Successione di Parmelin in Consiglio federale, ecco chi sono gli otto candidati

La lista dei candidati alla successione di Guy Parmelin in Consiglio federale ora è ufficiale. Céline Amaudruz (Ginevra), Rémy Wyssmann (Soletta), Franz Ruppen (Vallese), Michael Graber (Vallese), Pierre Alain Schnegg (Berna), Marco Chiesa (Ticino), Jean-Pierre Gallati (Argovia), Thomas Aeschi (Zugo): sono questi i nomi degli otto candidati presentati entro le 12:00 di oggi, alla scadenza del termine. Il primo passo, come sottolinea l'UDC, è stato compiuto. La commissione di selezione, sotto la guida dell’ex presidente del gruppo parlamentare Caspar Baader, condurrà nelle prossime settimane dei colloqui con tutti i candidati ed esaminerà le candidature. Qui, di seguito, una breve presentazione di ognuno degli otto candidati.
Céline Amaudruz
Céline Amaudruz, unica donna in lizza, è stata la prima a lanciarsi nella corsa. L'annuncio della consigliera nazionale ginevrina è arrivato il 15 ottobre, davanti ai media. Parmelin, in quell'occasione, si è espresso a favore di un ricambio generazionale nell'ambito della sua successione, sottolineando che diverse donne politiche dell'UDC sono all'altezza di questa carica. La vicepresidente dell'UDC ha dichiarato di aver riflettuto a lungo e di averne parlato con il marito e i famigliari, e di aver infine deciso di voler mettere al servizio del Paese le sue competenze «in uno spirito di collegialità».
In poche ore dall'annuncio, la candidatura di Amaudruz è finita sotto i riflettori. Il motivo? Il suo essere mamma di due bambine molto piccole. La 47.enne, commentando alcuni articoli usciti sui media circa la conciliabilità tra l'essere madre di figli ancora piccoli e il Consiglio federale, si è detta «esterrefatta» che in un Paese come la Svizzera circolino ancora idee del genere. Al contrario, ha sottolineato che con la sua elezione potrebbe essere d'esempio a molte mamme.

Rémy Wyssmann
Nei giorni successivi è stato il turno di Rémy Wyssmann. Il consigliere nazionale e presidente dell’UDC di Soletta ha presentato la propria candidatura, dopo essere stato designato all’unanimità dalla sezione cantonale il 15 ottobre. «Voglio ridare alle cittadine e ai cittadini la fiducia nelle nostre istituzioni», ha dichiarato Wyssmann, spiegando il senso della sua candidatura. Avvocato e notaio da trent’anni, 59 anni, ha legato il suo messaggio politico al costo della vita — premi di cassa malati, energia, imposte e affitti — e alla necessità che le istituzioni siano al servizio della popolazione. Nel suo intervento ha richiamato anche la pressione sui conti pubblici, la politica d’asilo e il rapporto con l’Unione europea, sostenendo che la Svizzera debba restare padrona del proprio diritto.

Marco Chiesa
Ieri invece è stato Marco Chiesa a rompere gli indugi. Il consigliere agli Stati ticinese ha infatti deciso di mettersi a disposizione per la successione di Parmelin. Ai microfoni di TicinoNews, l'ex presidente dell'UDC svizzera ha spiegato le sue motivazioni, il suo «asso nella manica» e anche i suoi timori. Ma la strada verso Berna è ancora lunga: il primo scoglio è fissato per il 20 novembre, quando il gruppo parlamentare democentrista sceglierà il ticket. Soltanto venti giorni fa, il giorno dell'annuncio delle dimissioni di Parmelin, Chiesa aveva detto di non averci «ancora pensato». Ora la riflessione è conclusa. «La Svizzera è la nostra casa e sarebbe un onore poter contribuire a prendersene cura», afferma. «E il luogo più importante dove si può incidere è proprio il Consiglio federale».
La prima obiezione è scontata: il Ticino, in Governo, è già rappresentato da Ignazio Cassis. Chiesa non la elude. «Il Ticino è rappresentato da diversi anni con Ignazio Cassis, ma credo che oggi ci sia l'opportunità di riflettere su una rappresentatività a medio termine. È questo il tema che porteremo a livello di partito e poi in Assemblea federale, qualora fossi scelto per il ticket», ha spiegato a Ticinonews. Chiesa ha anche evidenziato l'importanza della ticinesità. «Noi ticinesi abbiamo dovuto e dobbiamo conoscere tutta la Svizzera, non fosse altro perché magari abbiamo studiato nella Svizzera interna. Dobbiamo parlare le lingue, conoscere le culture», sottolinea. «Quando ci si candida al Consiglio federale, questo potrebbe giocare un ruolo molto importante».

Pierre Alain Schnegg
Poco prima di Chiesa, sempre ieri, Pierre Alain Schnegg ha a sua volta annunciato di essere pronto a scendere in campo. «Si tratta di un politico romando di grande esperienza, che si è costruito una reputazione di uomo d'azione molto organizzato, dotato di notevoli capacità direttive e di una forte capacità di far valere le proprie posizioni», ha dichiarato l'UDC cantonale bernese, accogliendo con favore la sua candidatura. L'UDC bernese si dice convinta che la candidatura di Schnegg completi in modo ideale il gruppo di aspiranti al seggio lasciato vacante dal vodese Parmelin, accrescendo la possibilità che il 9 dicembre venga eletto un membro francofono del Consiglio federale.

Michael Graber
A poche ore dalla scadenza del termine delle candidature, anche Michael Graber ha deciso di presentare la propria candidatura alla successione di Guy Parmelin in Consiglio federale. L'altovallesano Graber, 45 anni, è entrato a far parte dell'Unione democratica di centro (UDC) nel 2007. Sei anni dopo è stato eletto in Gran Consiglio, nel distretto di Briga. Rieletto nel 2017, è diventato capogruppo dell'UDC dell’'Alto Vallese (SVPO) nel Parlamento cantonale. Nel 2021, Graber ha lasciato il Gran Consiglio ed è diventato consigliere nazionale. A Berna, ha sostituito il suo collega di partito Franz Ruppen, eletto nel frattempo al Consiglio di Stato vallesano.

Franz Ruppen
Anche Franz Ruppen, a tal proposito, ha aspettato «l'ultimo minuto» per presentare la sua candidatura. L'altovallesano, 55 anni, lo ha annunciato in una conferenza stampa congiunta nella mattina di oggi, a pochissime ore dalla scadenza. Ruppen, secondo quanto si legge sul Blick, «conosce bene la capitale federale Berna, come le sue tasche», avendo fatto parte del Consiglio nazionale dell'UDC dal 2015 al 2021, prima di essere eletto nel governo cantonale del Vallese. Ruppen ha spiegato di aver valutato attentamente la sua candidatura, ritenendosi infine «pronto a dedicarsi completamente al servizio della Svizzera».

Jean-Pierre Gallati
A meno di un'ora dal termine per presentare le candidature, anche Jean-Pierre Gallati ha confermato di voler presentare la sua candidatura per la successione di Parmelin. La sezione del Canton Argovia dell'UDC ha confermato in una dichiarazione al Blick la sua candidatura e, in una nota stampa, ha sottolineato che l'avvocato di Wohlen «vanta una pluriennale esperienza nell’esecutivo, in Parlamento e nel mondo economico, oltre a un’esperienza dirigenziale come maggiore dell’Esercito svizzero». Come sottolinea, ancora, l'UDC Jean-Pierre Gallati si schiera chiaramente a favore di una Svizzera indipendente, di un’immigrazione limitata e di un esercito forte».

Thomas Aeschi
Infine, è arrivata anche la candidatura di Thomas Aeschi. L'UDC del Canton Zugo ha nominato il consigliere nazionale per succedere a Guy Parmelin in Consiglio federale. Aeschi, che è presidente del gruppo parlamentare, ha preso la sua decisione definitiva sullo scoccare della chiusura delle candidature. Prima di poter confermare alla commissione di selezione la sua candidatura alla carica di consigliere federale, Aeschi vuole infatti discutere approfonditamente nelle prossime settimane con la sua famiglia, i suoi colleghi di gruppo, i rappresentanti degli altri partiti in seno all'Assemblea federale e altre persone, ha precisato la sua sezione in una nota odierna.

