Lugano

Cultura indipendente a Viganello: la Città solleciterà il Cantone

Nel rispondere a un’interrogazione dell’UDC, il Consiglio di Stato difende i finanziamenti per la messa disposizione di spazi per la scena alternativa – Ma ancora nessuna novità sull’ex scuola di sartoria – Badaracco: «Il tempo stringe»
© CdT/Chiara Zocchetti
Nico Nonella
17.07.2026 06:00

I finanziamenti per la cultura indipendente rappresentano una spesa giustificata nel contesto finanziario attuale? Sì, sia per l’importanza di questo tipo di offerta, che ha bisogno di spazi, sia perché l’esborso non impatterà sulle casse dello Stato. Sollecitato sul tema da un’interrogazione dell’UDC (prima firmataria Lara Filippini), il Consiglio di Stato ha difeso la proposta di creare un bando di concorso per sostenere la messa a disposizione di spazi per la cultura indipendente. La proposta prevede un cofinanziamento cantonale pari 50% delle spese locative sostenute dai Comuni, fino a un massimo di 30 mila franchi annui per progetto (i destinatari del bando di concorso sono i Comuni che devono proporre un progetto stabilito in collaborazione con operatrici e operatori culturali). E il finanziamento, ricorda il Governo, rientra pienamente nei progetti finanziabili attraverso il Fondo Swisslos.

Il sondaggio e l’«arrocco»

Ad accogliere con soddisfazione la risposta del Governo è soprattutto la Città di Lugano. Già, perché – come emerso in un sondaggio promosso dal DECS nel 2024 – la domanda di spazi da parte della cultura indipendente si concentra soprattutto in città. E proprio il Cantone, lo scorso febbraio, aveva aperto all’ipotesi ex Scuola di sartoria di Viganello (SAMS). Da allora, però poco si è mosso. Tra marzo e aprile, il responsabile politi della Giustizia ticinese, il ministro Claudio Zali aveva proposto uno scambio tra la vecchia scuola e il terreno ex Poste sempre a Viganello da adibire a “casa” provvisoria per i giudici civili e penali nell’ambito della riorganizzazione logistica del Terzo potere dello Stato. Non se ne era fatto nulla. Qualche settimana dopo, durante un incontro con il direttore del Dipartimento finanze ed economia (DFE), Christian Vitta, e la direttrice del Dipartimento educazione, cultura e sport (DECS), Marina Carobbio Guscetti, la Città aveva ufficialmente chiesto di entrare in possesso, gratuitamente, della Scuola d’arti e mestieri della sartoria. Dal canto suo Vitta, responsabile della Logistica, aveva proposto una vendita.

«Solleciteremo una risposta», dice al Corriere del Ticino il capodicastero Cultura, Roberto Badaracco. La struttura verrebbe liberata non prima del 2028, anno del trasloco della scuola nei nuovi spazi di Chiasso. «Il tempo stringe. Saranno necessarie delle modifiche degli spazi e questo richiede una procedura edilizia che ha un iter assai lungo. Per noi l’ideale sarebbe partire con i lavori non appena liberata la struttura», rileva il vicesindaco di Lugano.

Una strategia comune

In ogni caso, la Città non guarda solo a Viganello. Da tempo ha infatti individuato una serie di strutture da mettere a disposizione della cultura indipendente – come la parte rinnovata dell’ex Macello e alcune ex case comunali – e sta lavorando al relativo messaggio da sottoporre al Consiglio comunale. Il documento dovrebbe contenere anche una richiesta di credito di circa 300 mila franchi, che serviranno per adeguare gli edifici. Il tutto verrà sottoposto al Legislativo per ottenere un consenso politico allargato. Un primo sì al principio, lo ricordiamo, era arrivato il 9 febbraio scorso con l’approvazione di un credito da mezzo milione per lo sgombero delle macerie dell’ex centro sociale. Il rapporto della Gestione invitava infatti il Municipio «a non abbandonare i progetti di cultura indipendente, ma piuttosto a ricondurli entro un quadro chiaro, legittimo e sostenibile, individuando per essi una sede adeguata, definita e coerente con le regole della Città». In queste settimane, spiega ancora Badaracco, la Città ha incontrato i vari attori del mondo culturale indipendente e ascoltato le loro richieste per definire una strategia d’azione comune.

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