Terme, hotel e residenze: per la perla di San Bernardino ecco 200 milioni

È il progetto che, più di altri, andrà a definire quella che sarà la San Bernardino del futuro. L’ordine di grandezza dell’investimento - sui 200 milioni di franchi - già rende l’idea di come si trasformerà il comparto di «Acuforta», appena sopra il nucleo della località altomesolcinese. Entro il 2030 sorgerà un complesso termale, alberghiero e residenziale che costituirà la «perla» del rilancio voluto dall’imprenditore ticinese Stefano Artioli, ormai entrato nelle fasi decisive. La domanda di costruzione da parte della San Bernardino Swiss Alps SA è in pubblicazione fino al 7 luglio prossimo e comprende la documentazione relativa alla zona di protezione delle acque sotterranee e delle sorgenti. Vi ricordate la storica fonte minerale risalente all’epoca romana? Ebbene, ora verrà messa al servizio del benessere, della cura, del wellness e del relax dei turisti e non solo. La frazione di Mesocco diventerà un luogo che non avrà nulla da invidiare alle mete alpine più blasonate. Ad occuparsi dello sviluppo del concetto sarà Artisa Group.
L’acqua, la piazza e il paesaggio
Un hotel a 5 stelle dotato di 64 camere (per 203 posti letto), impreziosito da moderni ristoranti, gestito da una nota catena internazionale. Terme e SPA aperte al pubblico, all’avanguardia, su una superficie di oltre 2 mila metri quadrati. Residenze secondarie e a gestione alberghiera per 163 appartamenti. Una nuova piazza che collegherà il nucleo a quanto verrà realizzato dalla società anonima. Oltre 280 posteggi interrati. Sono questi, in estrema sintesi, i tasselli del mosaico. «Bagni minerali, percorsi d’acqua, piscine interne ed esterne, aree relax, trattamenti e spazi dedicati al wellbeing daranno forma a un’esperienza contemporanea fondata sull’identità minerale del villaggio. ‘Acuforta’ ambisce così a diventare il principale luogo dedicato all’acqua nella Svizzera italiana e un nuovo elemento di pregio dell’offerta turistica regionale - spiega il direttore marketing e comunicazione della Swiss Alps Niccolò Meroni -. L’obiettivo è attrarre la clientela svizzera ed internazionale interessata non soltanto alla vacanza alpina, ma ad un’esperienza completa fatta di silenzio, natura, comfort, cura e autenticità». L’albergo avrà una posizione centrale e sarà affacciato sull’agorà, mentre il costruito sarà distribuito attorno in più volumi. Rafforzando il rapporto tra architettura e montagna e rispettando il paesaggio. «È indubbiamente il progetto che più di ogni altro racconta la nuova San Bernardino. Partiamo dall’elemento più autentico: l’acqua. La fonte minerale ha dato identità a questo luogo per secoli e oggi torna al centro di una visione contemporanea fatta di benessere, ospitalità, qualità e attenzione al dettaglio - sottolinea l’imprenditore Stefano Artioli -. Non è soltanto un intervento immobiliare: è un progetto di destinazione pensato per far vivere il villaggio tutto l’anno e posizionarlo tra le località alpine più interessanti» del nostro Paese.

Comune e Patriziato soddisfatti
Grande soddisfazione è espressa pure dalle autorità locali. Il sindaco di Mesocco e neogranconsigliere Mattia Ciocco assicura che il Municipio seguirà il progetto «con attenzione, nel rispetto delle procedure e dell’interesse pubblico, consapevole del potenziale che un intervento di questa portata può avere per il futuro turistico ed economico della località». Dal canto suo il presidente del Patriziato Gerry Fasani rileva che l’intervento dovrà unire visione, sì, ma altresì rispetto per un «patrimonio che appartiene alla comunità», quale è lo stabile della fonte minerale. Verrà riconvertito nel Museo dell’acqua, «un presidio culturale dedicato alla storia delle sorgenti e al legame tra acqua, villaggio e paesaggio». La demolizione del capannone industriale consentirà, infine, di riqualificare l’area lungo il fiume Moesa, creando un ulteriore spazio di aggregazione per la popolazione.
Già investiti 100 milioni
Come appreso dal Corriere del Ticino, per la cosiddetta «fase zero» - e pertanto l’ammodernamento degli alberghi Brocco, Ravizza e Albarella nonché per l’edificazione degli appartamenti e la riapertura degli impianti di Confin - la famiglia Artioli ha già investito 100 milioni. Complessivamente per la «rinascita» della località turistica si preconizza un importo di mezzo miliardo. «La nostra visione è creare un luogo che non interrompa il paesaggio, ma lo renda più leggibile: un comparto capace di unire ospitalità, residenzialità e terme in un’esperienza coerente, autentica e profondamente legata a San Bernardino». Parola di Alain Artioli, presidente di Artisa Group nonché figlio di Stefano, «deus ex machina» del rilancio della località. Legno e pietra saranno i materiali simbolo del progetto di centro termale, alberghiero e residenziale. Il cantiere inizierà nel 2027 per concludersi tre anni più tardi. Il comparto «Acuforta» sorgerà sulla terrazza naturale che «guarda» il nucleo del paese e sarà contraddistinto dall’integrazione di funzioni diverse, unite però da una chiara visione di destinazione. Quest’ultima «genera domanda, l’acqua dà identità, l’hotel porta standard e distribuzione, le residenze consolidano permanenza e valore».





