Leontica

«Abitava proprio accanto a me, lo conoscevo da molti anni»: il racconto della vicina del 59.enne

La testimonianza di una residente che abitava accanto al 59.enne: «La mia casa ha tremato» - Intanto le autorità hanno confermato che i resti rinvenuti tra le macerie appartengono all'uomo ricercato dopo il femminicidio di Faido
©Chiara Zocchetti
Red. Online
11.07.2026 20:30

«Ho sentito un botto tremendo. La mia casa ha tremato e poi ho visto il fumo. Ho subito detto al mio vicino: "Guarda che lì c'è stata un'esplosione"». È ancora scossa la residente di Leontica - incontrata oggi dai colleghi di Ticinonews - che abita a pochi metri dalla cascina andata distrutta venerdì sera nella violenta deflagrazione che ha posto fine alla fuga del 59.enne ricercato dopo il femminicidio di Faido.

Il femminicidio

Sabato il Ministero pubblico e la Polizia cantonale hanno confermato che i resti umani rinvenuti tra le macerie appartengono proprio al cittadino svizzero domiciliato nella regione, che era ricercato dal 9 luglio per il fatto di sangue avvenuto sul sedime della clinica di riabilitazione di Faido.

La tragedia aveva avuto inizio giovedì sera, quando una donna di 56 anni, cittadina svizzera domiciliata in Valle di Blenio e ricoverata presso la struttura sanitaria per un problema di natura fisica, era stata raggiunta da un colpo d'arma da fuoco alla testa durante l'orario di visita. Trasportata d'urgenza all'ospedale San Giovanni di Bellinzona, era deceduta poco dopo. Le indagini avevano subito portato gli investigatori sulle tracce dell'ex marito, facendo scattare un'imponente ricerca.

L'esplosione

La sera successiva, poco dopo le 19, la Centrale comune d'allarme era stata allertata per alcuni colpi d'arma da fuoco provenienti da un'abitazione di Leontica. Quando gli agenti della Polizia cantonale sono giunti sul posto, all'interno dell'edificio si è verificata una violenta esplosione, seguita da un incendio che ha completamente distrutto la cascina. Tre poliziotti sono rimasti feriti in modo non grave. Durante le operazioni di soccorso e di ricerca sono intervenuti anche pompieri, Rega e artificieri, chiamati dopo il ritrovamento di numerosi esplosivi tra le macerie.

Nel corso della notte sono stati rinvenuti i resti umani, la cui identificazione ha confermato l'identità del 59.enne. Già nelle ore precedenti gli inquirenti avevano chiarito che i fatti di Leontica erano direttamente collegati al femminicidio di Faido.

«Abitava proprio accanto a me»

Per gli abitanti del piccolo nucleo della Valle di Blenio resta soprattutto lo sgomento. «Lo conoscevo da quando era un ragazzino», racconta la vicina, che vive a Leontica da oltre quarant'anni. «Abitava proprio accanto a me». La deflagrazione ha lasciato segni evidenti nel paese: oltre alla cascina completamente distrutta, diverse abitazioni vicine hanno riportato danni e per ore la zona è rimasta isolata per consentire agli specialisti di mettere in sicurezza l'area. «È difficile capire come si possa arrivare a un gesto del genere», conclude la donna. «Quello che è successo mi ha scosso molto. Non so spiegarmi cosa sia veramente avvenuto nella sua mente, in quel momento folle».

Restano ancora numerosi interrogativi sulla dinamica dell'accaduto e su ciò che è successo nelle ore successive al delitto di Faido. Gli accertamenti coordinati dal Ministero pubblico sono tuttora in corso.