Arresto confermato e sullo sfondo una possibile lite per droga

Due gravi accoltellamenti nel giro di una settimana. Da un paio di anni, la città di Lugano sta conoscendo episodi di violenza che inquietano e interrogano la popolazione e la politica. L’ultimo fatto di sangue è avvenuto sabato alle due di notte in via Pelli. Un diciannovenne afghano residente nella regione è stato accoltellato da un ventenne cittadino italiano residente in Italia, riportando ferite di una gravità tale da metterne in pericolo la vita. Nel frattempo, le sue condizioni, pur restando gravi, mostrano segni di miglioramento. E intanto iniziano a delinearsi i contorni del fatto di sangue. Stando a informazioni raccolte dal Corriere del Ticino, l’alterco potrebbe essere scoppiato dopo una serata in discoteca per motivi di droga (una lite su una vendita di hascisc). Spetterà in ogni caso all’inchiesta condotta dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri far luce sulle cause che hanno portato alla brutale aggressione. In queste ore, il giudice dei provvedimenti coercitivi ha confermato la carcerazione preventiva per tre mesi, come chiesto da Ruggeri, del ventenne italiano, il quale è accusato di tentato omicidio, subordinatamente lesioni gravi e infrazione alla legge sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni.
Ci sono novità anche in relazione al fatto di sangue della settimana scorsa a Molino Nuovo. Sempre stando a informazioni del CdT, il ventenne cittadino italiano residente nel Luganese che la mattina di sabato scorso ha accoltellato un ventiquattrenne iracheno sull’uscio di un palazzo in via Pelloni fin dal primo interrogatorio ha ammesso i fatti e si è detto pentito per quanto commesso. Sullo sfondo del fatto di sangue avvenuto alle 4 di mattina ci sono motivi di gelosia da parte del ventenne nei confronti di una ragazza. La vittima, conferma il Ministero pubblico, è fortunatamente fuori pericolo, mentre il suo aggressore, arrestato nelle ore successive i fatti, si trova attualmente in regime di carcere preventivo almeno per le prossime sei settimane. Le principali ipotesi di reato nei suoi confronti sono di tentato assassinio, subordinatamente tentato omicidio intenzionale e infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti. L’inchiesta, coordinata dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas, prosegue al fine di delineare le responsabilità e la dinamica dei fatti.
I due episodi non risultano pertanto legati tra loro. A questi, domenica mattina, si è aggiunta una lite scoppiata alle prime luci dell’alba in piazza Cioccaro, dove un ventenne cittadino svizzero residente nel Mendrisiotto è stato colpito alla mano da una bottiglia da una trentaquattrenne cittadina kosovara del Bellinzonese, rimediando una ferita che ha necessitato il suo trasporto in ospedale. La donna è indagata per lesioni semplici qualificate.




