento sul riconoscimento delle vittime e dei loro familiari.
La tavola rotonda riunisce le vittime, i loro familiari, le assicurazioni interessate, le persone potenzialmente chiamate a versare prestazioni, nonché le competenti autorità, allo scopo di agevolare il dialogo e di «trovare insieme soluzioni stragiudiziali onde evitare lunghi procedimenti giudiziari». La partecipazione alla tavola rotonda è facoltativa e non implica alcun riconoscimento giuridico di responsabilità. Di conseguenza, la tavola rotonda non anticipa decisioni giudiziarie in sede civile o penale. «Le soluzioni stragiudiziali dipendono unicamente dalla volontà dei partecipanti», viene precisato. Se trovano una soluzione sostenibile, il Consiglio federale si è detto disposto a contribuire con un importo massimo di 20 milioni di franchi. Il Parlamento sta attualmente deliberando su questo contributo finanziario della Confederazione.




