Aggregazioni, Nicola Pini: «Il discorso va avanti con Losone e Orselina»

«Il sentimento è quello di un’occasione persa e del rinvio per un altro decennio di un processo che paradossalmente è generalmente ritenuto inevitabile e che avrebbe meritato almeno una votazione popolare». La Città di Locarno non nasconde la propria delusione per la scelta di Minusio e Tenero di inoltrare al Consiglio di Stato, probabilmente già entro la fine dell’anno, un’istanza di aggregazione. Lo ha ribadito lunedì sera in Consiglio comunale il sindaco Nicola Pini, rispondendo ad una interpellanza di Mauro Belgeri (Il Centro). Pur se amareggiato, ha aggiunto Pini, il Municipio cittadino non può ad ogni modo esimersi dal rispettare la decisione dei due Esecutivi e augurare il meglio tanto alle istituzioni quanto alla popolazione, «cercando di scorgere in questa evoluzione una comunque positiva razionalizzazione nel Locarnese, ancorché non risolutiva rispetto alle sfide che la regione tutta dovrà affrontare».
Percorso da rivedere
Palazzo Marcacci, insieme agli altri Esecutivi interessati, era pronto e determinato a procedere con lo scenario denominato Urbano, che prevedeva un’aggregazione tra Locarno, Losone, Orselina, Brione sopra Minusio e Minusio. E questo anche per il fatto che dal percorso intrapreso con l’analisi quantitativa degli Enti locali e dal laboratorio partecipato svoltosi la scorsa primavera al Palexpo con 170 partecipanti dell’intero comprensorio, era emersa con forza «l’opportunità di un ragionamento comune non solo per offrire più servizi e più qualità ai cittadini, o per acquisire maggiore rilevanza e peso a livello cantonale e nazionale, ma anche per meglio affrontare temi centrali come le politiche dell’alloggio, la creazione di posti di lavoro, l’attrattiva residenziale, culturale e socio-economica della regione». Ora, questo scenario è difatti stato ridimensionato con l’uscita di scena di Minusio.
Un territorio condiviso
«Il punto fondamentale - ha aggiunto a tal proposito Pini - è che le sfide del Locarnese non si fermano ai confini comunali: abitare, lavorare, frequentare le scuole, spostarsi e accedere ai servizi sono esperienze che già oggi appartengono a un territorio condiviso». La frammentazione delle decisioni, a giudizio dell’Esecutivo cittadino, rischia quindi di indebolire la capacità di dare risposte coerenti, di stabilire priorità comuni e di distribuire equamente responsabilità e oneri.
Il dialogo resta aperto
«Il rispetto delle scelte degli altri Comuni non esaurisce dunque il nostro compito. Locarno intende mantenere aperto il dialogo e contribuire a costruire una proposta credibile, sulla quale la popolazione possa pronunciarsi con piena conoscenza dei benefici, dei costi e delle alternative. Anche il mantenimento dell’assetto attuale deve essere valutato per le sue conseguenze: rinviare una decisione significa comunque assumersi una responsabilità verso il futuro. Concretamente, la Città continuerà il discorso con Losone. Discorso che era stato avviato bilateralmente tempo addietro e successivamente in considerazione dell’avvio della riflessione più ampia. «Con la collina - ha affermato ancora il sindaco - proseguiremo a ragionare sulla base delle buone esperienze che stiamo facendo con la scuola e con i modelli di governance territoriale diffusa in città. L’auspicio del Municipio è che si possa provare a elaborare in concreto ciò che potrebbe essere questa nuova realtà territoriale, con l’obiettivo di portare i cittadini al voto per consentire loro di prendere posizione su questo tema». Tempistiche e modalità del proseguimento del dialogo istituzionale saranno concordate con i Municipi di Losone e Orselina. Per quanto attiene ad una possibile aggregazione con Mergoscia, la Città tiene la porta aperta ma ritiene che un passo in questo senso debba venire dalle autorità di quel Comune. E questo anche in considerazione della posizione del Cantone che auspica l’inserimento di Mergoscia nel progetto di aggregazione tra Minusio e Tenero-Contra.




