La tragedia

«Jessica Moretti diceva al personale di tenere chiuse le uscite di emergenza»

Lo ha riferito uno dei due buttafuori del bar Le Constellation di Crans-Montana davanti agli inquirenti: quella notte erano in due, il suo collega è morto nell'incendio
©ALESSANDRO DELLA VALLE
Red. Online
18.02.2026 16:11

Le indicazioni date al personale del Constellation erano di tenere le due porte di sicurezza chiuse e di lasciare aperto solo l’ingresso principale . 

Lo ha affermato quest’oggi uno dei due buttafuori impegnati nel locale di Crans-Montana la notte di Capodanno. Stando a quanto riporta l’ANSA, l’uomo, rimasto ferito nell’incendio, quest’oggi è stato interrogato dagli inquirenti a Sion e ha puntato il dito contro i gestori del bar, in particolare Jessica Moretti: «Le indicazioni date al personale del Constellation nella notte di Capodanno erano di tenere le due porte di sicurezza chiuse e di consentire l'accesso e l'uscita solo dalla porta principale. Ho sentito parlare Jessica con i suoi collaboratori, dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse». Secondo l'uomo, la gerente «aveva paura che i clienti entrassero senza pagare».

Nello specifico, le porte a cui si riferisce il buttafuori sono quella che dava sulla scala ristretta durante i lavori di ristrutturazione, prima della terrazza con l'ingresso principale del locale, e l'uscita di emergenza nel piano interrato.

Due buttafuori quella notte

La nuova accusa arriva da uno dei due addetti alla sicurezza presenti la notte dell’incendio che ha provocato 41 morti e 115 feriti. L’altro buttafuori, il 31enne Stefan, è morto nel tentativo di aiutare i clienti del bar distrutto dalle fiamme, tanto da esser stato definito un «eroe» dai testimoni. In seguito al rogo, è emerso che gli addetti alla sicurezza presenti nel bar erano due, nonostante dalla documentazione raccolta dalla magistratura ne risultasse ingaggiato solamente uno.

Negli scorsi giorni, Jessica Moretti, durante il suo interrogatorio, ha spiegato alla Procura vallesana che nel locale «non sono mai state fatte prove di evacuazione perché nessuno ci ha mai detto che dovevamo farle». La donna ha pure spiegato di essere immediatamente uscita dal bar perché «non si può affrontare un incendio». Aggiungendo: «La mia priorità era dare l'allarme, far evacuare le persone e chiamare i pompieri il più rapidamente possibile. Io stessa sono figlia di un pompiere ed ho agito di riflesso».

In questo articolo: