Tra Tenero e Minusio c'è intesa: «Avanti con l'aggregazione»

Tra i Comuni di Tenero-Contra e Minusio è scattata l’intesa: ieri, giovedì, è infatti arrivato l’annuncio di voler procedere con l’inoltro di un’istanza di aggregazione. «È questione di mesi, forse già entro l’anno», confermano all’unisono i due sindaci Graziano Crugnola e Renato Mondada. «Un obiettivo ambizioso e coraggioso per la nostra regione», ribadisce il primo. «Potrebbe portare a un polo più forte a livello cantonale», sottolinea il secondo. Fermo restando che la fase è ancora quella delle intenzioni. L’introduzione effettiva avverrebbe solo dopo una consultazione popolare, cosa che potrebbe accadere soltanto nella prossima legislatura. Si sta parlando, quindi, del 2032. In ogni caso, gli sforzi della sezione Enti locali - che aveva rilanciato il tema tramite un laboratorio con oltre 170 rappresentanti del comprensorio in due giornate al Palexpo (ex Fevi) in primavera - stanno dando i loro primi frutti.

Tutto fermo sul fronte Urbano
Sullo sfondo, poco oltre, c’è un altro «matrimonio» (Gordola con Lavertezzo), questa volta portato avanti in maniera indipendente dalla «spinta» di Bellinzona. Mentre, sul versante opposto, quello del polo (Locarno, Losone, Orselina e Brione sopra Minusio), i tempi non sono ancora maturi: il gruppo, battezzato «Urbano» ha deciso di «prendersi ulteriore tempo per approfondire i possibili passi successivi», come riporta il comunicato diramato ieri dal Dipartimento delle istituzioni. Tornando alla futura, prospettata realtà - che dovrebbe contare 11 mila abitanti, contro gli attuali 17 della Città -, occorre ricordare l’accorpamento di Mergoscia - località ormai priva di un Esecutivo e amministrata da un esterno -, la cui notevole estensione dovrebbe poi essere inclusa nel confine unico (dalla Rivapiana alla Verzasca, attorno al Lago Maggiore).
Le sfide di Mergoscia
Siccome qui il debito pro capite è il triplo che negli altri due, l’impegno sotto il profilo finanziario è notevole: «È necessaria una riflessione seria. Nessuno vuole abbandonarlo in queste condizioni, ma occorre evitare di pregiudicare l’avveniristica prospettiva al momento del voto», osserva Mondada.
Gli fa eco Crugnola: «Se il peso economico fosse troppo grande, le possibilità che l’unione sia approvata diminuirebbero. Ci confronteremo con il Cantone e vedremo quali soluzioni può proporre».
Per quanto riguarda il nome della nuova realtà (magari «Navegna»? Chissà...), è ancora troppo presto per discuterne. D’altronde, come riporta la nota di Palazzo delle Orsoline, le posizioni sono emerse nel corso di un incontro avvenuto appena l’altroieri, mercoledì 2 settembre, con i rappresentanti dei sette Comuni coinvolti nei due citati gruppi, detti anche «scenari».
Un percorso naturale
Su una cosa, tuttavia, c’è certezza: entrambi i Municipi dei «promessi sposi» hanno ritenuto più naturale, alla luce dei servizi condivisi e delle collaborazioni già attive, intraprendere il percorso che li porterebbe a formare un importante «concorrente», almeno sul piano dei progetti politici e della predominanza regionale, nei confronti del capoluogo. All’inizio, Minusio era ancora divisa tra le due possibilità. «Abbiamo chiesto un riscontro ai gruppi politici - aggiunge ancora Mondada -, perché non avrebbe senso andare alle urne con tutti i partiti contrari. E così, crediamo che questo progetto possa avere qualche chance».
«Un’entità con un territorio tanto esteso e con questi numeri sul fronte della popolazione sarebbe rilevante. Ma la vedo come complementare, e non competitiva, rispetto alla Città di Locarno», conclude Crugnola.
In linea con il Consiglio di Stato
Dal canto suo, il direttore delle Istituzioni, Norman Gobbi, accoglie positivamente la notizia: «È in linea con l’auspicio del Consiglio di Stato, che vuole un Locarnese coeso e preparato ad affrontare le sfide future», si legge nel documento citato. Che prosegue precisando come la regione disponga «di importanti qualità e potenzialità, ma debba rafforzare la propria capacità di pianificazione e di sviluppo, così da mantenere il passo con gli altri poli urbani del Cantone».
Lo evidenzia pure il capo della Sezione degli enti locali, Marzio Della Santa: «Intendiamo accompagnare le iniziative che nascono dal territorio e, dove necessario, creare le condizioni per un confronto democratico che permetta ai Comuni di compiere scelte consapevoli e responsabili, nel pieno rispetto della loro autonomia».





