CdT Forum

«Contro il traffico in centro città serve una visione politica chiara»

Molti gli spunti e le rilfessioni emersi dal dibattito promosso dal Gruppo del Corriere del Ticino sulla mobilità e sui grandi cantieri a Lugano – Per la capodicastero Spazi urbani, Karin Valenzano Rossi sarebbe interessante lanciare una consultazione popolare per sapere come muoversi in futuro
© CdT/Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
07.10.2026 23:10

Per cercare di risolvere il problema del traffico a Lugano, e in particolare nel suo centro cittadino, serve una visione politica chiara e condivisa. Fatto ciò, il passo successivo è quello di coordinarsi con tutti gli attori coinvolti, come ad esempio il Cantone e la Confederazione. È questo uno degli spunti emersi questa sera durante il terzo appuntamento di CdT Forum, l’evento del gruppo Corriere del Ticino dedicato alle città ticinesi e ai loro temi più sensibili, svoltosi al Grand Hotel Villa Castagnola.

Dopo il saluto iniziale affidato al neo direttore editoriale del Gruppo Corriere del Ticino, Sacha Dalcol, il dibattito moderato dalla giornalista del CdT, Jenny Covelli, ha cercato di analizzare e proporre soluzioni per risolvere, appunto, il problema del traffico cittadino. Oggi che stanno partendo alcuni grandi cantieri, come quello del tram-treno o del piazzale ex scuole, ma anche domani, cercando dunque di anticipare e prevenire le insidie che si stanno già affacciando.

Un problema, tanti attori

Una sfida non da poco. Soprattutto «perché - ha evidenziato la capodicastero Sicurezza e Spazi urbani della Città, Karin Valenzano Rossi - la ricetta è quella di trovare un migliore equilibrio possibile tra le esigenze di Lugano e quelle dei suoi cittadini». Tutto questo, tenendo presente «che a livello di infrastrutture il Ticino ha 30 anni di ritardo rispetto al resto della Svizzera e nello stesso tempo la Città ha visto aumentare in modo considerevole il traffico in entrata e in uscita, visto che ogni giorno sono circa 45mila i veicoli che entrano ed escono dalla città». Certo, ha aggiunto Valenzano Rossi, anche il trasporto pubblico è sempre più scelto. E il difficile è proprio conciliare anche le diverse esigenze dei cittadini. Ma non solo. «Quando si parla di traffico e di strade bisogna anche tenere presente che gli attori pubblici coinvolti sono almeno tre: i Comuni, il Cantone e la Confederazione. Ecco perché una volta stabilita una visione occorrerebbe poi coordinarsi». Forse, ha aggiunto la municipale, occorrerebbe anche sapere cosa ne pensano i cittadini attraverso una consultazione popolare. «Perché fino a oggi nessuno ancora lo sa».

Tra demonizzazioni e visioni

Quel che si sa è che l’anno scorso la popolazione di Lugano ha bocciato la proposta del Municipio di estendere alcune zone 20 e 30. E a far parte del comitato referendario c’era la consigliera comunale UDC, Raide Bassi, presente anche lei al CdT Forum. «L’auto non deve essere demonizzata - ha spiegato Bassi - in questo senso occorre permettere alle automobili di fluire nel miglior modo possibile. Incentivare il trasporto pubblico non significa disincentivare l’auto. Così facendo si crea solo frustrazione nell’utenza».

E a proposito di trasporto pubblico Carlo Lepori, presidente dell’associazione Cittadini per il territorio del Luganese, ha sottolineato come il problema non sia nell’offerta, ma nel fatto che i bus a Lugano rimangono bloccati anche loro nel traffico. Da qui l’invito a cambiare approccio. A modellare la Città a misura di pedone e per la mobilità lenta. «Parigi - ha rilevato Lepori - ha sventrato le autostrade lungo la Senna e oggi al loro posto ci sono delle zone pedonali. Anche nel centro di Lugano non si dovrebbe permettere di arrivare in auto. La Città non è fatta per il trasporto privato. Anche il futuro tram rischierà di trovarsi imprigionato in colonna e quindi saremo di nuovo ai piedi della scala».

Accoglienza e ascolto

Quel che sicuramente non si dovrà fare è impedire ai commerci e alle attività economiche del centro di godere delle trasformazioni infrastrutturali e urbane. Andrea Colombo, membro del comitato della Società commercianti Lugano, è stato chiaro. «Le grandi opere stradali e di mobilità non possono essere rimandate - ha sottolineato - ma al tempo stesso intervenire in centro non è come farlo nella zona dello stadio. Da parte della Città serve uno sforzo ulteriore per coordinarsi al meglio coi commercianti e sentire quindi quali sono anche le loro esigenze e proposte». Ma non solo. Per Colombo, visto che all’orizzonte si stanno stagliando grandi cantieri, come quello del tram-treno, appunto, dovrà essere fatto uno sforzo anche nel comunicare nel modo giusto. «Non bisognerà dire che in centro ci sarà un casino». Altrimenti, ha aggiunto, non verrà più nessuno. «E non è detto che un’attività che c’è oggi ci sarà anche tra qualche anno». Ma il commerciante ha portato anche un esempio concreto. «I teli di protezione del cantiere che sta iniziando nel piazzale ex scuole - ha rimarcato - potrebbero essere più bassi, così da non impedire la visuale sui negozi». A volte insomma bastano anche piccoli accorgimenti.Anche per Lepori, secondo cui l’uso delle auto in centro è autolesionista, un occhio di riguardo alle attività economiche deve comunque essere garantito. Anche nel caso si decidesse di limitare o proibire l’entrata delle auto in centro. «Il problema semmai è convincere la politica ad adottare un altro approccio», ha segnalato.

I tempi delle infrastrutture

Riprendendo la parola, Valenzano Rossi ha poi ricordato come Lugano subisce anche il traffico e non lo crea solamente. «C’è chi come quelli che arrivano da Porlezza e poi si dirigono verso la piana del Vedeggio che attraversano soltanto la Città. Inoltre, basta un incidente in autostrada a bloccare la Città». Da parte sua Bassi ha invece portato l’esempio del semisvincolo di Bellinzona. «Si pensava che avrebbe fatto aumentare il traffico e invece non è successo - ha riferito -. Di più. Il traffico a Camorino è diminuito del 13%. Quindi il traffico non va ostacolato, ma fatto fluire. Tornare a parlare, ad esempio, della pedonalizzazione del lungolago a Lugano oggi ha poco senso. Dove metterremmo le auto? Non si possono far scomparire».

Tutto vero, tutto giusto. Ma lo svincolo di Bellinzona, ha risposto Valenzano Rossi, è stato pianificato 20 anni fa e il tram treno quando arriverà (l’entrata in esercizio è prevista nel 2035, ndr) non risolverà i problemi di traffico in Città, ma quelli del Malcantone. Quindi bisognerà fare delle scelte politiche. «Forse anche chiedendo il parere dei cittadini». Dalla sala sono poi arrivate alcune domande e considerazioni. Come quella di scommettere maggiormente sulle biciclette e sulle piste ciclabili. Ma c’è anche stato chi ha chiesto alla politica più coraggio nell’osare. Anche se così facendo si creerebbero malumori e scontenti. Perché oggi pedoni, biciclette, motorini, monopattini, auto e trasporto pubblico usano tutti le stesse strade. E non possono essere allargate senza espropriare o abbattere degli edifici.