Luganese

Coleottero giapponese, anche a Melano e Cadempino si vuole correre ai ripari

Non solo nel Mendrisiotto, le larve dell’insetto e le cornacchie hanno danneggiato anche alcuni campi dei centri sportivi della regione - Zocchetti: «Non possiamo usare prodotti più forti per la vicinanza dell’acquedotto» - Cantamessi: «Dovremo trovare una soluzione»
© CdT/Gabriele Putzu
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
14.09.2026 06:00

Correre ai ripari. Sembra questa l’unica soluzione anche nel Luganese, dopo il Mendrisiotto, per cercare di salvare i campi di calcio danneggiati perché presi d’assalto dal coleottero giapponese e dalle cornacchie che si nutrono delle larve dell’insetto. «Il tema, non lo neghiamo, è caldo anche a Cadempino – dice il sindaco del Comune, Tom Cantamessi, parlando del manto erboso dove giocano le varie squadre del Vedeggio, che oggi risulta impraticabile a causa della mancanza di erba e di buchi nel terreno in alcune zone del campo – il coleottero giapponese non ci ha risparmiati e visto che stiamo parlando di un campo che ha quasi 30 anni di vita, come Municipio stiamo decidendo quale strada intraprendere». Il fenomeno dei campi danneggiati dal coleottero giapponese si sta presentando con regolarità da qualche anno. E di rimedi, al momento, ve ne sono pochi: c’è chi combatte l’arrivo dei volatili con i tradizionali spaventapasseri e chi si affida al trattamento del terreno con i nematodi (un microrganismo capace di attaccare e uccidere le larve di popilia japonica).

Nel Luganese, in difficoltà sembra trovarsi anche il Comune di Val Mara. «Effettivamente – spiega il sindaco Jgor Zocchetti - i campi di calcio a Melano hanno subito alcuni danni riconducibili alla presenza della Popilia japonica e all’azione delle cornacchie che, cercando le larve nel terreno, hanno compromesso alcune porzioni del manto erboso». Proprio in questi giorni, annota il sindaco di Val Mara, sono stati effettuati interventi di sistemazione e, «secondo le ultime verifiche svolte dai responsabili della struttura, in particolare sul campo A, le condizioni attuali consentono lo svolgimento delle partite previste, salvo eventuali ulteriori danneggiamenti che potrebbero verificarsi nei prossimi giorni».

Questo per dire che a Melano, il terreno di gioco non è ancora in condizioni ottimali, ma è ritenuto idoneo per le partite. La situazione continua comunque a essere monitorata con attenzione e «verranno valutati eventuali ulteriori interventi qualora si rendessero necessari», specifica Zocchetti. Uno di questi riguarda la sistemazione delle zolle e la posa di dissuasori contro i corvi. Anche se… anche se «lo scorso mese – sottolinea Zocchetti - abbiamo effettuato delle misure per combattere le larve di Popilia iniettando i nematodi direttamente nel terreno ma non sono riusciti a combatterle. Non possiamo neanche usare prodotti più forti o invasivi perché i campi si trovano su un perimetro di protezione delle acque. Lì vicino troviamo l'acquedotto comunale». Proprio per questo, si fa presente, il Municipio è da un po’ di tempo che si sta chinando sul progetto di un nuovo centro sportivo per l'intera Val Mara. «Attualmente – specifica il sindaco - stiamo approfondendo gli aspetti tecnici e idrologici che di fatto stanno ritardando di molto la stesura del messaggio municipale».

Anche a Cadempino una delle strade valutate dall’Esecutivo, guidato da Tom Cantamessi, è quella di approdare in Consiglio comunale con un messaggio municipale, nel quale potranno comparire anche delle soluzioni, che si sperano definitive, come il passaggio a un terreno ibrido o in erba artificiale (sintetico).

A Comano si è anticipato

Sempre restando nel Luganese, a muoversi in tempo sembra essere stato il Comune di Comano, che già sul finire dell’anno scorso, ha deciso di mettere mano al suo campo di Tavesio, spendendo quasi mezzo milione di franchi per trasformarlo in un terreno ibrido. A propendere verso questa soluzione è stato anche il raggiungimento del «limite di vita»del manto erboso, che poteva essere utilizzato solo 12 ore a settimana.

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