Lugano

Aggressione al Ciani, chiesta la proroga della carcerazione preventiva

Lo ha chiesto la procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, titolare dell’inchiesta nei confronti dei quattro indagati per tentato omicidio – Il Municipio ha fatto il punto su sicurezza ed episodi di «bivacco notturno»
© CdT/Gabriele Putzu
Nico Nonella
26.09.2026 06:00

Dovranno con ogni probabilità restare in carcere alla Farera le quattro persone indagate per la brutale aggressione avvenuta lo scorso 9 luglio al parco Ciani di Lugano. Dopo che la carcerazione preventiva era stata confermata dal giudice dei provvedimenti coercitivi, avvicinandosi la scadenza del termine la procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, titolare dell’incarto, ha chiesto una proroga della misura restrittiva della libertà nei confronti dei (presunti) aggressori: un 36.enne cittadino iraniano, un 35.enne cittadino etiope e un 33.enne cittadino albanese, tutti senza fissa dimora, nonché un 46.enne cittadino italiano domiciliato nel Mendrisiotto. Le ipotesi di reato nei loro confronti sono di tentato omicidio, subordinatamente lesioni gravi e lesioni semplici. La vittima dell’aggressione è un 32.enne kosovaro domiciliato nel Luganese, il quale era stato colpito al volto riportando delle fratture. Le indagini, intanto, proseguono. Le immagini del pestaggio, alla quale avevano assistito anche diversi passanti, erano state subito condivise sui social. E la stessa aggressione, essendo legata al consumo e allo spaccio di stupefacenti, ha riportato d’attualità sia il tema della stanza del consumo, sia quello della sicurezza al parco Ciani.

A fine agosto, rispondendo a un’interrogazione di Lukas Bernasconi (Lega), il Municipio aveva reso noto che tra gennaio e luglio 2026, la Polizia comunale era intervenuta 51 volte per vandalismi, liti, aggressioni, furti, segnalazioni di persone e questioni legate agli stupefacenti, a fronte dei 50 interventi registrati nello stesso periodo del 2025. A farla da padrone sono proprio gli episodi violenti e l’Esecutivo aveva annunciato una maggiore presenza di pattuglie all’interno del parco.

Nel rispondere a un altro atto politico sempre della Lega, il Municipio si è espresso anche sul tema dei bivacchi notturni. Ebbene, durante le 458 ronde di controllo tra gennaio e agosto, in 4 occasioni la Polizia comunale si è imbattuta nella presenza di persone che bivaccavano all’interno del parco. Tra il 14 luglio e il 18 agosto, sono stati effettuati quattro interventi nella zona della darsena, nel corso dei quali sono state controllate otto persone. Di questi quattro interventi, uno ha riguardato una situazione verificatasi durante l’orario di chiusura del Ciani, tra le 3.25 e le 4. Gli altri episodi sono invece stati constatati durante i normali orari di apertura. Gli accertamenti hanno portato al controllo di sette cittadini stranieri successivamente allontanati dall’area; due di essi sono stati fermati e trattati dalla Polizia cantonale. Si tratta di episodi «circoscritti», con la PolCom che, come detto, ha rafforzato la sua presenza.

La movida che preoccupa

Rimanendo in tema di sicurezza, ci spostiamo di poche centinaia di metri, al Quartiere Maghetti. Lo scorso maggio, dopo una serie di episodi di violenza, in particolare legati alla movida, e di atti di vandalismo e danneggiamenti, la Polizia della Città di Lugano aveva avviato un sondaggio tra commercianti, esercenti e residenti del quartiere, confrontati con questi problemi al pari della Pensilina, di via Cantonale e di corso Pestalozzi.

Tra i quesiti posti, se si sentono sicuri, se si sono trovati confrontati con episodi violenti, di spaccio o con furti e danneggiamenti e che cosa, secondo loro, si potrebbe fare per aumentare la sicurezza. Insomma, gli obiettivi erano quelli di capire come eventualmente intervenire e di raccogliere informazioni sulla percezione della sicurezza, sugli episodi problematici osservati nel quartiere e sul loro eventuale impatto sulle attività commerciali. Le risposte in forma anonima pervenute dalle sei pagine del sondaggio sono state elaborate sotto forma di una statistica che dovrebbe contribuire a comprendere meglio la situazione e valutare eventuali margini di miglioramento.

Ebbene, il sondaggio ha sostanzialmente ribadito quanto già emerso negli scorsi mesi. In generale, il quartiere si sente sicuro, ma questa percezione cambia totalmente in occasione delle serate della movida, soprattutto a causa di schiamazzi ed episodi fuori controllo. Durante il giorno, la problematica è piuttosto legata ad alcuni ragazzi che sostano davanti a un’attività con atteggiamenti molesti.

Sulla base di questi risultati, conferma al Corriere del Ticino la capodicastero Sicurezza di Lugano, Karin Valenzano Rossi, il prossimo passo sarà quello di incontrare l’amministrazione del quartiere per capire quali misure possono essere messe in atto anche dai privati stessi.

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