«Sì, ora siamo pronti e aperti a riflettere sulle aggregazioni»

«Sì, ora siamo aperti a discuterne». È con queste parole che si potrebbe riassumere il giro d’orizzonte tra i sindaci dei sette Comuni (in rappresentanza di oltre 35 mila abitanti degli oltre 50 mila nella zona, considerando Ascona, Terre di Pedemonte, Muralto, Gordola e Lavertezzo) coinvolti nei due giorni di laboratori, che si sono svolti al Palexpo di Locarno a inizio mese con la partecipazione di quasi duecento delegati. Laboratori che avevano l’obiettivo di far ripartire quel «motore» che dovrebbe portare a riflettere sull’opportunità di aggregarsi. Un tema che nel distretto è fermo da decenni (nel 2011, una votazione consultiva per l'aggregazione di Locarno, Brione, Mergoscia, Minusio, Muralto, Orselina e Tenero-Contra non aveva ottenuto un consenso sufficiente in tutti i Comuni coinvolti, nonostante il totale di «Sì» fosse stato del 60%). La sezione degli Enti locali del Dipartimento delle istituzioni ha abbozzato due raggruppamenti: «Urbano» (la Città più Losone, Orselina e Brione) e «Periurbano» (Tenero e Mergoscia), mentre Minusio fa parte di entrambi gli schieramenti.
«Sono contento del percorso di analisi e dialogo che stiamo intraprendendo», ribadisce al Corriere del Ticino il sindaco di Locarno Nicola Pini. «Alcuni risultati danno già delle indicazioni sulle quali lavorare, anche se siamo in attesa della consegna dei vari rapporti che saranno utili per un dibattito sul futuro istituzionale basato non solo sulle emozioni, ma anche su dati oggettivi».

Un cambio di mentalità
Pini sottolinea che qualcosa sembra essere cambiato, proprio grazie alla «maratona» del 6 e del 7 marzo: «Sono forse stati scalfiti alcuni tabù che impedivano di parlare seriamente di un nuovo assetto istituzionale. È stato interessante prendervi parte: un’occasione unica per mettere a confronto il mondo politico, ma anche la cittadinanza, per capire le sfide e le opportunità, alfine di ragionare sul futuro migliore per tutti». Il nostro interlocutore rileva come praticamente tutti i tavoli fossero arrivati alla conclusione che la realtà del Comune aggregato sia interessante sui vari aspetti trattati, sui quali i partecipanti hanno lavorato divisi in gruppi.
«Vicini alla cittadinanza»
Gli fa eco il suo omologo di Losone, Ivan Catarin: «Ho molto apprezzato la possibilità di confrontarsi, non solo tra politici ma anche con persone attive nella vita economica e sociale del territorio. È un tipo di scambio che nella quotidianità non capita spesso, e l’ho trovato molto arricchente». La località frequentata anche per le popolari spiagge del Meriggio sulla sponda destra del fiume Maggia un paio d’anni fa aveva già affrontato un percorso analogo sul tema e raccolto informazioni (il cosiddetto bilancio partecipativo). All’epoca, come oggi, le conclusioni erano state di apprezzamento per la qualità della vita recepita dai residenti. Inoltre, fa notare Catarin, «la crescita della popolazione è costante e questo rappresenta un sostegno importante per le finanze comunali». Toni positivi riguardo all’esperienza anche da parte della sindaca di Orselina, Samantha Garbani Nerini. «Abbiamo sempre ribadito che, per una realtà piccola come la nostra, l’aspetto più importante è che sia riconosciuta una visione collinare del Locarnese. Non parliamo solo di Orselina: immaginiamo un’area che si estenda dai Monti della Trinità sino a Mergoscia. Già da tempo, anche in dialogo con la Città e con il Cantone, abbiamo manifestato la volontà di consolidare un’identità tale, che possa integrarsi nel progetto più ampio del polo urbano».
E c’è chi resta in due squadre
Sempre restando «in quota», il vicino Franco Gandin, «timoniere» di Brione Sopra Minusio, fa una rapida panoramica della situazione: «Abbiamo un punto di forza importante, ossia la vicinanza tra cittadinanza e autorità politiche». Un elemento molto sentito - evidenzia Gandin - che, per alcuni, «si tratta anche una fonte di timore. La preoccupazione è quella di perdere questa prossimità qualora si andasse verso un’aggregazione più ampia».
Infine, la «via di mezzo» presente nelle due squadre definite dal Dipartimento del territorio: Minusio. La peculiarità è illustrata dal vicesindaco Alessandro Mazzoleni: «Non ci siamo limitati a considerare un’unica ipotesi, perché riteniamo prematuro escludere una delle opzioni. Raccogliamo informazioni, valutiamo vantaggi e criticità di ogni ipotesi e, quando sarà il momento, potremo fornire alla popolazione gli elementi necessari per decidere con cognizione di causa».
All’estremità orientale, ecco Tenero-Contra, il cui nome fa trasparire un’unione che risale ormai a mezzo secolo fa: «Ci distinguiamo per il turismo, la viticoltura e lo sport, grazie anche al Centro sportivo nazionale», afferma il sindaco Graziano Crugnola.
Un destino segnato
«Conosciamo bene la nostra realtà, ma per valutare un’eventuale unione, che sia solo con Mergoscia o anche con Minusio, bisogna avere elementi solidi. Sono necessarie argomentazioni convincenti». Che, come per gli altri, saranno valutate dai Municipi, poi dai Consigli comunali e, infine, dalla popolazione, che si esprimerebbe in una votazione consultiva. In conclusione appunto, Mergoscia, privo di Municipio e in mano al gerente Daniele Mazzali, impegnato nel garantire «continuità amministrativa e un dialogo costante con il nostro vicino, così da affrontare con lucidità ogni opzione». Opzione che, giocoforza, fa rima con aggregazione e rappresenta un destino ormai segnato.




