Il retroscena

Cultura e Giustizia a Viganello, proposto anche un «arrocco»

Nelle trattative è stato ventilato anche uno scambio tra la SAMS, sulla quale ha messo gli occhi la Città, e l’ex PTT, che interessa il Cantone – Il sindaco Michele Foletti: «Questo terreno lo vediamo più funzionale all’Università»
© CdT/Chiara Zocchetti
Nico Nonella
30.04.2026 06:00

La SAMS in cambio dell’ex PTT? Probabilmente più no che sì, ma per un momento nelle trattative tra Lugano e il Cantone per questi due comparti a Viganello l’opzione è stata messa sul tavolo. Ma è destinata verosimilmente a rimanere lettera morta, mentre l’intesa sul terreno sul quale insediare provvisoriamente la Giustizia ticinese sembra allontanarsi sempre di più.

Ma andiamo con ordine. Come noto, il responsabile politico della Giustizia, Claudio Zali, vorrebbe acquistare il terreno ex PTT per collocarvi temporaneamente i giudici civili e penali durante i lavori di ristrutturazione di Palazzo di giustizia e, in un secondo momento, una parte dell’amministrazione cantonale. In uno scritto inviato a metà marzo, il consigliere di Stato aveva ribadito alla Città l’offerta di 15,7 milioni di franchi e che il prezzo proposto da Lugano, ossia una cinquantina di milioni, non verrà preso in considerazione. Il Municipio aveva dal canto suo proposto un incontro per capire se ci sono margini per trovare un accordo, non ottenendo per ora una risposta. A fronte dell’interessamento di Lugano per l’ex Scuola di sartoria di Viganello (SAMS) da adibire a spazi per la cultura indipendente, Zali aveva proposto lo scambio citato in apertura: la vecchia scuola in cambio del terreno ex Poste. Un’offerta che, visti anche i differenti valori in gioco, non aveva entusiasmato la Città.

Qualche settimana dopo, durante un incontro con il direttore del Dipartimento finanze ed economia (DFE), Christian Vitta, e la direttrice del Dipartimento educazione, cultura e sport (DECS), Marina Carobbio Guscetti, la Città aveva ufficialmente chiesto di entrare in possesso, gratuitamente, della Scuola d’arti e mestieri della sartoria. Dal canto suo Vitta, responsabile della Logistica, aveva proposto una vendita. Anche in questo caso le parti si riaggiorneranno, ma una fumata bianca sembra decisamente più probabile: il Cantone vorrebbe abbattere la scuola non appena ultimato il trasloco della Scuola a Chiasso (entro il 2028).

PDCom e rivalorizzazioni

Ma l’idea di uno scambio di terreni potrebbe dunque interessare alla Città? Raggiunto dal Corriere del Ticino, il sindaco Michele Foletti non chiude la porta, ma l’opzione verrebbe considerata se ci fosse una compensazione finanziaria a favore di Lugano. Quanto a Viganello, «bisogna chiedersi se è la soluzione migliore per insediarvi l’Amministrazione comunale. In ottica Piano direttore comunale, vediamo questo comparto funzionale all’Università, sia per la vicinanza al Campus Est, sia perché aiuterebbe a colmare la mancanza di aule per l’ateneo». Recentemente, ne avevamo riferito il 23 aprile scorso, per questioni di spazio l’ateneo ha deciso di intervenire mettendo un «tetto» alle iscrizioni, perlomeno per le facoltà che presentano un numero di studenti particolarmente elevato. «La Città non ha molti terreni di proprietà e in un’ottica di sviluppo futuro converrebbe tenerlo». Anche perché – precisa ancora il sindaco – l’ex PTT non è nella lista dei beni da rivalorizzare, come per esempio il palazzo in via della Posta o il Castagneto.

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