Crans-Montana

La richiesta sul tavolo della Procura vallesana: «Fissare con urgenza l’interrogatorio di Jacques Moretti»

Il proprietario del bar Le Constellation è stato esonerato «sine die» dalla convocazione dopo la presentazione di certificati medici – Ma un avvocato delle vittime non ci sta: «Difficile non interpretarlo come una forma di approvazione da parte delle autorità del rifiuto di collaborare»
© CdT/Gabriele Putzu
Jenny Covelli
13.04.2026 09:02

«L'interrogatorio dell'imputato Jacques Moretti sia fissato con urgenza». È la richiesta che la procuratrice generale aggiunta Catherine Seppey si troverà questa mattina sulla scrivania. È stata inoltrata, venerdì, dall'avvocato Alfredo Zampogna (Milano), legale della famiglia di una delle vittime italiane del rogo di Crans-Montana. Una lettera firmata anche da un altro legale di Ginevra, che assiste alcune famiglie durante il procedimento.

L'audizione al proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana, teatro della tragedia di Capodanno, era prevista per martedì 7 aprile ma è stata rinviata a data da definirsi, dopo che gli avvocati della coppia francese (l'altra proprietaria del locale è la moglie, Jessica Moretti) hanno presentato due diversi certificati medici. Nella documentazione relativa allo stato di salute di Jacques Moretti, vengono indicati «problemi di depressione, episodi di amnesia e carenza di sonno, oltre alla perdita significativa di peso», che renderebbero difficile all’indagato partecipare agli interrogatori.

L'interrogatorio è quindi stato rinviato sine die e Jacques Moretti è stato esonerato dal presentarsi davanti alla Procura. Ma – scrivono ora gli avvocati nella lettera indirizzata alla procuratrice Seppey e visionata dal Corriere del Ticino – «tale rinvio è stato deciso esclusivamente sulla base di affermazioni formulate dal difensore e di certificati medici a dir poco laconici» le cui motivazioni sono «palesemente insufficienti per giustificare un rinvio a tempo indeterminato dell’udienza»: «Il medico descrive l’interrogatorio come "difficile" per il suo paziente, ma evita accuratamente di attestare la minima incapacità».

«Vuole eludere le domande»

Nella richiesta per il rinvio formulata dai legati di Jacques Moretti, veniva precisato che «proprio lo stato confusionale» in cui si trova il suo assistito lo avrebbe portato a contraddirsi sulla famigerata schiuma fonoassorbente andata a fuoco la notte di Capodanno. Il riferimento è alle dichiarazioni del proprietario del Le Constellation che, il 20 gennaio, aveva messo a verbale di avere acquistato nel 2015 i pannelli in schiuma fonoassorbente poi andati a fuoco nel negozio Hornbach di Riddes, in Vallese. Una versione confermata nell'interrogatorio dell'11 febbraio. Ma il 20 febbraio, dopo una perquisizione nella sua abitazione di Lens, Jacques Moretti si è recato alla stazione di polizia di Sion per depositare una fattura, trovata in casa, emessa da un'azienda tedesca il 3 settembre 2015: aveva speso 13.464 euro per l'acquisto di 1.360 pannelli fonoassorbenti del modello «Mousse Acoustique pyramidale PRO 90 cm/45 cm/6 cm P085». I pannelli erano pertanto stati acquistati in Germania, non in Vallese, e in un altro negozio.

«Bisogna tenere conto del fatto che la pressione a cui è stato sottoposto fin dall'inizio di questa vicenda lo ha probabilmente indotto a voler fornire informazioni a tutti i costi, a collaborare e a dimostrare la sua buona fede, il che lo sta chiaramente portando ad agire in modo frettoloso e a commettere errori», scriveva l'avvocato di Jacques Moretti presentando i certificati medici. «Detto questo, tale comportamento dimostra chiaramente, nonostante ciò che si possa dire, la sua volontà di collaborare con le indagini. Il mio cliente necessita attualmente di supporto medico e/o psicologico per poter affrontare al meglio questo processo (…). Le attuali condizioni di salute non gli consentono di essere interrogato e il suo stato confusionale gli impedirà di collaborare efficacemente con le indagini».

Tutto il contrario, secondo l'avvocato Zampogna: «Appare evidente – scrive – che Jacques Moretti invochi ora problemi di salute come pretesto per eludere le domande cruciali derivanti dal fatto che, in due occasioni, ha fornito informazioni inesatte al riguardo».

L'indignazione dei parenti delle vittime

La procuratrice generale aggiunta del canton Vallese deve ora confrontarsi con la «viva indignazione» dei parenti delle vittime: «È difficile non interpretare la facilità con cui la Procura ha permesso a Jacques Moretti di sottrarsi all’interrogatorio come una forma di approvazione, da parte delle autorità, del rifiuto di Jacques Moretti di collaborare», scrive ancora l'avvocato di Milano. Il quale sottolinea pure «il dolore aggravato» dal servizio di Porta a Porta (Rai1) andato in onda la scorsa settimana che mostra l'indagato – esonerato sine die dagli interrogatori – partecipare ai lavori di ristrutturazione del suo locale di Lens, Le Vieux Chalet.

Quindi, la richiesta

Per le famiglie delle 41 vittime e dei 115 feriti – «principalmente bambini e giovani adulti, le cui prospettive future sono state drammaticamente distrutte in pochi minuti» – «è semplicemente insopportabile che Jacques Moretti sia esonerato a tempo indeterminato dal rispondere alle loro domande, con la motivazione che si dichiara confuso di fronte alle proprie incoerenze, che sta perdendo peso e che soffre di disturbi del sonno», conclude l'avvocato Zampogna. Il quale, come detto, avanza alla Procura vallesana una precisa richiesta: «Fissare con urgenza l’interrogatorio dell’imputato Jacques Moretti».

Oggi l'interrogato del sindaco Nicolas Féraud

Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, viene interrogato per la prima volta oggi dalla procura vallesana. «Ci sono voluti tre mesi e dieci giorni perché il sindaco fosse ascoltato in qualità di indagato, nonostante avesse ammesso già il 6 gennaio gravi mancanze», ha dichiarato a Keystone-ATS Sébastien Fanti, avvocato vallesano che rappresenta diverse vittime. «Per le famiglie, la parola che viene in mente è "finalmente"».

Nicolas Féraud è arrivato questa mattina verso le 8.30 al campus Energypolis a Sion. Ad attenderlo, una folla di giornalisti, fotografi e cameraman. Féraud ha scelto di entrare da una delle numerose porte laterali che conducono all'aula.

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