Lugano

Campo Marzio Nord: ecco che cosa si può costruire

Il Municipio ha approvato e inviato al Cantone la variante di Piano regolatore per il nuovo Polo congressuale – È prevista la creazione di un’ampia area verde pari al 35% dell’intero comparto, oltra a un centro in grado di ospitare fino a tre eventi in contemporanea
© CdT/Gabriele Putzu
Nico Nonella
18.03.2026 21:31

Si avvicina la partita decisiva, quella politica, per il futuro Polo congressuale di Lugano. Prima di arrivare alla decisiva discussione in Consiglio comunale, idealmente tra un anno, era necessario compiere un passo decisivo: finalizzare il concetto di base, il masterplan, in una base pianificatoria. Cosa che il Municipio ha fatto mercoledì, quando ha approvato la variante di Piano regolatore per il comparto Campo Marzio Nord da inviare al Dipartimento del territorio per un preavviso.

Mesi di discussioni

Quello appena compiuto dall’Esecutivo luganese è un passo importante. Uno sviluppo atteso da tempo che segue mesi di acceso dibattito politico. Dapprima sulla scorta delle posizioni della politica cittadina, espresse dopo l’interpartitica del febbraio 2025 dalla quale era in sostanza arrivato l’invito a «tirare il freno» e «prendere fiato», valutando anche delle alternative, e qualche mese più tardi, lo scorso settembre, dopo la proposta del presidente del PLR di Lugano Paolo Morel, di realizzare un grande comparto verde. La Città, alla fine, ha deciso di tirare dritto e seguire la via tracciata con il masterplan, presentato nell’estate 2023. Masterplan che non è stato stravolto ma che contiene comunque qualche modifica sulla base delle osservazioni pervenute dai partiti.

Informazione e partecipazione

E adesso? La palla, come detto, è ora nel campo del Cantone e in caso di preavviso favorevole, seguirà un periodo di informazione partecipazione aperto a tutta la popolazione, che potrà così esprimersi. Raccolte le varie osservazioni, l’Esecutivo sottoporrà al Legislativo la variante pianificatoria definitiva. Le tempistiche: circa un anno. Approvato il Piano regolatore, il Municipio potrà poi sottoporgli il contratto di partenariato pubblico privato (e dunque quanto i privati stessi potranno costruire), sulla scorta di quanto già fatto per il Polo sportivo e degli eventi.

Un po’ di cifre

Ma che cosa prevederà, in sintesi, il nuovo polo al Campo Marzio Per prima cosa ci sarà – ovviamente – un centro congressuale in grado di ospitare fino a 1.300 persone (inizialmente si parlava di 1.500 persone, ma grazie a una costruzione modulare vi si potranno svolgere fino a tre eventi in contemporanea), situato a ovest del comparto. Segue un ampio parco pubblico: il 35% della superficie totale del Campo Marzio Nord (parliamo di 30-40 mila metri quadrati) è infatti destinato a un’area verde. Il parco prenderà il posto degli attuali posteggi in superficie, i quali verranno sostituiti da un autosilo interrato da 300 stalli. Ci sarà poi un albergo («qualche anno fa era stato messo in discussione, ora ne è stata riconosciuta la necessità alla luce della carenza di offerta», rileva il vicesindaco e capodicastero Eventi Roberto Badaracco) e a est, verso Cassarate, la zona residenziale con abitazioni con quota massima (SUL) del 50%, di cui i due terzi devono essere residenze primarie. Quanto alle altezze, parliamo di un comparto R7, quindi 22-25 metri con possibilità di arrivare a 30 metri. A sud-est ci sarà un piccolo spazio dove potrà potenzialmente essere edificata una torre di 60 metri. 

Esecutivo coeso

Grande soddisfazione è stata espressa da Badaracco: «Il Municipio sta procedendo coeso. È importante dare un futuro a questo comparto», rileva al Corriere del Ticino. D’altronde, sempre su queste colonne, lo scorso ottobre il vicesindaco aveva ribadito l’importanza di arrivare a discuterne in Consiglio comunale: «Questo è un treno che non possiamo perdere. La Città ha bisogno di un centro congressuale moderno. Altre città, anche in Ticino, si stanno già muovendo. Se la politica frena, il tutto andrà alle calende greche e questo è un rischio che Lugano non può correre».

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