Bioggio, Lugano o altro? Nell’attesa servono i cerotti

«Il futuro di Palazzo di Giustizia a Lugano e delle autorità che vi lavorano resta una grande incognita nonostante sia da tutti ammessa l’urgenza di trovare una nuova sistemazione e nonostante il fatto che il preposto gruppo di lavoro avesse individuato serie soluzioni già lo scorso settembre». Non nasconde la sua delusione il Consiglio della Magistratura, nel suo rapporto 2025, sulla situazione logistica del Terzo potere dello Stato. Anche perché nell’attesa di una soluzione – sfumato alle urne l’acquisto dello stabile EFG («operazione che avrebbe consentito di risolvere in modo unitario e in tempi ragionevoli le principali criticità logistiche») e alla luce del cosiddetto «arrocchino» in Governo – saranno necessari nuovi «cerotti» a una struttura che accusa eccome il peso degli anni.
Trattative in corso
Come noto, il nuovo responsabile politico della Giustizia, il consigliere di Stato Claudio Zali, ha messo nel cassetto la riorganizzazione del 2024 – basata su quattro blocchi e su una grida pubblica per la ricerca di spazi, che aveva portato a tre possibili soluzioni – portata avanti dal collega Norman Gobbi dopo la bocciatura popolare al credito per l’acquisto del palazzo EFG in viale Franscini e ha proposto una nuova visione.
Sul terreno dell’ex PTT di Viganello traslocheranno i giudici penali e civili per tutta la durata dei lavori di ristrutturazione del Palazzo di Giustizia, i quali prevedono anche la demolizione del lato a «L» tra via Bossi e via Pretorio e una nuova edificazione. Dopodiché, i giudici torneranno in via Pretorio e Viganello ospiterà una parte dell’Amministrazione cantonale. Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale si trasferiranno invece a Bioggio, nel comparto di Cavezzolo. Come spiegato lo scorso febbraio su queste colonne dallo stesso Zali, si tratta di una zona strategica, a ridosso della fermata del tram-treno di Cavezzolo: da lì al centro ci vorranno 5 minuti in tram. La Giustizia – aveva detto il consigliere di Stato – ha problemi di spazi e vogliamo poter costruire anche con una visione strategica, in modo da garantirci una riserva (il Ministero pubblico, per esempio, nei prossimi mesi verrà rinforzato con un procuratore pubblico, e quattro sostituti procuratori, ndr)».
Se per il terreno malcantonese le trattative con il Municipio sembrano indirizzate sul binario giusto (ne avevamo riferito lo scorso 14 marzo), altrettanto non si può dire per quello luganese. Tra domanda e offerta «ballano» 35-40 milioni di franchi e prossimamente la Città incontrerà il Consiglio di Stato per capire se possono esserci margini per un accordo. In caso di «piano B», come confermato qualche settimana fa dallo stesso Zali al Corriere del Ticino, «tutte le soluzioni considerate si trovano nel Luganese».
Un messaggio «in primavera»
Quel che è certo è che per arrivare alla tanto attesa fumata bianca ci vorrà ancora un po’ di tempo. «Qualunque sia la soluzione che verrà adottata – scrive il Consiglio della Magistratura –, appare ormai evidente che i tempi per dotare la Giustizia di una nuova sede adeguata – destinata al Tribunale d’appello, alle Preture, al Ministero pubblico e all’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi – saranno ancora lunghi. Nel frattempo, si renderanno inevitabili ulteriori e onerosi interventi sugli edifici attuali, sia per garantirne la sicurezza, sia per consentire l’attuazione del progetto Justitia 4.0».
Per quanto riguarda le tempistiche, durante il dibattito sul Preventivo 2026 del Cantone, rispondendo alle domande dei deputati in merito alle riforme nel settore della Giustizia ticinese, Zali aveva fatto sapere in maniera telegrafica che «a primavera» porterà il relativo messaggio in Consiglio di Stato.
Sottoterra
Lapidario, nella sua annotazione in coda al rendiconto del Ministero pubblico, è anche il procuratore generale Andrea Pagani: «Le criticità logistiche del Palazzo di giustizia di Lugano sono note e non vengono ulteriormente commentate».
Emerge in ogni caso una novità in relazione agli interventi a Palazzo di Giustizia: nel suo commento, il procuratore generale segnala che «grazie all’intervento della Sezione della logistica e al coordinamento del Segretario generale del Ministero pubblico, sono stati ricavati quattro nuovi uffici al piano -1» dello stabile in via Pretorio, «destinati ai futuri procuratori pubblici sostituti, che potranno così operare tutti a Lugano sotto la supervisione di un procuratore pubblico capo» (stando a quanto appurato dal CdT, l’incarico dovrebbe spettare a Pablo Fäh).
Certo, non parliamo del sottoscala dell’ufficio sinistri del mitico ragionier Fantozzi, ma è un dato di fatto che quella individuata è una soluzione di emergenza. Occorre fare di necessità virtù.



