Atti sessuali con fanciulli, altri due mesi di prigione per il poliziotto

Carcere preventivo prorogato fino al prossimo 7 dicembre per l'agente di un Corpo di Polizia comunale del Locarnese, nel frattempo licenziato, accusato di atti sessuali con fanciulli. Così ha deciso il Giudice dei provvedimenti coercitivi, accogliendo parzialmente la richiesta avanzata dal procuratore pubblico Luca Losa. Il titolare dell'inchiesta aveva infatti postulato che l'ormai ex poliziotto rimanesse dietro le sbarre in attesa di giudizio per altri tre mesi. L'uomo, sulla quarantina, era stato arrestato lo scorso 22 luglio perché sospettato di aver rivolto le sue improprie attenzioni a danno di almeno un ragazzino che all’epoca dei fatti aveva meno di 16 anni. La misura privativa della libertà, inizialmente fissata in sei settimane, era già stata prolungata una volta dal giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC), che l’aveva fissata fino al 7 ottobre. Ora è giunta dunque un'ulteriore proroga della durata di due mesi.
Le indagini proseguono
Il procedimento penale nei confronti dell'ex poliziotto, patrocinato dall'avvocato Marco Masoni, era scattato a seguito di un altro episodio del quale si sarebbe reso protagonista l’uomo: un maltrattamento ai danni del figlioletto del quale si sarebbe accorto il personale sanitario che aveva preso in cura il minore. Da qui la segnalazione alle autorità che ha fatto partire gli accertamenti per appurare l’origine dei traumi riportati dal minore. Sarebbe stata in particolare l’analisi dei file custoditi nel telefono cellulare dell’agente a portare al suo arresto con l’accusa di atti sessuali con fanciulli. I fatti sui quali si sta indagando sarebbero avvenuti 5 o 6 anni fa. Molto più indietro nel tempo si situerebbero invece altri episodi analoghi dei quali l’uomo si sarebbe reso colpevole, sempre ai danni di fanciulli. Risalirebbero infatti a quando era molto giovane e non indossava ancora la divisa di poliziotto. Le indagini proseguono per chiarire le responsabilità dell'uomo.
