L'esperto: «Crans-Montana? Bisognava interrogarsi prima sull'origine dei fondi di Moretti»

Dopo l'incendio del bar Constellation a Crans-Montana, il passato del suo gestore, Jacques Moretti, è venuto a galla grazie ad alcune inchieste giornalistiche. Sollevando non poche domande, in particolare sui suoi possibili legami con i clan criminali in Corsica. Un aspetto, questo, sul quale si sono chinati i giornalisti di Watson. Intervistando Stéphane Quéré, docente presso la Scuola francese di scienze criminali, nonché specialista in criminalità organizzata e traffici illeciti nel mondo.
A far discutere, in particolare, sono i legami familiari di Moretti con un membro del clan criminale Sisti. «È un indizio» dice l'esperto. «Ma la Corsica è un territorio di 350 mila abitanti con una forte infiltrazione criminale. Le persone, di riflesso, non possono scegliere né i propri legami familiari né i propri vicini. Ci sono corsi molto onesti che hanno legami con i clan attraverso la loro famiglia». Detto in altri termini: «Questi collegamenti di per sé non bastano a chiarire la situazione».
A Bonifacio, il locale che gestiva Moretti era geograficamente vicino alla sede di una nota famiglia criminale. «Bonifacio è una roccaforte economica per clan come la famiglia Filippeddu, che domina gran parte della città» dice Quéré. «Il porto di Bonifacio è un territorio economico, e quindi criminale, importante. Esiste una pressione sulle attività legali, in particolare nel settore turistico. Un'attività commerciale totalmente legale in questo luogo avrebbe rapidamente portato a pressioni da parte dei clan».
Diversi giornalisti, tornando a Crans-Montana, sono stati aggrediti violentemente da un gruppo di cinque-sette uomini mentre cercavano di avvicinarsi a un locale di Jacques Moretti. È un segnale preoccupante? Ancora l'esperto: «La coppia che gestiva il Constellation è sottoposta a forti pressioni da parte delle autorità, delle famiglie delle vittime e dei giornalisti. È quindi comprensibile questo tipo di reazione. Ci si può stupire che i parenti siano venuti dalla Corsica e ci si può interrogare sui motivi per cui siano lì».
C'è anche chi, come l'avvocato delle vittime Sébastian Fanti, ha sollevato la questione della (dubbia) provenienza dei fondi di Moretti. «La combinazione di diversi elementi solleva interrogativi legittimi, in particolare l'origine corsa dei gestori, i legami familiari che non si possono scegliere, un passato giudiziario che rivela attività di sfruttamento della prostituzione relativamente organizzate e attività economiche nel settore molto delicato dei locali notturni, noto in Corsica per essere legato a clan criminali» conclude Quéré. «Si sarebbe potuto, dovuto porre la questione dei fondi a priori».
