Agente accusato di atti sessuali, chiesti altri tre mesi di prigione

Altri tre mesi di carcerazione preventiva. Li ha chiesti il procuratore pubblico Luca Losa nei confronti dell’agente di un Corpo di Polizia comunale del Locarnese, nel frattempo licenziato, accusato di atti sessuali con fanciulli. Il poliziotto era stato arrestato lo scorso 22 luglio perché sospettato di aver rivolto le sue improprie attenzioni a danno di almeno un ragazzino che all’epoca dei fatti aveva meno di 16 anni.
La misura privativa della libertà, inizialmente fissata in sei settimane, è già stata prolungata una volta dal giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC), che l’ha fissata fino a martedì prossimo, 7 ottobre. In vista di questa scadenza, il titolare dell’inchiesta ha dunque deciso di chiedere un’ulteriore proroga anche sulla scorta delle prime risultanze della perizia psichiatrica alla quale è stato sottoposto l’uomo sulla quarantina. Ora spetta al GPC esprimersi sull’istanza inoltrata ieri dal procuratore pubblico Losa, tenuto conto anche delle eventuali osservazioni dell’indagato, patrocinato dall’avvocato Marco Masoni.
Si indaga su più episodi
Il procedimento penale nei confronti dell’uomo era scattato a seguito di un altro episodio del quale si sarebbe reso protagonista l’uomo: un maltrattamento ai danni del figlioletto del quale si sarebbe accorto il personale sanitario che aveva preso in cura il minore. Da qui la segnalazione alle autorità che ha fatto partire gli accertamenti per appurare l’origine dei traumi riportati dal minore. Sarebbe stata in particolare l’analisi dei file custoditi nel telefono cellulare dell’agente a portare al suo arresto con l’accusa di atti sessuali con fanciulli.
I fatti sui quali si sta indagando sarebbero avvenuti 5 o 6 anni fa. Molto più indietro nel tempo si situerebbero invece altri episodi analoghi dei quali l’uomo si sarebbe reso colpevole, sempre ai danni di fanciulli. Risalirebbero infatti a quando era molto giovane e non indossava ancora la divisa di poliziotto.






