«Pratiche sleali», la Svizzera rispedisce le accuse agli USA

«Il Consiglio federale respinge queste accuse». Era il 12 marzo e il rappresentante commerciale USA, Jamieson Greer, annunciava l’avvio di un’indagine commerciale contro 16 Paesi partner, tra cui la Svizzera. «Gli Stati Uniti non intendono più sacrificare la propria base industriale a vantaggio di Paesi che scaricano sul nostro mercato i problemi legati alla loro sovrapproduzione e all’eccesso di capacità», aveva detto. Lo scopo dell'indagine? Esaminare «se le politiche e le pratiche di questi Paesi siano irragionevoli o discriminatorie e se gravino o limitino il commercio statunitense».
La presa di posizione del Governo
Nella riunione del 1. aprile 2026, il Consiglio federale ha discusso delle indagini avviate dagli Stati Uniti ai sensi della Sezione 301 del Trade Act che riguardano anche la Svizzera. A monte vi sarebbe il sospetto di una sovraccapacità nella produzione industriale nonché una presunta omissione di misure efficaci per imporre il divieto d’importazione di merci prodotte con il lavoro forzato. «La Svizzera intende esporre il proprio punto di vista nel quadro della relativa procedura statunitense».
Il Governo ricostruisce quello che è successo
L’11 e il 12 marzo 2026 gli Stati Uniti hanno avviato due indagini ai sensi della cosiddetta Sezione 301 del Trade Act nei confronti della Svizzera. Questa base giuridica, il cui obiettivo è contrastare «pratiche commerciali sleali o discriminatorie», conferisce in teoria al presidente degli USA poteri di ampia portata in termini di dazi sanzionatori o di altre misure restrittive in materia commerciale. Mentre la prima delle due indagini ai sensi della suddetta Sezione 301 si concentra su una presunta sovraccapacità nella produzione industriale e sulle sue cause, la seconda riguarda l’omissione o l’attuazione ritenuta insufficiente di misure per impedire l’importazione di merci prodotte con il lavoro forzato. Oltre alla Svizzera, le indagini riguardano anche altri Paesi.
E l'accordo sui dazi?
Il Consiglio federale, che respinge le accuse, ha deciso di adottare le necessarie contromisure per esporre il punto di vista della Svizzera nel quadro della relativa procedura statunitense. Proseguono nel frattempo i negoziati bilaterali per un accordo commerciale. «Nei colloqui corrispondenti sono stati compiuti buoni progressi, in linea con l’obiettivo del primo trimestre fissato nella dichiarazione d’intenti Svizzera-USA dello scorso 14 novembre 2025».

