«Bellinzona città dinamica»: ecco che cosa attira le aziende

Bellinzona vuol essere città di imprenditori. Dai giorni dell'aggregazione - ne avevamo già parlato qualche mese fa - è aumentato, di anno in anno, il numero di attività economiche che hanno preso casa nella capitale. Il picco di incremento annuo era stato registrato nel 2021 (+124), quando la Turrita aveva contato ben 346 nuove attività, avviate o trasferite, a fronte di 222 cessazioni o partenze. I numeri del 2025, ora lo possiamo dire, confermano la tendenza: 265 le attività economiche entrate nel registro cittadino, contro le sole 150 partenze (+115). Come interpretare questi numeri? Ne abbiamo parlato con Francesca Boggio Mesnil, da un anno alla testa del Servizio sviluppo economico della Città.
Un approccio diverso
Chi arriva, chi va, chi resta. Sono informazioni importanti da tenere d’occhio per la Città. Non solo in campo demografico, ma anche e soprattutto economico. Qual è il profilo delle imprese bellinzonesi? «Quando sono entrata in carica mi sono posta l’obiettivo di rispondere a questa domanda», ci spiega Boggio Mesnil. «Per quale motivo si trovano a Bellinzona? Che cosa le ha interessate e che cosa possiamo offrire noi, per essere ancora più attrattivi?». Nel 2025, ci spiega la responsabile Servizio sviluppo economico, sono state 265 le attività economiche approdate alla Turrita. Ma i numeri, come dicevamo, non bastano per avere una visione d’insieme. «Abbiamo deciso di introdurre un nuovo approccio. A tutte abbiamo inviato una lettera di benvenuto e un questionario». Quarantotto di queste attività hanno risposto: «Una percentuale in linea con iniziative di questo tipo: siamo soddisfatti».
Interessi e percentuali
Il sondaggio, i cui risultati sono stati condivisi con il Corriere del Ticino, è costruito attorno a domande con possibilità di risposta multipla. Fra i quesiti posti alle nuove imprese, spicca quella delle ragioni che hanno portato all’apertura: «Perché ha scelto Bellinzona per la sua attività?». I risultati mostrano che quasi la metà dei partecipanti (23) ha posto la propria crocetta alla casella «È ben posizionata». Un dato, questo, particolarmente interessante secondo Boggio Mesnil: «Per la Città rappresenta un’importante conferma del fatto che Bellinzona stia beneficiando molto dei collegamenti creati con AlpTransit». Ma i risultati mostrano anche che la Turrita è terreno fertile per attività economiche create da chi, qui, c’è nato. La seconda risposta più gettonata è stata infatti «È la mia città natale». Il profilo delle nuove aziende avviate a Bellinzona, ci spiega la responsabile del Servizio sviluppo economico, è prevalentemente quello di piccole attività commerciali o ditte individuali. «Spesso si tratta di prime o nuove imprese», create da bellinzonesi.
Fra le altre domande del sondaggio, quella sull’interesse a mantenere i contatti con la Città. Qui, ben il 48% delle attività ha espresso il desiderio di essere informate in futuro in merito alle attività organizzate dal Comune, mentre il 44% si è detta interessata a partecipare ad eventi cittadini che diano visibilità alle attività economiche. Dati, questi, che danno un’idea sull’apertura a eventuali sponsorizzazioni di eventi. «Di fronte a questi risultati incoraggianti», spiega Boggio Mesnil, «abbiamo deciso di organizzare incontri conoscitivi del Servizio sviluppo economico con le imprese. Ma prevediamo anche di organizzare una data nei prossimi mesi – probabilmente fine maggio – per un appuntamento che ospiterà le nuove aziende a Palazzo Civico: un evento con le autorità che darà la possibilità di incontrare anche le associazioni di categoria». Fra le iniziative in corso, poi, vi è il miglioramento dei canali a disposizione per comunicare ed essere aggiornati su quanto fa la Città dalla newsletter alle piattaforme digitali.
Questione di dinamicità
Se a livello demografico l’«economicità» degli spazi abitativi turriti gioca spesso un ruolo importante, a livello imprenditoriale i costi sembrano non avere inciso particolarmente nella scelta della posizione. Solo due aziende hanno scelto Bellinzona perché «meno cara di altre città». Delle 48 aziende partecipanti, 11 hanno scelto Bellinzona perché città «dinamica e in crescita». Si tratta, spiega Boggio Mesnil, «di un dato particolarmente incoraggiante nell’atmosfera di critiche che circonda la chiusura di negozi in viale Stazione a Bellinzona. I commerci del centro storico sono una categoria importante e non sottovalutiamo i problemi delle chiusure ma se guardiamo la situazione generale, i dati mostrano un saldo netto positivo anche nella categoria commerci (39 partenze o chiusure al fronte di 81 arrivi o nuove costituzioni). Negli ultimi sei anni, il numero di attività economiche a Bellinzona è di fatto cresciuto quasi del 13%, passando da 3.777 a 4.264 trainato principalmente dai servizi».
