Cuntitt, non è finita: c'è il ricorso dei cittadini promotori del referendum

«Vogliamo difendere non solo le ragioni democratiche del voto popolare, ma anche i diritti dei più di 300 cittadini del Comune che hanno sottoscritto la richiesta referendaria». È con queste parole che i cittadini promotori del referendum contro il credito comunale a favore del ristorante stellato Osteria Cuntitt di Castel San Pietro annunciano di avere inoltrano ricorso al Consiglio di Stato. Lo scorso 29 luglio, infatti, il Municipio di Castel San Pietro aveva dichiarato «irregolare e irricevibile» la domanda di referendum.
Il gruppo protagonista del tentativo di referendum attuale è «convinto delle proprie ragioni e della necessità che sia il popolo a pronunciarsi sulla spesa». A non convincerlo è il messaggio accolto dal Consiglio comunale a fine aprile che dava il via libera a un credito di 490.000 franchi per lavori di rinnovo all’osteria che si trova dentro Cuntitt: per la ristrutturazione della cucina, la riorganizzazione degli spazi interni e la realizzazione di una bussola d’ingresso.
Il Municipio aveva dichiarato nullo il referendum a causa di «un grave vizio di forma»: l’obbligo di indicare sulle liste la disposizione relativa alle conseguenze penali in caso di frode elettorale non era stato rispettato. «I cittadini promotori si scusano per la svista con coloro che li hanno sostenuti, ma ritengono che non sia giusto per un cavillo ignorare i diritti politici e la volontà dei cittadini di esprimersi democraticamente sul credito in questione», si legge nella nota odierna, con la quale viene annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. «L’esercizio dei diritti politici è un fondamento del nostro sistema democratico e le oltre 300 firme depositate nei termini stabiliti, la cui validità è stata verificata dallo stesso Municipio, meritano la debita considerazione».
Insomma, la vicenda è ancora aperta. E non è ancora chiaro se la popolazione di Castel San Pietro sarà chiamata alle urne, di nuovo.