Lugano

Primo sì allo sgombero delle macerie e avallo politico alla cultura indipendente

La Gestione approva il credito da 527 mila franchi – Il Legislativo deciderà il 9 febbraio – Sottolineata anche la necessità di spazi per le realtà indipendenti
© CdT/Gabriele Putzu
Nico Nonella
30.01.2026 17:39

Manca solo il «sì» del Consiglio comunale, il prossimo 9 febbraio poi, ultimata la procedura edilizia, la Città potrà iniziare la rimozione delle macerie dell’ex Macello. La Commissione della Gestione ha infatti avallato il credito di 527 mila franchi chiesto lo scorso dicembre dal Municipio. I detriti dell’ex centro sociale autogestito, demolito nella notte tra il 29 e il 30 maggio 2021, erano rimasti sotto sigilli da allora e a fine settembre dello scorso anno il procuratore generale Andrea Pagani ne aveva disposto il dissequestro. La Città e gli autogestiti avevano infatti trovato un accordo per quanto riguarda la denuncia per danneggiamento presentata da questi ultimi in relazione agli oggetti personali di loro proprietà ancora sul sedime. La querela è stata ritirata e in cambio la Città ha versato un risarcimento di 35 mila franchi.

L’ok della Commissione non è mai stato in discussione, d’altronde la rimozione delle macerie consentirà di partire con il progetto della cittadella universitaria, il Campus Matrix. Interessanti sono le considerazioni politiche espresse dalla Gestione nel rapporto (relatore il leghista Lukas Bernasconi), sottoscritto da tutti gli schieramenti politici. Dopo aver precisato che il Consiglio comunale «non ha potuto esercitare un pieno controllo politico» su una situazione frutto «di una lunga fase di incertezza decisionale e procedurale», con tanto di «costi indiretti per la collettività», la Commissione sottolinea che l’approvazione del «credito non costituisce un avallo complessivo alla gestione storica del comparto ex Macello, bensì un atto necessario per chiudere una situazione pendente e ristabilire condizioni di  sicurezza, legalità e decoro».

Parallelamente, la Gestione ritiene «politicamente doveroso» precisare che «la chiusura di questa fase non può tradursi anche in una rimozione del tema della cultura indipendente dalla visione strategica della Città». Nel rapporto, che ricordiamo essere stato sottoscritto da esponenti di tutte le forze politiche del Legislativo, la Gestione rileva che «le esperienze culturali che hanno trovato espressione nel comparto ex Macello, pur con modalità non sempre compatibili con un contesto istituzionale, rispondono comunque a un bisogno reale di spazi, espressione e sperimentazione». Il Municipio è pertanto chiamato, parallelamente allo sviluppo del Progetto Matrix, «a non abbandonare i progetti di cultura indipendente, ma piuttosto a ricondurli entro un quadro chiaro, legittimo e sostenibile, individuando per essi una sede adeguata, definita e coerente con le regole della Città. Solo attraverso una visione equilibrata, capace di coniugare ordine istituzionale, pianificazione urbana e attenzione alle dinamiche culturali emergenti, sarà possibile  trasformare la chiusura di questa vicenda in un vero punto di ripartenza».

Insomma, un vero e proprio avallo politico alla cultura indipendente. A questo proposito, a breve il Municipio dovrebbe approvare un messaggio municipale con una richiesta di credito di circa 300 mila franchi, che serviranno per adeguare gli edifici da destinare a questa realtà. Oltre a varie proprietà comunali (come il grottino della Stampa), pensate piuttosto per le prove, sul tavolo si fa sempre più concreta l’ipotesi di riconvertire l’ex-scuola di sartoria SAMS, di proprietà del Cantone. 

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