Il caso

Bellinzona e quel rosso (più) sfumato

Il consuntivo 2025 si chiude con un disavanzo di 2,7 milioni - Un risultato migliore rispetto a quello stimato a preventivo (-13,4 milioni) - Ma all'orizzonte si prospettano altri nuvoloni
© CdT/Chiara Zocchetti
Alan Del Don
30.04.2026 11:13

Si è passati da Van Gogh a Renoir e Monet. Da un rosso acceso ad una tonalità più delicata. Sfumata. Tenue. L’atmosfera, a Bellinzona, è un po’ meno malinconica. Il consuntivo 2025 fa ben sperare per una fine di legislatura non più segnata da finanze quantomai ballerine. I conti dell’anno scorso si sono chiusi con un disavanzo pari a 2,7 milioni di franchi. Nettamente meglio rispetto a quanto preconizzato a preventivo (come abbiamo riferito sull'edizione odierna del CdT), ovvero quel -13,4 milioni che aveva preoccupato tutte le forze politiche.

Sorrisi, ma non troppi

«Il risultato è sicuramente rallegrante rispetto alle cupe previsioni e consente di mantenere un capitale proprio superiore alla soglia dei 60 milioni (il piano finanziario presentato con il preventivo 2024, indicava in previsione un capitale proprio inferiore a 40 milioni alla fine del 2025). Diversi sono i fattori che hanno concorso a questo miglioramento: tra essi transitori passivi e attivi, ma anche, va sottolineato, un sensibile contenimento delle spese e, certamente, ricavi superiori alle aspettative, compreso il gettito fiscale. Si segnala in particolare l’evoluzione positiva delle spese per il personale dove gli aumenti, quando ve ne sono stati, sono riconducibili a situazioni vincolate riferibili principalmente a Case anziani e Centro Somen», puntualizza il Municipio.

Tempi difficili

E portato a richieste, dicevamo prima, che - lette ora, a bocce ferme - potevano sembrare assai contraddittorie: dall’auspicio di un contenimento della spesa più deciso al rafforzamento del promovimento economico con la speranza di attirare nuovi cittadini ed aziende (e così, di riflesso, aumentare il gettito fiscale). Attenzione: a Palazzo Civico non è spuntato magicamente un tesoretto, sia chiaro. Ma si può ora guardare con maggiore serenità ai tempi - che rimangono difficili, con il sempre costante e continuo ribaltamento di oneri da parte del Cantone - che si profilano all’orizzonte.

È solo la terza volta

Dall’aggregazione è solamente il terzo consuntivo che si chiude con il segno «-» davanti. Era successo nel 2020 (6,95 milioni, maledetta pandemia da coronavirus...) e nel 2024 (1,9 milioni). Quello dell’anno scorso - l’avete intuito - a livello meramente numerico si situa nel mezzo. 

«Il risultato è sicuramente rallegrante rispetto alle previsioni e consente di mantenere un capitale proprio superiore alla soglia dei 60 milioni. Nonostante un quadro generale ancora comunque difficile, la Città ha proseguito con gli investimenti - ne sono stati effettuati per 25 milioni netti - sullo sfondo di un’ulteriore progressione demografica e, in termini generali, di un Comune che ha oramai raggiunto la propria velocità di crociera con il progressivo consolidamento delle strutture», osserva il Municipio. Il miglioramento di ben 10,7 milioni è dovuto, principalmente, alla revisione della spesa iniziata più di un lustro fa e a maggiori ricavi (gettito fiscale). 

Sotto la lente

Le spese sono state pari a 235,8 milioni (- 1 milione rispetto al preventivo) a fronte di ricavi per 233,1 milioni (+ 9,7 milioni). I principali investimenti (equivalenti all’88% del totale) hanno riguardato gli stabili amministrativi e scolastici (12,4 milioni, in primis le nuove Elementari di Sementina inaugurate quattro mesi or sono dopo un iter laborioso), le strade (3,1), i contributi al Piano dei trasporti ed al Programma d’agglomerato del Bellinzonese (2,6), le canalizzazioni (1,7), lo sviluppo economico (1,4) ed il verde urbano (1,1 milioni di franchi). 

Ma quelle iniziative...

A conti fatti l’Esecutivo parla di una situazione finanziaria «complessivamente equilibrata». Purtroppo, però, precisa subito il consesso guidato dal sindaco Mario Branda, «questa evoluzione tutto sommato positiva si scontra con le politiche condotte sul piano cantonale che risucchiano una parte non indifferente delle risorse e che, solo per il biennio 2024-2025, comportano maggiori oneri o minori entrate per complessivi 7,2 milioni annui. Una tendenza che, malauguratamente, non risulterà diversa per il prossimo futuro e che, anzi, con ogni probabilità si accentuerà ancora in conseguenza dell’implementazione delle due iniziative sull’incidenza dei premi di cassa malati» approvate dai ticinesi il 28 settembre 2025 (quella leghista e quella socialista) approvate dai ticinesi il 28 settembre 2025.

E che porteranno quasi inevitabilmente all’aumento del moltiplicatore d’imposta, stabile al 93% dal 2018. Di quanti punti percentuali? Difficile dirlo ora. Ipotizziamo almeno 4-5. Poi occorre inoltre capire se si differenzierà o meno fra persone fisiche e giuridiche.

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