Più pattuglie al parco Ciani e si apre alla stanza del consumo

Tra gennaio e luglio 2026, la Polizia della Città di Lugano è intervenuta 51 volte all’interno del Parco Ciani per vandalismi, liti, aggressioni, furti, segnalazioni di persone e questioni legate agli stupefacenti, a fronte dei 50 interventi registrati nello stesso periodo del 2025.A farla da padrone sono proprio gli episodi violenti: l’incremento maggiore riguarda infatti gli interventi per discussioni o liti (passati da 10 a 18) così come di alcuni gravi episodi, quali due casi di lite/aggressione e una rapina consumata, assenti nel corrispondente periodo del 2025. Stabili invece gli interventi legati alle segnalazioni di stupefacenti. In estrema sintesi è questo il bilancio dell’operato della Polizia comunale di Lugano all’interno del Parco Ciani, tornato negli scorsi mesi agli onori delle cronache per il brutale pestaggio, avvenuto il 9 luglio scorso e legato al mondo della droga, che ha visto l’arresto di quattro persone con l’accusa principale di tentato omicidio. Un episodio grave, finito al centro anche di un’interrogazione di Lukas Bernasconi (Lega).
E proprio nel rispondere all’atto politico, il Municipio ha confermato che «a seguito degli eventi segnalati nel corso dell’ultimo periodo, la Polizia della Città di Lugano ha disposto un rafforzamento dei controlli di carattere repressivo nelle zone interessate, garantendo nel contempo una maggiore presenza di pattuglie all’interno del parco Ciani, con l’obiettivo di incrementare la percezione di sicurezza, prevenire ulteriori episodi e assicurare una pronta capacità di intervento». In particolare, «nelle fasce orarie ritenute maggiormente sensibili – ossia nelle ore serali, durante i fine settimana e in occasione di eventi che comportano una maggiore affluenza di persone – vengono predisposti appositi servizi e rafforzata la presenza di pattuglie di Polizia».
Oltre al rafforzamento dei controlli e della presenza sul territorio, «si aggiunge la presenza di sistemi di videosorveglianza all’interno del parco, i quali svolgono una duplice funzione: da un lato, rappresentano un importante elemento preventivo e dissuasivo rispetto a comportamenti illeciti o molesti; dall’altro, possono fornire un utile supporto all’attività investigativa e repressiva, consentendo, nel rispetto delle disposizioni di legge in materia di protezione dei dati, di documentare eventuali episodi e di agevolare l’identificazione dei responsabili». Il Municipio «intende mantenere questo approccio, valutando costantemente la situazione e adeguando, se necessario, le modalità e l’intensità dei controlli di polizia in funzione dell’evoluzione del fenomeno».
Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla collaborazione tra la Polizia comunale, la Cantonale e i servizi di sicurezza privati coinvolti, affinché eventuali situazioni di particolare gravità possano essere tempestivamente gestite». Proprio giovedì, il tema della sicurezza era all’ordine del giorno della seduta di Municipio, durante la quale è stata ribadita l’intenzione di organizzare un incontro con la Polizia cantonale.
L’esempio di Coira e San Gallo
Parallelamente agli interventi di tipo preventivo o repressivo, la Città conferma di voler approfondire l’ipotesi di creare una «stanza del consumo» sulla falsariga di quanto già fatto nelle altre grandi città della Svizzera e, recentemente, anche da realtà più piccole come Coira e San Gallo. «Questo strumento permetterebbe di differenziare meglio la presa a carico delle persone fragili e l’intervento di ordine pubblico rispetto a chi orbita nel mondo della criminalità, favorendo nel contempo un contenimento/riduzione della scena aperta e delle dinamiche violente ad essa correlata». L’obiettivo del Municipio è quello di «preservare la funzione del Parco Ciani quale spazio pubblico di incontro, svago e socialità, senza limitarne eccessivamente l’accessibilità alla popolazione».
«Sono sempre convinta di questa idea. La stanza del consumo è un importante strumento per il contenimento del danno. Non risolve il problema della droga, ma aiuta a contrastare il fenomeno dei tossicodipendenti e degli spacciatori che arrivano da fuori città e a ridurre l’aggressività», osserva al Corriere del Ticino la capodicastero Sicurezza, Karin Valenzano Rossi, la quale ha recentemente ha riportato all’attenzione della politica la necessità di realizzare una simile struttura anche in riva al Ceresio.




